Intervista a Paolo Negro




A tu per tu con l’autore

 

 

Cosa ha spinto un giornalista affermato come te a scrivere romanzi? E come nasce il tuo interesse per la Storia? Come hai formato le tue conoscenza in questo campo, che utilizzi in modo così sapiente nei tuoi romanzi?

“Andiamo per ordine. L’idea del mio primo libro – “L’ultimo dei templari “ – nacque quasi vent’anni fa ai tempi in cui lavoravo a Repubblica e stavo seguendo Tangentopoli, Poi, una sera, ritornando a casa, un camion saltò la corsia e centrò frontalmente la mia auto. Risultato: intervento al bacino e sei mesi immobile (frattura bilaterale degli acetaboli), Quindi lenta rieducazione e via dicendo. Insomma, in un secondo passai da una vita convulsa al nulla più assoluto. Fu in quel periodo che, per tener sveglio il cervello, immaginai la trama de L’Ultimo dei templari, All’inizio doveva essere solo una storia che mi sarebbe piaciuto leggere, poi dopo revisioni e studi durati complessivamente circa sei anni, divenne libro. Proprio in quell’occasione, la storia che era sempre stata una passione nata ai tempi della scuola, divenne per me materia di studio approfondito. All’epoca, sul Medioevo avrò letto una cinquantina di saggi…

 

Nei tuoi romanzi, grande protagonista, oltre alla Storia, è senza dubbio il Mistero. Cosa ti attrae in particolare?

La storia è fondamentalmente mistero, basta non fermarsi alle apparenze e voler cercare di capire. Al centro della storia c’è sempre l’essere umano. Capirlo non è facile. Mai. Figurarsi se parliamo di secoli passati.

 

 

Che ruolo ha la tua esperienza come giornalista nelle genesi dei tuoi romanzi?

L’approccio per prima cosa. Al giornalismo devo tutto e soprattutto la prima cosa: mai aver preconcetti, mai voler smettere di imparare. Non devi dar mai nulla per scontato. In una parola: devi essere libero. Soprattutto devi capire i tuoi limiti: per quanto tu abbia fantasia, credo che non ci sia nulla che sia stato raccontato che, in realtà, da qualche parte in qualche epoca, non sia successo sul serio . Un esempio banale: papa Clemente, lo stesso che permise lo sterminio dei Templari, in quegli anni, imprestò un terzo del tesoro papale al re di Francia Filippo IV, e un altro terzo al re di Inghilterra, marito della figlia di re Filippo. Ebbene, quel prestito tecnicamente non venne mai restituito… Non lo dico io, lo dice l’enciclopedia della Storia della Chiesa della Utet. Eppure scritto in un romanzo sembra inventato, oppure una compravendita…

 

 

In “Clone” dimostri anche una grande conoscenza della storia della Chiesa. Come nasce questa curiosità? Cosa ti attrae in particolare del mondo della religiosità?

Sono due binari diversi. Il primo è la Storia della Chiesa, cioè quella fatta dagli uomini. Il secondo è la Fede, la religiosità, che appartiene a ciascuno. Il che è molto diverso. Ci può essere un abisso tra le due cose. La Storia la puoi leggere, studiare, la religiosità è insita nell’uomo, fatta da mille sfumature. Quanti milioni di persone sono state uccise nei secoli nel nome di Dio, qualunque nome gli si voglia dare, eppure nessuno dei Dio invocati – Dio, Budda, l’Islamismo – ha mai detto: andate e sterminate.

 

 

Quale deve essere, secondo te, il rapporto tra Credo e Scienza?

In una parola rispetto. Da entrambe le parti. E anche equilibrio. In una parola, e bisogna che sia valida sia da parte della Chiesa (qualunque essa sia), sia da parte della Scienza. Serve equilibrio. Non bisogna mai piegare la verità alle proprie esigenze.

 

 

Prevedi un seguito per l’Ispettore Barberi? Il suo personaggio è così ben delineato che è difficile non pensare ad un proseguo delle sue gesta.

Se penso alla fatica che ho fatto a scrivere il primo, rispondo subito d’stinto un secco NO. Direi però che razionalmente e con calma, la vera risposta è “possibile, molto possibile”. Diciamo che aspetto una telefonata da Barberi e poi decido… Intanto so già che ne pensa…

 

 

L’idea alla base del tuo ultimo romanzo è senz’altro molto ardita, ma anche decisamente affascinante. Quanto c’è di concreto e di possibile nella tua ipotesi di clonare Cristo?

Di concreto c’è e ci sono gli studi e le scoperte fatte. Ora noi parliamo (perchè è realtà) di clonazione degli animali. Ebbene, pensate a cosa avrebbe risposto alla domanda sulla clonazione animale, chiunque avesse dovuto rispondere negli Anni Cinquanta… La scienza, piaccia o no, va sempre avanti. Anzi, la scoperta, oltrepassare il limite del già conosciuto, non è in fondo il motore stesso della scienza?

 

 

Leggendo “Clone” mi è risultato quasi inevitabile pensare ad una sua versione cinematografica. Cosa ne pensi di questa possibilità?

Direi che è un’ottima possibilità. Se qualcuno vuole far nascere domande e fare un viaggio, piccolo per carità, ma sempre viaggio, nella religiosità umana, sull’uomo…

 

 

Infine, immancabile: conosci qualche autore di thriller nordici? Ti piace il genere?

Per me non esiste genere, in senso stretto e limitativo. Ci sono solo i libri buoni e quelli meno buoni.. Almeno per me, s’intende. Tanto amo Agatha Christie, quanto Simenon (per la precisione: più i romanzi di George Simenon che non hanno protagonista Maigret). Insomma: un libro quando mi piace, mi piace. Non vado per il sottile. Per questo, per rispondere a bomba alla tua domanda, apprezzo molto Jo Nesbo o Anne Holt. La realtà è che i buoni libri non hanno tempo, tanto meno età o geografia. Volete mettere la potenza di alcune frasi che dicono ad esempio Don Camillo o Peppone? O il paradosso della frase di Guareschi nella prefazione del suo Diario Clandestino (libro per nulla leggero, è il diario di quando è sopravvissuto ai campi di sterminio)? Scrive: “Pensavo solo “Non muoio neppure se mi ammazzano”. In una sola frase c’è un inverso intero di dolore e determinazione. Chapeau.

 

 

 

A cura di Laura Salvadori

 

 

Di Paolo Negro:

IL LIBRODue omicidi efferati a poche ore l’uno dall’altro, a qualche centinaio di metri l’uno dall’altro. Il primo nella tromba dell’ascensore che porta al caveau, all’interno del Palazzo Reale di Torino, dove è conservato il famoso autoritratto di Leonardo da Vinci…