Intervista a RUTA SEPETYS






A tu per tu con l’autore

A tu per tu con Ruta Sepetys, una scrittrice di origini lituane che si è fatta portatrice di una memoria storica spesso dimenticata, riportando alla luce episodi e avvenimenti che difficilmente ricorderemo di aver studiato. Indimenticabile il suo “Avevano spento anche la luna”, che attraverso una storia vera ci racconta le terribili deportazioni nei Gulag siberiani ai tempi di Stalin. Per Thrillernord abbiamo recensito “Ci proteggerà la neve” ed è stato un onore per noi poterle rivolgere alcune domande.

 

 

1) When did you discover your passion for writing and what would you pass on through your novels?

 I discovered my passion for writing very early on. I wrote my first novel when I was nine years old. As I grew older, however, I realized the power of story and characters to make history come alive and feel human.

Quando è iniziata la sua passione per la scrittura e cosa spera di trasmettere ai lettori attraverso i suoi romanzi?

Ho scoperto la mia passione per la scrittura molto presto. Ho scritto il mio primo romanzo quando avevo nove anni, ma crescendo ho capito quanto la trama e i personaggi siano importanti per dare alla storia un aspetto reale e umano.

 

 

2)    Both in Salt to the sea and Between shades of grey, you talk about refugees. How much your family history has influenced you on writing your novels?

My family history has not only influenced my writing, it’s shaped my identity. As a child, I didn’t know many Lithuanians. Growing up with a name like “Ruta Sepetys” was a bit odd where I lived and, at times, it felt a bit isolating.

Sia in “Ci proteggerà la neve” che in “Avevano spento anche la luna”, lei parla di profughi. Quanto la storia della sua famiglia l’ha influenzata nella stesura dei suoi romanzi?

La storia della mia famiglia non ha soltanto influenzato la mia scrittura, ma ha formato la mia identità. Quando ero una bambina non conoscevo molti Lituani e avere un nome come “Ruta Sepetys” era abbastanza insolito per il posto in cui vivevo,  a volte mi sono sentita isolata.

 

 

3) Salt to the sea is a novel which deals historical issues. Do you think that this genre comes across to the readers more than a historical essay?

I think historical fiction allows the weaving together of many experiences into one character and therefore presents a wide representation of the human experience. Through the characters and story, a historical statistic suddenly becomes a human being.

Ci proteggerà la neve è un romanzo che tratta temi storici. Pensa che questo genere arrivi di più al lettore rispetto a un saggio storico?

Io penso che il romanzo storico permetta di riunire in un unico personaggio molte tematiche differenti così da poter avere un’ampia descrizione dell’esperienza umana. Attraverso la storia e i personaggi, le statistiche e fatti prendono vita.

 

 

4)  In your book you talk about Operation Hannibal, one of the most massive military operation aimed at the naval evacuation of civilians and military. This operation and the consequent Wilhelm Gustloff shipwreeck (considered the biggest one of the history), which carryng thousands refugees are unknown to most. Is that the reason why you chose to treat this theme? In your opinion why didn’t it receive the same interest of other tragedy?

Yes, I was drawn to the fact that Operation Hannibal and the sinking of the Wilhelm Gustloff were not well known. I think there are several contributing factors as to why the history surrounding the Gustloff is not common knowledge:
a)  When the ship sank, the Nazis tried to conceal the story (and the fact that they were losing the war.)
b)  The Soviet submarine commander who torpedoed the Gustloff was dishonorably discharged shortly after so the Russians weren’t drawing attention to the story.
c)  And after the war, Germans didn’t publicize the sinking as they felt it was inappropriate to speak of their losses during the war considering the atrocities committed by the Nazis.

Nel suo libro viene raccontata la cosiddetta Operazione Annibale, ossia una delle più imponenti operazioni militari volta all’evacuazione via mare di civili e militari. Tale operazione e il conseguente naufragio della Wilhelm Gustloff (considerato il più grande della storia), che ospitava al suo interno migliaia di profughi, è sconosciuta ai più.  È questo che l’ha spinta a trattare proprio questo tema? Perché secondo lei non ha ricevuto la stessa attenzione di altre altre tragedie?

Si, sono stata spinta dal fatto che l’Operazione Annibale e l’affondamento del Wilhelm Gustloff  fossero poco conosciuti.  Penso che ci siano molti fattori che contribuiscono a spiegare perché la storia che circonda il Gustloff  sia nota a pochi:

a)  Quando la nave affondò, i Nazisti cercarono di nascondere l’accaduto (e il fatto che stessero perdendo la guerra).
b.)  Il comandante del sottomarino Sovietico che affondò il Gustloff fu congedato con disonore poco dopo e i Russi non vollero attirare l’attenzione su questa storia.
c.)  Alla fine della guerra i Tedeschi non vollero rendere noto l’affondamento perché ritennero inappropriato parlare delle loro perdite in guerra considerando le atrocità commesse dai Nazisti.

 

 

5) How important is, for you, to unearth pages of forgotten history and give voice to the protagonists of these events? To write this novel, did you refer only to official documents or did you looked for some witness, like survivors or victim’s family? Is there any character inspired to a real passenger of the Wilhelm Gustloff or they all are fictional characters?

It’s an honor and a privilege to give voice to someone who wasn’t able to tell their story. To write “Salt to the Sea” I traveled to six different countries. I interviewed academics, historians, family members of victims, survivors of the sinking, and deep sea divers who had explored the sunken ship. The characters are fictional. To create them, I combined together the elements and experiences from many people.

Quanto è importante per lei portare alla luce pagine di storia dimenticate e dar così voce ai protagonisti di queste vicende? Ha fatto riferimento solo a documenti storici o ha cercato anche testimonianze dirette, come superstiti o parenti di vittime? C’è qualche personaggio ispirato ai veri passeggeri della nave o sono tutti inventati?

Per me è un onore e un privilegio poter dare voce a chi non ha la possibilità di raccontare la propria storia. Per scrivere “Ci proteggerà la neve” ho viaggiato in sei differenti paesi. Ho intervistato accademici, storici, familiari delle vittime, sopravvissuti al naufragio e sommozzatori che hanno esplorato il relitto della nave. I personaggi sono inventati e per crearli ho combinato vari elementi e le esperienze di molte persone.

 

 

6) Our website deals primarily with thriller nordic genre. Do you know it? Is there any author which you prefer?

I greatly admire the complexities and pacing of the Nordic Thriller/Noir genre. In the early 1990’s, a friend of mine gave me the book “Miss Smilla’s Feeling for Snow” and I was completely enchanted with it.

Il nostro sito si occupa principalmente di thriller nordici. È un genere che apprezza? Ha un autore preferito?
Ammiro moltissimo la complessità e il ritmo del genere del thriller nordico. Nei primi anni ’90, un amico mi fece leggere “Il senso di Smilla per la neve” e ne fui completamente incantata.

Ruta Sepetys

(intervista a cura di Ilaria Murgia)

(Traduzione di Manuela Fontenova)

Di Ruta Sepetys :

IL LIBRO – Ci proteggerà la neve è un libro storico romanzato ambientato nel 1945, anno in cui l’Armata rossa sovietica attacca la Prussia costringendo la popolazione alla fuga.I civili iniziarono a scappare già prima dell’evacuazione ufficiale, il loro scopo era quello di raggiungere le città portuali dalle quali sarebbero salpate le navi addette all’evacuazione…