Intervista a Patrick Fogli




A tu per tu con l’autore

Intervista a Patrick Fogli vincitore del Premio Scerbanenco 2018

 

 

Un costruttore di storie che ama fare in modo che il lettore si perda in quello che racconta. Patrick Fogli è un autore insolito che ama pochissimo le luci della ribalta e che per primo sembrava stupito del riconoscimento ottenuto. Eppure il suo ultimo romanzo è una perla rara nelle pubblicazioni di genere di questo 2018 dove emozione e struggimento si mescolano mirabilmente con suspense e inquietudine. Un premio giusto e meritato che fa sperare che il vero talento venga ancora riconosciuto e apprezzato e dai lettori e dagli addetti ai lavori.

Questa la nostra intervista a Patrick subito dopo l’assegnazione dello Scerbanenco.  

 

 

 

Patrick, A chi appartiene la notte si aggiudica il Premio Scerbanenco 2018 che arriva dopo un grande consenso da parte dei lettori e una meritata attenzione da parte degli addetti ai lavori. Come la fa sentire tutto questo?

Sono molto contento. Non solo per il premio e il consenso, ma perché lo ottiene un romanzo come questo, a cui tengo molto”.

 

 

Il suo romanzo trasuda emozione e partecipazione autoriale fin dalle prime pagine. Alla fine è questo il segreto del suo successo, essere un giallista che ha la fortuna di avere anche una grande sensibilità?

Non ho una risposta, sinceramente. Non mi preoccupo nemmeno se le mie storie appartengono a un genere. Il punto che cerco sempre di tenere fermo è quello che voglio scrivere. In generale cerco di raccontare persone, non personaggi. Esseri umani che potrebbero esistere e che hanno pulsioni, motivazioni, paure, qualche certezza”.

 

 

Chi legge il suo romanzo viene colpito da due principali aspetti: la forza interiore dei suoi personaggi e le ambientazioni naturali. Se dovesse scegliere un terzo elemento di forza del suo lavoro, lei, personalmente quale sceglierebbe?

Un mio direttore editoriale mi ha detto una volta che mi riteneva un costruttore di storie. L’ho sempre trovato un complimento strepitoso, considerando che mi interessa moltissimo che tutto torni e che il lettore si perda in quello che racconto”.

 

 

 

Voglio rischiare un parallelismo con A chi appartiene la notte e quindi le chiedo: lei ce l’ha una stanza tutta sua dove mettersi a scrivere o raccogliere semplicemente le idee?

Scrivo in tre posti diversi, ma non sarei in grado di farlo ovunque. Invidio chi è capace di farlo, ad esempio, in treno o in aeoporto. Devo farlo in un luogo che sento mio”.

 

 

 

Se dovesse racchiudere tutto il suo splendido romanzo in una sola frase del libro quale sceglierebbe e perché

Non saprei trovare una sola frase, ma le pagine che raccontano, all’inizio, l’effetto farfalla sono fra le mie preferite”.

Patrick Fogli


A cura di Antonia del Sambro

 

Di Patrick Fogli:

IL LIBRO – Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano…