Intervista a PIETRO CALICETI






A tu per tu con l’ autore

 

Alla Libreria Ubik Irnerio di Bologna, in attesa della presentazione di BitGloba di Pietro Caliceti, Laura Piva e io abbiamo incontrato l’autore per un’intervista a quattro mani. Ne è scaturito il ritratto di un uomo che non è solo uno dei più affermati avvocati italiani in campo di diritto societario e finanziario, ma un autore che sulla sua competenza professionale ha costruito romanzi del tutto originali nel panorama della narrativa nazionale, thriller tra il legale e il finanziario che di sicuro avvincono ma che soprattutto si propongono di svelare i retroscena di un’economia malata.
 

LP   1)    Da avvocato specializzato in diritto societario ad autore di pubblicazioni a tema giuridico. Ora anche scrittore di legal thriller. Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo?

Ho iniziato a scrivere per una sorta di “istinto di sopravvivenza”. Il mio lavoro di avvocato è sempre stato incentrato su operazioni straordinarie, acquisizioni di società di una certa importanza. Nel 2008, con la crisi dei subprime, questa attività ha avuto un crollo vertiginoso. Nel giro di un anno, il mio reddito si è drasticamente ridotto e mi sono trovato in grossa difficoltà a onorare gli impegni finanziari presi in precedenza.
Per qualche anno ho sperato che la cosa passasse…ma alla fine del 2014 ero letteralmente con l’acqua alla gola, un po’ come succede al protagonista del mio primo libro, L’ultimo cliente. Ho cercato di tagliare tutte le spese superflue: esercitavo la mia professione in una stanzetta, senza più nessun collaboratore e nemmeno la segretaria. Andavo in ufficio la mattina e aspettavo inutilmente che succedesse qualcosa. A un certo punto avevo bisogno di una valvola di sfogo: dovevo buttar fuori un po’ di tensione, per non diventare pazzo. E così ho iniziato a scrivere. E scrivendo mi sono reso conto che questa situazione non riguardava solo me, ma colpiva un’intera generazione. Ho provato il desiderio di mettere su carta la mia testimonianza: qualcosa che desse ai nostri figli la possibilità di capire che cosa hanno passato in questi anni i loro genitori. Spesso mi capita di pensare che questa crisi sia peggiore di una guerra, per il suo protrarsi nel tempo e perché non c’è la speranza di una ricostruzione. Oramai ci siamo tutti adattati alla situazione ma, rispetto a come era prima, è comunque un disastro. Così è iniziata la  mia carriera di scrittore, poi, piano piano, l’aspetto terapeutico e catartico ha lasciato il passo al gusto e al piacere di scrivere, tanto che poi, un mese dopo aver terminato la stesura del primo romanzo, ho iniziato a scrivere il secondo, in cui ho approfondito il tema del riciclaggio che già appariva nel thriller d’esordio. Approfondire le tecniche di riciclaggio più attuali mi ha fatto imbattere in bitcoin, arogomento chiave di BitGlobal e, all’epoca (2012), praticamente sconosciuto in Italia.
 
 
GG   2)    Una scrittura asciutta, dal ritmo veloce, piena però di tecnicismi e di concetti che appartengono al diritto societario, al diritto finanziario e a quello internazionale. Una scrittura, insomma, che da un lato appare alla portata di tutti, dall’altro sembra invece indirizzata verso addetti ai lavori. Un pubblico ‘iniziatico’

In realtà no, infatti ho riscontrato che il mio è un pubblico eterogeneo: molti lettori ‘non tecnici’, persone di ogni tipo ed estrazione geografica, dal professore universitario alla casalinga al pensionato, dal Piemonte alla Sicilia, mi scrivono ringraziandomi perché attraverso i miei romanzi riescono a capire quanto accade nell’attuale scena economica. La mia, di utilizzare i tecnicismi legali e finanziari, è anzi stata una scelta precisa.  Per gli aspetti legali ho sempre pensato infatti che nel panorama italiano si avverta la mancanza di un autore come Grisham, di cui sono un grande appassionato e che introduce la legge come parte integrante del tessuto narrativo: se pensiamo a Il socio, la svolta del romanzo sta proprio in un cavillo legale.
Per gli aspetti finanziari, il tecnicismo è necessario e serve a far comprendere al pubblico come funziona l’economia attuale. La finanza ha un ruolo chiave nella nostra attualità: le vite di noi tutti sono cambiate nel 2008 proprio per effetto della crisi dei mutui subprime americani.
 
 
LP    3)    Due libri in due anni. Entrambi, peraltro, accolti molto favorevolmente da pubblico e critica. Un terzo romanzo in cantiere?

