Piera Carlomagno




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Nel suo libro il protagonista, davvero, è il territorio. Questa natura aspra e bellissima come solo la Lucania sa essere. Ma, leggendo la sua biografia, ho scoperto che lei è Salernitana di nascita. Da dove nasce, allora, questa conoscenza così approfondita della Lucania?

Sono di origini lucane. I miei genitori e tutti i miei parenti sono lucani. Io sono nata a Salerno e ho vissuto tra Salerno e Napoli. Ecco perché la mia prima serie gialla è ambientata a Napoli e in Campania. Da un po’ di tempo, però, sentivo forte il desiderio di raccontare quell’altra parte di me, aspra appunto, come diceva lei. In me convivono due nature opposte: quella aperta e gioviale dei campani e quella introversa e più diffidente dei lucani

 

 

 

Sono numerosi i libri che ha pubblicato… e tutti gialli. Quando è nata la passione per il thriller e cosa la spinge a scrivere di omicidi?

La passione è nata dal mio lavoro. Sono stata cronista di giudiziaria e per anni, ogni giorno seguivo indagini, attraverso i contatti con le forze dell’ordine, la procura e i suoi consulenti, gli avvocati. C’era un caso in particolare, di quelli fortemente mediatici, che ci fece vendere tantissime copie del giornale. Quel caso non riuscivo a dimenticarlo, alla fine è diventato il mio primo giallo: “Le notti della macumba”. Il romanzo era solo ispirato a quel fatto di cronaca che risaliva al ‘90, il resto lo inventai e chiusi l’indagine. Fu una grande sorpresa, così volli riprovarci. Da allora non riesco a fermarmi, non so se ci sono altre motivazioni, implicazioni psicologiche o altro. So solo che sono in piena promozione di “Una favolosa estate di morte”, ma sento che al più presto dovrò rimettermi a scrivere. Non resisto tanto senza farlo

 

 

Viola. Un personaggio forte, rotondo (come si suol dire) che appassiona il lettore e lo trascina nella lettura. C’è qualcosa di Viola in lei?

Direi di sì. In passato avevo distribuito mie caratteristiche qua e là, in tanti personaggi. La patologa forense di Matera mi appartiene di più, l’ho amata molto mentre scrivevo e non vedo l’ora di continuare a raccontare la sua storia. Viola è decisamente doppia, dilaniata tra scienza e magia, incarna la Lucania divisa tra tradizione e modernità, è inquieta, sempre alla ricerca di un altrove, fortemente empatica, capace di colpi di testa, conserva degli spazi che sono solo suoi, ovvero ha dei segreti

 

 

 

Lei è il presidente di uno dei festival del genere giallo-thriller, più famoso della penisola. Cosa ne pensa del thriller made in Italy? Quanto è cresciuto, migliorato, questo genere letterario nella nostra penisola?

Il noir più in generale, il giallo che ci fa pensare di più all’indagine, il thriller d’azione o psicologico, sono cresciuti in Italia nel modo giusto: allargando i confini del genere, facendo capolino dal genere, diventando spesso romanzi a tutto tondo con venature di genere. Gli scrittori di noir hanno cercato e cercato, sperimentato modi di scrivere, di raccontare, punti di vista nuovi, personaggi desueti, location, paesaggi, hanno denunciato il nero che c’è nella città e nelle province, hanno trattato il delitto privato in maniera originale, insomma hanno dato una risposta ad ogni rilievo della critica. Il responso dei lettori intanto è arrivato

 

 

 

Mi piacerebbe ritrovare Viola in una nuova storia… e come me, anche i suoi lettori. Quindi mi chiedevo se stesse già lavorando ad un prossimo libro, con la stessa protagonista.

L’ho detto prima. Ne ho una gran voglia, ho tanto da raccontare e spero di poterlo fare, e al più presto. Teniamo insieme le dita incrociate

 


A cura di Sara Ferri


 

 

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