Intervista a PIERLUIGI PORAZZI




A tu per tu con l’autore


1) L’ombra del falco è un romanzo corale; i tanti personaggi che animano la storia, appartengono a un mondo politico e istituzionale governato da persone senza scrupoli. È questa la visione che hai della società odierna?
Più che la mia visione della società, mi sembra il racconto realistico e impietoso della realtà in cui viviamo.
Basta leggere un giornale o vedere un notiziario per accorgersi che siamo governati – a livello mondiale – da poche persone, quelle che detengono il potere economico, che influenzano e condizionano le scelte di politici ed economisti. Una società più giusta non è un’utopia, ma si scontra contro l’avidità senza fine di tali persone.

2) Parlaci di Alex Nero, il protagonista: per costruirlo a chi ti sei ispirato?

Fisicamente potrebbe somigliare a un Bruce Willis dei tempi d’oro, anche se creandolo non mi sono ispirato a nessuno in particolare. Volevo un personaggio che la vita ha reso duro e cinico.
Il suo passato tragico, come sa chi ha letto “L’ombra del falco”, è assolutamente funzionale alla trama del romanzo, rientra in gioco in modo prepotente sollevando una serie di dubbi su come si sia consumata in realtà la tragedia che l’ha colpito.

3) La scelta di ambientare la storia a Udine, correndo il rischio di fare pubblicità negativa, è stata dettata dal fatto che sia la terra dove abiti, oppure c’è qualche altra motivazione?

La scelta di ambientare i miei romanzi a Udine deriva dal fatto che è una città che vivo e frequento, una città che amo, e anche perché la ritengo molto adatta a un’ambientazione noir. Non mi sono mai posto il problema di fare pubblicità, positiva o negativa, alla città.
Racconto una storia di pura invenzione, circondata, certamente, da una mia visione della realtà che non è né edulcorata né favolistica. Cerco di raccontare Udine, i cambiamenti che ha subito negli ultimi anni, le difficoltà e i malesseri economici e sociali, che la rendono sempre di più simile a tante altre città. Per questo, credo, anche chi non ha mai visto Udine può ritrovarsi nelle descrizioni del suo tessuto umano e sociale.

4) Cosa pensi del thriller nordico? Hai letto qualche autore?

Sì, ne ho letti. I miei preferiti restano Stieg Larsson e Jo Nesbo (che secondo me è uno dei migliori al mondo), ma apprezzo anche altri, come Adler Olsen e Jakob Melander.

5) Ogni tanto mi piace sognare: vorrei vedere uno dei personaggi che amo di più, Lisbeth Salander di Stieg Larsson, dentro un tuo romanzo. Sarebbe possibile? Quale ruolo potrebbe ricoprire?

Lisbeth Salander è un grande personaggio, molto forte, uno dei segreti del successo di Stieg Larsson. Sarebbe possibile se gli eredi di Larsson mi concedessero i diritti per inserirlo in un romanzo!
Scherzi a parte, Lisbeth potrebbe rivivere in qualsiasi romanzo, ricoprendo un ruolo sicuramente importante, da protagonista.
Comunque anche nei miei romanzi (in “Nemmeno il tempo di sognare” e “Azrael”) c’è un personaggio, Aiko, che è anche lei una donna forte e con una spiccata personalità.

6) Come vedi il tuo futuro in campo letterario? Hai nuovi progetti?

In campo artistico, e soprattutto di questi tempi, è sempre difficile prevedere il futuro.
Spero di continuare ad avere ancora qualche soddisfazione; finora neo ho avute parecchie, come ad esempio, tra le più recenti, la vittoria, ex aequo, di “Azrael” nella categoria “miglior romanzo 2015” nei Corpi Freddi Awards.
Per quanto riguarda nuovi progetti, sto lavorando a un paio di storie con protagonisti diversi da quelli dei precedenti romanzi. Alex Nero, Aiko e gli altri torneranno, ma ci vorrà un po’ più di pazienza.

Pierluigi Porazzi

Intervista a cura di Giusy Ranzini e Leonardo Di Lascia

Pierluigi Porazzi su Thrillernord

Pierluigi Porazzi , laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli-Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003.