In effetti, sì. Non posso anticipare niente, ma c’è un filo rosso che lega i primi due romanzi al terzo che sto scrivendo, libri. Da L’ultimo cliente nasce lo spunto per parlare del bitcoin, che è poi diventato il tema portante di Bit Global. In questo, a sua volta, troviamo anche una parte importante dedicata alla crittografia, argomento che poi verrà ripreso e sviluppato nel prossimo thriller. Posso anticiparvi che il nuovo libro sarà un po’ un Ultimo cliente in negativo…
 
 
GG    4)    Le location utilizzate come sfondo del romanzo ritraggono i palcoscenici dell’upper class finanziaria: hotel, ristoranti, circoli privati, golf club. A Milano, Londra, nell’Isola di Jersey. Eppure al grande decor formale corrisponde spesso un senso di solitudine, di non vissuto. Il privilegio isola chi ne beneficia, è questo il messaggio?

Questo vale senza dubbio per Greg Giuliani, l’avvocato protagonista di BitGlobal: un professionista che, soprattutto prima del 2014 anno in cui si svolge l’azione, ha guadagnato molto nel settore Mergers & Aquisitions di cui è responsabile nello Studio Ludovisi e ha fatto guadagnare molto ai suoi soci. Giuliani soffre la solitudine, sente la paura della morte e il senso della precarietà della sua vita. Anche il suo stesso appartamento, dal design di grande pregio e dall’affaccio invidiabile sul Castello Sforzesco, gli trasmette un senso di vuoto. Lì si sente “di passaggio, stanco di cancellare dall’I-Phone numeri memorizzati solo qualche settimana prima, stanco di buttare via indumenti di estranei che non sarebbero mai neanche venuti a chiederli indietro”.
 
 
LP    5)    Dietro a ogni scrittore c’è anche un lettore. Quali gli autori preferiti e quali sono diventati fonte di ispirazione?

E’ una domanda molto difficile dato che nella mia vita ho letto tantissimo, spaziando dai grandi classici alla letteratura più commerciale. Non so chi mi ha ispirato di più. Posso nominare alcuni autori che amo e che, probabilmente, hanno influenzato il mio modo di scrivere. Per esempio Hemingway, Melville (con cui condivido l’inserimento di lunghe digressioni tecniche che spezzano la narrazione), Joyce, di cui ho apprezzato soprattutto L’Ulisse, Proust, Kafka, Dostoevskij, Henry Roth.  Tra i romanzi più recenti, cito quelli di Ford e Banville, La morte di Virgilio di Hermann Broch e Bella del Signore di Albert Cohen. Tra gli autori di legal thriller prediligo Turow e Grisham .
 
 
GG    6)    In BitGlobal non c’è spargimento di sangue, ma un crimine sì, che si diffonde e infetta per contagio la società. Dunque, si tratta di un romanzo noir, Che scrittore noir è Pietro Caliceti?
Credo che il mio romanzo possa essere letto a differenti livelli. Può esserlo come semplice thriller o come qualcosa di più. Io ho inteso scrivere un libro soprattutto sulla crisi e su come questa abbia inciso sui rapporti di coppia e sui rapporti intergenerazionali. Mi sono proposto, con questo e anche con il precedente romanzo, di lasciare una testimonianza ai miei e ai nostri figli su come un tale disastro economico abbia travolto la vita di tanti, non meno di una guerra. E una guerra, lo dicevo prima, ha in genere una durata più circoscritta. E’ anche un romanzo sulla perdita della fiducia, perché questa mia professione porta in fretta a capire che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri soci o dei clienti. Forse, chi ci disorienta di meno è proprio la controparte, che ha posizione inequivocabile e obiettivi ben definiti. E infine è anche un romanzo sulla paura sociale, perché l’economia malata di cui tutti subiamo le conseguenze ci disorienta e ci impedisce di riconoscerci nel tempo in cui viviamo.
 
Pietro Caliceti
 
Ringraziamo con particolare calore Pietro Caliceti, per la sincerità con cui ci ha raccontato la sua storia, scomoda per certi versi ma illuminante per altri, e per la lucida competenza con cui va indagando e rivelando le cause di alcuni tra i più significativi fattori del nostro disorientamento sociale.

A cura di Laura Piva e Giusy Giulianini

Pietro Caliceti è uno degli avvocati italiani più stimati in campo societario e finanziario.
Già autore di numerose pubblicazioni in materia giuridica, ha esordito nella narrativa con L’ultimo cliente (Baldini&Castoldi, 2016). BitGlobal (Baldini&Castoldi, 2017) è il suo secondo romanzo.
 
Di Pietro Caliceti su thrillernord:
 
bitglobal pietro caliceti
 
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