Intervista a RICCARDO BRUNI






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Appena ho iniziato a leggere “La notte delle falene”, sono rimasta colpita dal fatto che si apra con Alice, voce narrante e vittima dell’omicidio. Perché hai fatto questa scelta, a mio parere, molto innovativa?

È una suggestione che mi ricordava un po’ l’antologia di Spoon River di Masters, in cui ogni personaggio racconta parte della propria vita e della propria morte. Mi attirava l’idea di applicare questo tipo di soluzione, letteraria, a un giallo, sovvertendo un po’ il canone di questo genere. Un po’ come l’inizio di Viale del tramonto, con il corpo dello sceneggiatore interpretato da William Holden riverso in piscina: lo hanno appena ucciso eppure è sua la voce narrante con la quale si apre il film di Billy Wilder.

2) Quale personaggio del romanzo “La notte delle falene, ti assomiglia di più?

Mi viene in mente una cosa che ha detto John Gardner a Raymond Carver, che era un suo allievo, e cioè che quando scrivi tu non sei mai i tuoi personaggi, ma sono loro a essere te. E credo sia esattamente così. Possono esserci somiglianze più esplicite con alcuni di loro, ma ognuno di loro è fatto con la stessa materia di cui sei fatto tu.

3) Credi che il futuro della letteratura sia anche nel passaparola dei lettori, nei gruppi Facebook e non solo dei grandi editori?

Credo che questo sia già il presente della letteratura. Ed è una ricchezza enorme. La rete e la digitalizzazione dell’editoria hanno reso possibili soluzioni che prima erano impensabili. Penso al self publishing, per esempio, e alle possibilità che un autore sconosciuto ha oggi di proporsi a un pubblico cui raccontare le sue storie. I gruppi Facebook sono un punto di incontro essenziale di questa orizzontalità. Per un autore avere l’occasione di frequentare queste comunità è fondamentale.

4) Qual è il genere di lettura che preferisci?

Mi piacciono le storie, di tutti i generi. Sono un lettore onnivoro, di quelli che mettono a dura prova gli algoritmi dei “consigli per gli acquisti”. Parlare di genere spesso finisce per essere riduttivo, utile magari per fare un catalogo, ma alla fine quando un libro riesce a portarti dentro, a coinvolgerti, allora è buon libro a prescindere da tutto il resto. Detto questo, non posso non ammettere una certa predilezione per le storie di tensione, ovviamente, quelle in cui i personaggi si trovano coinvolti in eventi che li strappano alla loro quotidianità, quei “polizieschi senza poliziotti” che secondo Francis Lacassin sono diventati “una variante tragica del romanzo tout court”.

5) Hai mai letto un autore di giallo nordico?

Ne ho letti diversi, ma forse quello che mi è rimasto più impresso è anche quello che ha contribuito in modo forse più determinante ad accendere i riflettori su questo vasto mondo letterario, almeno in questi ultimi tempi. Mi riferisco ovviamente a Stieg Larsson. Il suo “Uomini che odiano le donne” merita tutto il successo che ha avuto.

6) Progetti futuri in campo letterario?

C’è una nuova storia alla quale sto lavorando, ma siamo ancora in una fase in cui non ne parlo. Non è scaramanzia, è un’accortezza che devo usare con me stesso, perché mentre scrivo voglio sentire l’urgenza di raccontare quella storia. Se ne parlo troppo presto, finisce che perdo un po’ di quel mordente.
Riccardo Bruni

Intervista a cura di Giusy Ranzini


Di Riccardo Bruni su Thrillernord:

IL LIBRO – Alice, in una notte d’estate, è stata uccisa in un bosco poco distante dalla casa del suo molestatore; quella stessa notte, per lui, è arrivata, impietosa, la vendetta del padre della ragazza. Dieci anni sono passati e quella notte buia è ancora avvolta nel mistero. Alice è la voce narrante e vuole raccontare la sua vita, ma soprattutto la sua morte. Enrico, il fidanzato, ritorna in quei luoghi avvolti dal dolore, dove ha conosciuto Alice e ha vissuto una storia molto intensa con lei. In quei luoghi, è costretto ad affrontare le ombre del passato…

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Un piccolo paesino viene sconvolto dalla caduta di un ponte su un autobus: l’incidente uccide sette persone. Quattro anni dopo, lo scrittore per bambini Giulio Rodari viene arrestato con l’accusa di aver ucciso la sua ex compagna, Patrizia; Rodari ha un vuoto di memoria e tutte le accuse che gli vengono mosse sono una novità