Intervista a PIERA CARLOMAGNO






A tu per tu con l’autore

 

 

 

1) Buongiorno Piera, grazie per il tempo che ci sta dedicando, siamo molto felici di poterle rivolgere alcune domande. Lei è una giornalista, ma riesce a spaziare in molteplici campi della scrittura con progetti diversi e sempre interessanti.  Dai racconti ai romanzi noir (che le sono valsi numerosi premi), le guide turistiche (abbiamo letto che il turismo è una sua grande passione), e persino ai lavori in veste di traduttrice. Qual è, tra tutte le esperienze letterarie, quella che le da più soddisfazioni? E’ possibile scinderle o costituiscono un bagaglio di spunti, riflessioni, aneddoti e storie dal quale attingere per dar vita a nuovi scritti?

Grazie a voi per l’attenzione. La maggior parte delle suggestioni e delle idee per i miei romanzi soprattutto, ma anche per i racconti, arrivano dalla cronaca o dalla vita vera, dai miei viaggi, dalle relazioni interpersonali e dalle esperienze. Amo la scrittura giornalistica e la quotidianità del lavoro di giornalista, amo la notizia e la possibilità di raccontarla agli altri, amo l’immediatezza dei fatti e la forza delle parole nel riferirli. Ma il romanzo è una magia che si compie ogni volta che ne scrivo o ne leggo uno. Il romanzo è un universo nuovo, è libertà e poesia, è sogno e pensiero, una vera e propria ricchezza per l’anima.

2) Lei ha curato anche delle antologie di racconti, “I delitti della città vuota” e proprio a San Valentino, è uscito in libreria “I delitti della gelosia”. Vuole raccontarci come è nata l’idea di questa raccolta? Nel trattare storie dedicate a “delitti passionali” che ruolo ha avuto la sua esperienza nella cronaca giudiziaria?

La cronaca giudiziaria è stata determinante nella mia decisione di cominciare a scrivere fiction. E’ un settore complesso, ma affascinante. Quando smisi di frequentare gli ambienti giudiziari per lavoro, ne ebbi una grande nostalgia e pensai di approfondire un caso di cronaca e farne un’inchiesta, un libro. Fu così che nacque il mio primo giallo “Le notti della macumba”: capii che volevo andare oltre i fatti realmente accaduti e costruire intorno agli elementi di cronaca un nuovo caso. Insomma, non avendo più indagini di cui occuparmi per lavoro, pensai di inventarne una. La sorpresa arrivò quando capii che ci ero riuscita. I racconti “I delitti della gelosia” invece non fanno riferimento ai femminicidi, ognuno degli autori da me scelto, ha declinato l’amore e i suoi lati oscuri in maniera estremamente originale.
3) Per Thrillernord, abbiamo recensito il suo ultimo romanzo “Intrigo ad Ischia”. Parto dalla fine del libro, cioè dai ringraziamenti: “Grazie alla più bella metropoli del mondo. Fonte inesauribile di ispirazione”. Perché Napoli ispira?

Trovo che Napoli sia la più affascinante città d’Italia e una delle più affascinanti del mondo. Ci trovo passione, bellezza, dolore, coraggio e allegria. Ci trovo genialità e sfortuna. Napoli ha un’anima inquieta e vera fino al sacrificio. Napoli è vita e morte insieme. E’ fonte di ispirazione senza fine, ma solo per chi possiede un’anima simile. Napoli non è per tutti.
4)“Un corvo appollaiato sulle righe che ha scritto.”. Annaluce è Lei?

Sì, il personaggio di Annaluce Savino, la cronista di giudiziaria assetata di notizie, che infastidisce il commissario Baricco con le sue anticipazioni che però spesso lo mettono sulla strada giusta, è ispirato al mio metodo di lavoro, alla gioia con la quale lo svolgevo, alla meticolosità che ci mettevo nel seguire le varie inchieste, all’attenzione verso le fonti, al rigore con cui trattavo i diversi casi e al tempo che ci dedicavo, insomma a quella che era la mia vita qualche anno fa.

5) Nel libro ho trovato figure femminili importanti, rilevanti, grandi donne (Mina, Rita, Annaluce, Bianca, Flora…), e invece uomini un po’ “caricatura” (i fratelli Scotto De Falco, Sasà, Vanni). Fa eccezione ovviamente Baricco. La valorizzazione della componente femminile della storia è solo una mia impressione? E’ un auspicio perché sia così anche nella società?

Questa è una lettura interessante che nessuno aveva dato. Forse dovrei rivolgermi a uno psicologo. Sono sicuramente più interessata a tratteggiare figure femminili, soprattutto se si muovono in una città come Napoli. Naturalmente magari è ovvio perché sono una donna, però trovo più divertente scandagliare l’animo femminile che forse nasconde anche più lati oscuri di quello maschile, proprio perché storicamente la donna è stata abituata a mascherarli di più. I comportamenti cosiddetti “sconvenienti” di una donna fanno, ancora oggi, più notizia di quelli di un uomo.
6) L’ironia punteggia il racconto per puro caso, o è Lei ad essere così nel suo quotidiano, un po’ “inglese”?

Sono ironica quando scrivo. Forse è proprio il caso che mi rivolga a uno psicologo. Scrivere mi ha sempre aiutato a comunicare, quindi può darsi che questa mia vena ironica, un po’ meno evidente nella vita di tutti i giorni, venga fuori nella scrittura a dimostrare qualcosa di me che non conosco. Di certo soprattutto “Intrigo a Ischia” viene considerato da tanti “molto divertente”. Il che è certamente curioso per un giallo.

7) Come scrittrice di noir, non possiamo non chiederle: conosce e/o ama il thriller nordico come genere. Predilige un autore in particolare?

Lo conosco, lo leggo, lo trovo interessante soprattutto per le ambientazioni, che sono per forza di cose nuove e molto diverse da quelle che hanno sempre ospitato le storie noir. Ho letto soprattutto la norvegese Anne Holt. Ho una difficoltà però: non riesco a ricordare i nomi. Mi risultano particolarmente ostici

8) Dopo tanta criminalità, omicidi ed indagini, qual è il suo rapporto con i romanzi di narrativa? Cosa legge quando ha voglia di rilassarsi e staccare la spina?

Prima di scrivere gialli, ne leggevo uno su quattro. Ora ho difficoltà a entrare in libreria per scegliere, perché ho sempre qualche autore da presentare o qualche autore che deve presentare me e che voglio conoscere meglio, oppure qualche recensione da scrivere. Per staccare leggo altro, i miei romanzi preferiti sono stati “La caduta” di Albert Camus, “Opinioni di un clown” di Heinrich Boll, “Il lupo della steppa” di Herman Hesse. Il mio autore preferito contemporaneo è Mario Vargas Llosa.
Piera Carlomagno

 

(a cura di Silvia Zucchelli)

 

 

Piera Carlomagno su Thrillernord