Intervista a ROBERTO MINGOIA






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Quando e come è nata l’idea di scrivere “Maccheroni connection” e di ‘spostarti’ in Sicilia? Dove hai trovato l’ispirazione?

La Sicilia è la terra dei miei avi. Mio nonno era della provincia di Agrigento. Con questa terra ho sempre avuto un rapporto di grande amore e curiosità così ho deciso di farne l’ambientazione per il mio nuovo romanzo. Ho visto tanti film e letto tanti libri ambientati in questa terra e volevo dare la mia versione in chiave moderna. Una terra ricca di risorse e suggestioni, autentica, una terra di azione e di potere, di cuore…l’ideale per ambientare un giallo adrenalinico genere sesso e pallottole.

2) Come ti è venuta l’idea di mettere un cattivo, Francesco Spina, nei panni di un buono?

Uno scrittore deve lavorare di fantasia e spingersi sempre oltre per rivoltare la realtà come un calzino. Mi piace ribaltare i clichè, innovare. Questa è una storia nuova dove il protagonista non recita solo i panni del bello e maledetto o del buono, ma li veste entrambi anche se a tratti. Il bene e il male è in ognuno di noi, a volte è la vita a scegliere. Altre volte non possiamo sottrarci dalla responsabilità di esercitare il libero arbitrio.

3) “Maccheroni connection” potrebbe essere una buona sceneggiatura per un film; ci hai pensato?

Di sicuro ci ho pensato e posso solo preannunciarvi che sono in contatto con alcuni registi. Speriamo bene.

4) Il romanzo è ricco di rimandi a film; che genere cinematografico ami di più?

Azione, gangster, thriller. Ci sono parecchie scene violente, altre intense, molto sesso, tanta azione e sentimenti concentrati nella loro accezione istintiva. Se dovessi paragonarlo ad un film sarebbe un Quentin Tarantino dove la sorte entra in gioco quando meno te lo aspetti. Per il resto a cosa mi sono ispirato? Quando scrivevo “Maccheroni Connection” ho pensato solo a concentrarmi sulla storia e sulla sua idea originaria. Ispirarsi ad un film può farti anche involontariamente emulare qualcun altro e il mio intento è sempre di essere originale. Il libro rientra comunque nel filone del genere pulp e gangster. Lo hanno paragonato a Tarantino, al film “Quei bravi ragazzi”, a “Donnie Brasco”, “Trainspotting”, “Pulp Fiction”. Mi rivedo in tutti questi generi ma poi ogni autore ha la sua impronta. Quando vedi un film di Stephen King lo paragoni con tante cose ma poi pensi “questo è un film di quel pazzo genio di King”.

5) Rivedremo ancora Pappalardo/Spina? Hai pensato a una nuova serie, dopo quella sarda, del Commissario Casu?

Ora sto lavorando a diversi altri progetti, ma non è una cosa che escludo visto che sono molto legato a questo romanzo e potrebbe tranquillamente anche esserci un seguito in futuro. Chi vivrà vedrà.

6) E ora, la nostra domanda di rito: hai mai letto romanzi gialli nordici? E se sì, qual è il tuo o i tuoi autori preferiti?

Sinceramente non ho mai letto un giallo nordico. Mi piacerebbe cominciare subito da Stieg Larsson di cui ho letto una bellissima intervista qualche giorno fa. Mi piace leggere un pò di tutto e non smettere mai di sperimentare.

Roberto Mingoia

Intervista a cura di Emanuele Bavetti


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