Intervista a Roberta Lucato




Roberta Lucato con “La Voce di Belforte” è il nuovo appuntamento delle “Sette note del giallo”, la rassegna promossa dall’Alleanza cooperativa San Martino, in programma a Ferno (Va), alla sede della cooperativa, in via Mazzini 16, venerdì 9 novembre alle 21.15. La nota assegnata a Roberta Lucato, che con questo libro ha vinto il Premio speciale Pianeta Donna al premio letterario internazionale Montefiore Conca 2018 e si è aggiudicata il terzo posto al Premio Piaggia, è il “La, l’ora delle LAcrime”.

 

La Voce di Belforte. Una nuova indagine del giudice Gagliardi

 

 

Autore: Roberta Lucato

Editore: Macchione Editore

Collana: I gialli

Pagine: 372

Data Pubblicazione: 30 settembre 2017

 

 

 

 

Sinossi. Una donna aggredita a martellate e uccisa in una notte di luna piena davanti alla sua casa di Varese, alla vigilia della prima guerra mondiale. L’ombra del ritorno del cosiddetto “assassino delle donne” che otto anni prima aveva trucidato una nonna con la sua nipotina e una situazione familiare che apre interrogativi e lancia ipotesi inquietanti. E un nuovo caso per il giudice Gagliardi.

 

 

Roberta Lucato


Bibliotecaria e giornalista pubblicista, Roberta Lucato cura da anni sul quotidiano varesino La Prealpina la rubrica “Accadde 100 anni fa” e grande e profondo è il suo interesse per la storia locale e per la situazione della donna nei secoli. Studi che l’hanno portata non solo ai suoi particolari gialli storici, ma anche ad apprezzati saggi.

 

 

 

Prima dell’incontro, che come sempre sarà supportato dalle musiche appositamente create da Ivano Ventimiglia e da un’improvvisazione illustrata di Tiziano Riverso, e questa volta dalla voce di Sara Maraschiello, è possibile iscriversi alla “pizza con l’autore”, prenotandosi al numero al numero 349.3904584 o via mail info@fernocoopsanmartino.it.

Anche a Roberta Lucato Thrillernord, che supporta il percorso “Le sette note del giallo”, ha posto le stesse domande a cui hanno risposto primi autori che da marzo a ottobre hanno aperto la rassegna: Gino Marchitelli, Luca Occhi, Roberto Van Heugten, Lorena Lusetti e Sara Magnoli. Il 14 dicembre toccherà a Fabio Mundadori l’appuntamento conclusivo.

 


 

Intervista

Anche a Roberta Lucato Thrillernord, che supporta il percorso “Le sette note del giallo”, ha posto le stesse domande a cui hanno risposto primi autori che da marzo a ottobre hanno aperto la rassegna: Gino Marchitelli, Luca Occhi, Roberto Van Heugten, Lorena Lusetti e Sara Magnoli. Il 14 dicembre toccherà a Fabio Mundadori l’appuntamento conclusivo.

 

 

Roberta, l’incontro con lei è inserito in una rassegna: quale è per lei il significato di un progetto corale come “Le sette note del giallo” organizzato a Ferno?

Mi piace il concetto di “fare rete” perché permette agli autori di conoscersi fra di loro e di raggiungere un pubblico più ampio. Per me poi è importante come momento di confronto con esperienze diverse tra chi ha una passione in comune. Fare rete oggi è una possibilità concreta, soprattutto per scrittori emergenti, per presentarsi al pubblico sotto più punti di vista.

 

Come nascono i protagonisti di questo libro?

Questa è una storia vera, come lo sono stati i miei gialli precedenti, “Saluti da Lugano” e “La donna sapiente”, quindi sono protagonisti di vicende realmente accadute. Nel caso della Voce di Belforte è una vicenda del 1915, avvenuta a ridosso della prima guerra mondiale, e sono personaggi che ho trovato nel rapportarmi con documenti da cui ho “tirato fuori” storie. Nel momento in cui lasci parlare le carte, che non vanno solo lette, ma sentite, queste ti raccontano una storia di persone, che non sono personaggi miei, ma, appunto, persone per le quali il rispetto non deve mai venire meno. Io mi mantengo fedele a quello che raccontano le carte, i documenti, posso figurarmi i protagonisti, immaginarmi come si esprimono e comportano, ma la parte di fantasia che può esserci arriva solo fino a un certo punto.

 

Perché scrive gialli?

Perché amo questo tipo di ricerca storica e la storia del diritto e della giustizia. Mi piacciono le indagini e mi piace andare a vedere come si indagava cento anni fa, vedere il modo diverso di amministrare la giustizia, ma anche ciò che precede tutto questo, l’esperienza dell’indagine affidata a persone che le portavano avanti con i mezzi dell’epoca, ben diversi da quelli di oggi.

 

Progetti futuri?

Continuare a raccontare le storie dimenticate che hanno ancora attinenza con il nostro presente, perché continuano a interrogarci a distanza di anni. E se continuano a farlo, ci sarà un perché.

 

A cura della redazione di Thrillernord.

 

 

Rassegna:  Le sette note del Giallo

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