Intervista a Massimo Villa




A tu per tu con l’autore

 

 

Massimo, sei un profondo conoscitore e appassionato di cinema, hai condotto varie trasmissioni televisive incentrate su arte e spettacolo, hai una passione per i tatuaggi ed i fumetti. Tutti elementi che convergono su un discorso di immagine, di arte visiva. Cosa significa per te cultura dell’immagine e come coniughi questo tuo gusto e sensibilità alla scrittura?

Scrivo avendo in mente un film. Quindi cerco di “impressionare” i lettori attraverso immagini, come potrebbero essere quelle tratte da una sceneggiatura cinematografica. Ecco che il mio rapporto con l’arte visiva si riflette comunque nel mio modo di scrivere e di cercare di coinvolgere chi mi legge.

 

 

Quanto è stato importante Valerio Evangelisti nella tua formazione di Autore e cosa ti ha lasciato l’esperienza che hai fatto nella sua community letteraria?

Valerio Evangelisti aveva una splendida community letteraria online. Ho scritto anche un racconto con protagonista proprio il celebre inquisitore medievale Eymerich che lo scrittore bolognese ha fatto pubblicare in coda a un suo Urania. E’ stata un’esperienza molto formativa, lui è un vero maestro, culminata con l’averlo conosciuto in uno dei primi Lucca Comics. Indimenticabile.

 

 

 

Altra tua passione nota è quella per la musica. Pensi sia sbagliato dire che proprio la musica è la vera ed assoluta protagonista del tuo ultimo romanzo “Frigo leader”?

E’ una parte preponderante del romanzo. In tutte le sue forme, dai crooner alla Frank Sinatra, fino al punk, passando per la musica classica. Ogni scena ne è pervasa, è palpabile come fosse una colonna sonora, importante, di un film. Oltretutto oltre che citata, i personaggi sono spesso musicisti, quindi non è sbagliato quello che dici.

 

 

 

 

Frigo leader” è assolutamente un libro sorprendente e difficilmente incasellabile in una definizione di genere. Si potrebbe dire fantascienza, perché certo la matrice è quella, ma risulterebbe comunque una definizione costrittiva. Puoi rivelare come si è svelata a te e come è arrivata alla tua penna e alla voglia di scriverla, questa storia?

La fantascienza è giustificata dalla narrazione e dagli avvenimenti assolutamenti fantastici che succedono. Certo è che esiste una commistione profonda più che nei generi nelle situazioni, che sono un po’ di tutti i tipi. L’impianto è indubbiamente divertente e ironico, ma non mancano scene totalmente dark, come l’intermezzo punk che si svolge in un posto imprecisato dell’Australia.

 

 

 

La tua è una scrittura di grande impatto e dirompenza, efficace e aguzza, non per le tematiche trattate o lo stile, ma per l’effetto che genera la lettura, mi viene spontaneo associarla a quella di Irvine Welsh in “Trainspotting” e di Isabella Santacroce in “Destroy”. Cosa ne pensi di questo parallelo?

Ebbè magari. Diciamo che potrei esserne la versione “comica”, o meglio cercare di ricreare quelle atmosfere alleggerendole e ironizzandole ancora di più. E forse gettandoci una spruzzatina di surrealismo. Ci tengo però a citare Jack Vance come ispirazione letteraria per quanto riguarda la fantascienza.

 

 

 

Sono numerosi i rimandi e gli omaggi che fai nelle tue pagine ad alcuni film che hanno fatto la storia del cinema per non dire delle canzoni che ne erano colonna sonora o che comunque lo sono diventata del tuo libro. Nonostante il tuo sguardo ironico e la tua cifra scanzonata si avverte il profondo e sensibile approccio alla materia. Hai messo tanto di te in “Frigo leader”. Ne sei stato consapevole fin da subito o ciò è emerso durante la scrittura?

Il fatto di rendere omaggio a film e musiche che sono parte integrante della mia esperienza di vita è stato naturale. Alcune scene, poi, sono un tributo doveroso a capolavori della storia del cinema, come Frankenstein Junior, ad esempio. Diciamo che doveva per forza venire così, non c’erano altre possibilità.

 

 

 

Lavori circondato dai libri. E questo per qualcuno è un Paradiso, per altri sarebbe un Inferno. Questo ambiente di lavoro ti fa salire la voglia di leggere o quella di scrivere?

A me fa venire voglia di guardare delle serie TV!

 

 

 

Che tipo di lettore sei Massimo? Cosa ti muove ad iniziare un libro?

Deve esserci un intreccio che abbia un mistero o dei personaggi particolari alla base. Qualcosa di insolito, che mi attiri, che evade schemi consolidati. Non riesco più a leggere libri che rimangono nel solco di un qualcosa di già definito, seppur belli e interessanti.

 

 

 

Che tipo di scrittore sei Massimo? Anche qui… cosa ti muove ad iniziare un libro? Sei già proiettato in una nuova storia?

Sono uno scrittore pigro! Per ora comunque uscirà un mio racconto in una raccolta di scrittori genovesi e poi un progetto legato alla musica, per aprile, di cui presto vi farò sapere. Per il nuovo romanzo, l’ho iniziato, ma siamo alle prime fasi. Non penso però che avrà la stessa cifra stilistica di Frigo Leader, al momento l’idea è quella di renderlo un po’ più crudo e violento.

Massimo Villa

 

Grazie di cuore a Massimo Villa, talentuosa, originale e brillante voce del nostro panorama letterario.

Sabrina De Bastiani


A cura di

Sabrina De Bastiani

 

Di Massimo Villa:

IL LIBRO – Un’invasione aliena per demoni rock tra Varsavia e Genova Un gruppo punk formato da Beethoven, Mozart e Chopin. Uno scienziato pazzo e la figlia ninfomane. Un jazzista luciferino a capo di una banda di fuori di testa. Un quadro famoso rubato…