Intervista a Michela Monti




A tu per tu con l’autore

 

 

Chi è Michela Monti? Parlaci un po’ di te… Come è nata la tua passione per la scrittura? 83500 è il tuo primo romanzo e ha ricevuto il premio Giallo Garda. Come hai vissuto questa esperienza? 83500 è il primo libro di una trilogia. Ora che abbiamo saputo che a febbraio uscirà il seguito, puoi farci qualche anticipazione?

Ciao! Allora, Michela Monti è “un’adolescente da un pezzo” (cit.), che legge, scrive e disegna da quando ne ha avuto la possibilità, tanto per iniziare. Sono una chiacchierona, entusiasta, amante di ogni forma creativa e della buona tavola con i buoni amici. Sì, magno. L’esperienza del Festival Giallo Garda è stata pazzesca. Ancora si ricordano il mio mezzo collasso quando ho capito che 83500 aveva vinto. Comunque, date retta, come partecipanti o spettatori, andate. È un concorso bellissimo, organizzato da persone incredibili. Per le anticipazioni… Cosa vi dico? Che se sperate in una risoluzione tranquilla dei fatti, no. Anche a sto giro niente tisanina sul divano per Melice.

 

 

 

 

Come è nata l’idea grazie alla quale ha preso il via la stesura di 83500?

Grazie ai 30 anni di libri, manga, fumetti, film e serie tv che mi sono divorata. Poi grazie a Gabriel, che è stato il primo a saltarmi in mente, ma questo è un altro discorso.

 

 

 

Hai sofferto di “Sindrome da pagina bianca”? E come l’hai superata?

Assolutamente sì, e ho sentito tante persone dire che “devi metterti a scrivere lo stesso, qualcosa di buono uscirà”. Io temo di non esserne capace, quantomeno per ora, quindi il mio metodo è: leggere. Tanto e di tutto.

 

 

 

Melice, la protagonista del libro, affronta tanti momenti difficili e cresce molto nel corso della storia. Ti rivedi in lei? In alternativa, in quali altri personaggi ti rispecchi? E cosa c’è di tuo in loro?

Mi rivedo in lei come negli altri, almeno in parte. Un pezzetto di me è dentro a un buon numero di questi personaggi, dentro alle loro reazioni, passioni, o alle loro sofferenze. Però no, non sono un cyborg.

 

 

 

Tra le tue passioni c’è anche il disegno. Hai mai ritratto i personaggi di 83500? E se non lo hai fatto, come li disegneresti?

Ho fatto i segnalibri che ritraggono i protagonisti, quattro diversi, per 83500, mentre per M.T.V.M. ci sarà… Altro. In alcuni momenti ho avuto proprio la necessità di mettere nero su bianco quello che immaginavo io. Vedremo cosa combinerò più avanti.

 

 

 

Qualche tempo fa su facebook hai chiesto ai lettori di 83500 di descriverlo con tre aggettivi. Ti pongo la stessa domanda…

Ecco, così imparo a fare domande fetenti. Doloroso Inaspettato Vivo

 

 

 

Quali sono gli scrittori che ami? Ti sei ispirata a loro per scrivere la tua storia?

Benni, Pennac, la buona e cara Agatha (Christie), Orwell, Camilleri, Carmen Covito, Uhlman, Poe, Bradbury, King, la Rowling, Camilla Lackberg… Così, due nomi. E mi sono ispirata sicuramente, anche se di preciso non me no sono resa conto.

 

 

 

Quali libri consiglieresti al pubblico di Thriller Nord?

Quanti posso dirne? Essendo voi amanti dei gialli, sicuramente la Christie, con in testa Dieci piccoli indiani. Camilleri, anche lui già citato. Di lui rileggo tutto. Comunque consiglio in blocco gli autori elencati qui sopra. Li amo, e ci sono cresciuta. Un titolo su tutti, non proprio giallo? No, dai, due. Elianto e La compagnia dei Celestini, entrambi di Benni.

 

 

 

In 83500 parli di futuro. Come speri che sia il futuro dell’umanità? E invece come pensi che sarà?

Eh, bella domanda. Io vorrei tanto un futuro dove si riconosce in tutti il valore della diversità, intesa in qualunque modo, e si pone in primo piano il rispetto. Siamo tutti differenti, no? E allora? Chi si arroga la capacità di decidere cosa va bene e cosa no? Nessuno può determinare chi ha più diritto di vivere, studiare o amare, rispetto agli altri. E invece mi pare che tutto stia portando verso questa direzione.

 

 

 

Un’ultima domanda. Tu ce l’hai fatta, cosa consiglieresti ai tanti ragazzi che vorrebbero scrivere un romanzo?

Io sicuramente ho avuto la fortuna di incontrare Triskell, insieme a tutto il gruppo di persone che mi ha regalato, e già questa è una gran vittoria, ma per gli altri che vogliono scrivere, non so se sono in grado di dare consigli particolarmente saggi. Posso provare, vediamo se dico robe sensate. Allora, prima di tutto credo sia fondamentale leggere. Se non sei un lettore, secondo me, difficilmente riuscirai a scrivere bene. Poi, non smettere di lavorare su quello che scrivi, cestina la pigrizia. Pensi possa migliorare? Miglioralo (questo vale fino a che non pubblichi, perché tanto dopo anni non ti andrà bene uguale, quello che hai scritto, ma angosciarti non serve. È lì, pubblicato, goditelo). Infine, lavora con persone serie. Lo so, rivelazione del secolo. In realtà ci tengo tantissimo a dirlo, perché tante case editrici, agenti e consulenti non sono esattamente seri. Controllate e valutate, fate domande, se avete persone inserite nel campo alle quali chiedere. Pagare non significa sempre truffa, ma spesso sì.

 

 

 

Hai mai metto letteratura nordica? O thriller nordici? Apprezzi qualche autore di quel genere ?

Ho letto e leggo i giallisti del nord. La Lackberg è quella che ho cercato di più, ma anche Nesbø, Asa e Stieg Larsson, Henning Mankell, John Ajvide Lindqvist (Lasciami entrare è un gioiellino) poi ricordo di aver tentato anche un approccio con un islandese, ma lì pensare le pronunce di quello che leggevo era davvero troppo complicato.

Michela Monti


A cura di Valentina Cavo

Di Michela Monti:

IL LIBRO – ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa. Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché. La causa dell’amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock…