Intervista a Paolo Stella




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Paolo, la prima cosa che arriva del tuo romanzo, è la verità. Ed è gran cosa riuscire a renderla con la semplicità e la potenza con la quale sei riuscito a farlo tu. Si percepisce nettamente che sai di cosa parli, per averlo provato sulla tua pelle. Se questo è, senza voler forzare il tuo privato, come hai fatto a tenere memoria così viva e vivida delle sensazioni che si provano in un momento così destabilizzante e “sospeso” come è quello di una perdita improvvisa?

Io tendenzialmente non ricordo mai nulla: la mia vita è sovraccarica di contenuti e informazioni, io ho una memoria selettiva e cancello tanto. Di quei momenti ricordo tutto, come fossero successi ieri. Forse il corpo e la mente si sono autonomamente resi conto che tutto sarebbe cambiato, che quello era il punto zero. E l’hanno catalogato e messo da parte.

 

 

Ho letto che avevi scritto questo libro anni fa. Una frase molto bella nel romanzo dice che la vita è più intelligente di noi, sceglie lei i momenti e i modi. Che pensiero ti sei fatto sul momento e modo che ha scelto la vita per “Meet me alla boa”? Perché adesso?

Perché adesso ho elaborato tutto, non provo più dolore ma una dolce nostalgia e un’immensa gratitudine. Ora può prendere la sua strada e fare il suo cammino, non ha più bisogno di me nè io di lui.

 

 

Le persone che citi nel libro profumano di realtà. Ipotizzo che tu le conosca tutte davvero o perlomeno una buona parte. In tutto questo hai reso Marti di una bellezza struggente senza toglierle un filo di concretezza, di realtà quotidiana. E’ lo specchio di una sola persona o le hai donato caratteristiche e gesti di più vite?

Sono più persone insieme, principalmente due.

 

 

Meet me alla boa” sarebbe perfetto per diventare una produzione televisiva o cinematografica essendo la storia davvero forte e la tua scrittura molto visiva. Se, come immagino, tu hai negli occhi e nella carne i tuoi personaggi, pensi possa esserci difficoltà nel trovare chi possa interpretarli? Ci hai già fatto dei pensieri? E particolarmente, tu vorresti e potresti essere interprete del tuo libro?

No, non vorrei fare nessuna parte nell’ipotetico film di questo libro. Voglio fare la regia. E ho già tutto in testa, attori compresi.

 

 

Una tesi che porti avanti nel romanzo è che l’amore ci rende forti. Essere amati ci rende sicuri, solidi, consapevoli. È la rete di salvataggio che ci offre la vita. In quest’ottica, quando amare diventa invece un rischio, quando ci rende deboli?

L’amore ci rende forti quando non è risposta a un bisogno, quando non colma una mancanza. Franci e Marti sono forti di un amore che esalta le singole indipendenze. Questo tipo di amore non può che rendere invincibili. Anche rispetto alla morte.

 

 

Amo moltissimo il tuo stile di scrittura. Ti trovo diretto, mai banale, attuale e molto centrato. Ci hai lavorato sopra cesellando e rileggendo o fa parte di un flusso che da pensiero si è fatto carattere, riga, pagina?

Mi metto alla scrivania e scrivo, senza alcuno schema logico. Spesso mi stupisco di quello che sta succedendo capitolo dopo capitolo. Lo so, sembra strano ma è proprio così. E non rileggo quasi mai, solo a fine capitolo. Senza incastrarti in definizioni, posso dire che ti occupi di tante attività centrate sulla comunicazione, di cui sei un forte conoscitore e tu stesso un forte comunicatore. In ragione di ciò, affrontando il tema della lettura, in maniera magari meno ortodossa ma più trendy, ti chiedo , cosa vuole leggere la gente adesso e cosa guida queste tendenze? Fermo restando la qualità del prodotto editoriale ovviamente. Non ho mai scritto pensando a quello che la gente vuole leggere, anzi ho scritto pensando che nessuno avrebbe mai letto. Scritto – sei anni fa – e messo in un cassetto appunto. Per me quel libro era un flusso di coscienza, un’autoanalisi a capitoli. Poi la vita ha deciso venisse pubblicato ma non era nei miei piani. Se ci pensi anche il titolo è piuttosto anomalo, ora tutti usano parti di frasi di canzoni o cose del genere. Il mio è Metà in inglese metà in italiano, quando la Mondadori l’ha visto mi ha subito detto che molto difficilmente sarebbe potuto uscire così. Il molto difficilmente non era abbastanza molto evidentemente;-)

 

 

 

E tu, chi leggi? Scegli per Autore o per genere?

I libri mi arrivano. Ora sto leggendo il libro che Chiara, una ragazza italiana che vive a Los Angeles mi ha portato all’aeroporto prima che partissi per tornare in italia due settimane fa. Parla dell’ipnosi regressiva e delle vite precedenti. Sto scoprendo molto. Grazie Chiara.

Paolo Stella

Ringrazio con calore Paolo Stella che con sensibiltà, semplicità e partecipe disponibilità ha risposto a queste domande .

 

A cura di Sabrina De Bastiani


 

Di Paolo Stella:

IL LIBRO Con il cuore in apnea, Franci si imbarca sul primo aereo disponibile e arriva puntuale all’obitorio. Soltanto trenta passi lo dividono dalla cella refrigerata dove giace quel corpo da riconoscere. Varcato il portone, il tempo rallenta e a ogni passo rivede il film clamoroso e coinvolgente della sua meravigliosa storia d’amore…