Intervista a SARA RATTARO






A tu per tu con l’autore

 

 

1)  Bentrovata Sara, è un grande piacere per noi poterti rivolgere alcune domande.
Curiosando nel tuo sito internet mi sono imbattuta in una frase che mi ha molto colpito:“L’incipit è come il primo bacio della vostra vita. Se funziona, non avrete più voglia di smettere”.Questo pensiero potrebbe racchiudere il segreto del tuo grande successo? Quando hai capito che saresti diventata una scrittrice?

È un pensiero in cui credo molto sia come autrice che come lettrice. Quando una storia funziona dalle prime battute ha ottime possibilità di sorprenderci ancora.
Nutro la passione per la scrittura da quando ero a scuola ma contemporaneamente esisteva in me anche la grande paura di farmi leggere. Per questo, sono arrivata a fare questo mestiere da grande, solo dopo aver vinto tutti i miei timori.

 

 

2) Parliamo del tuo ultimo romanzo “L’amore addosso”. Puoi raccontarci qualcosa sulla scelta di questo titolo?

È arrivato da solo, come se mi stesse cercando. È stata una frase che ho pronunciato per descrivere la storia che stavo scrivendo. Era perfetto perché questo romanzo parla proprio di un amore che ti sovrasta come una seconda pelle.

 

 

3)  Giulia è la protagonista di questa emozionante storia. Una donna che si divide tra un matrimonio apparentemente felice e una relazione appassionata. Due vite parallele “due persone così diverse e così simili. Unite avrebbero creato la donna perfetta, peccato che io non ci riuscissi. Ero solo l’unione di due metà sbagliate”.Sbaglio a pensare che sia troppo severa con se stessa? E’ vittima delle scelte altrui, o artefice della propria sofferenza?

La severità di Giulia è accompagnata dal senso di colpa e dalla paura del giudizio degli altri. Giulia è una donna come tantissime altre immersa nel gioco di ruoli destinato sempre a starci stretto prima o poi e all’opinione che gli altri hanno di noi da cui facciamo fatica ad allontanarci.

 

 

4)  La madre di Giulia è una presenza opprimente nella sua vita: a legarle un segreto doloroso. E’ stato difficile per te cercare di entrare nella mente di una donna così fredda e calcolatrice, per poterla poi presentare ai lettori?

No, ne ho conosciute tantissime. Tutte affascinati, tutte spietate.

 

 

5) Emanuele, il marito, Federico, l’amante (chiamarlo amante è quasi riduttivo). Se fossi stata solo una lettrice di questo romanzo, per chi avresti parteggiato?

Non saprei proprio. Credo che ogni romanzo abbia un significato per ogni lettore che dipende dal momento in cui si legge. Io non mi posso schierare e tanto meno giudicare ma non lo faccio per etica professionale è proprio un’esigenza personale.

 

 

6)  Nei tuoi romanzi l’amore è il tema centrale, così come i rapporti genitori-figli. Un padre che ritrova la figlia dopo anni, una madre che giustifica un atto imperdonabile, un bambino sordo che capisce molto più di quel che si creda. Da dove trai spunto per le tue storie? Cosa ti spinge ad affrontare temi così forti ma anche delicati?

Dalle mille storie che ascolto nella vita di tutti i giorni. Alcune sono tratte dalla realtà, altre frutto di una vera e propria manipolazione da parte della mia fantasia. Fare lo scrittore significa proprio questo, passare la maggior parte del tempo a ideare, intrecciare, rovesciare le storie degli altri.

 

 

7)  In sette anni hai pubblicato sei romanzi, tradotti in nove lingue e premiati con riconoscimenti molto importanti (Premio Bancarella nel 2015). Il tuo amore per la scrittura si traduce anche nella pubblicazione di alcuni racconti, ma in futuro, potremmo aspettarci una storia dalle tinte noir? Hai mai pensato ad una trasposizione cinematografica dei tuoi libri?

Nel mio futuro c’è un romanzo per ragazzi che arriverà in autunno e di cui sono particolarmente orgogliosa perché racconterò ai ragazzi la straordinaria storia di un uomo fuori dal comune: Albert Sabin, lo scienziato che scoprì il vaccino per combattere la Poliomielite e rinunciò a brevettarlo perché fosse regalato a tutti. È la storia del mio cuore.
Sarebbe bello che facessero un film dai miei romanzi ma questo non dipende dalla mia volontà.

 

 

8) Non posso non farti qualche domanda sulla tua vita da lettrice: tra le tue letture figurano thriller nordici? Segui un autore in particolare? Qual è, per te, il momento migliore della giornata da dedicare ad un buon libro?

Leggo soprattutto di sera e nelle giornate di festa. Non sono una lettrice di noir e quando mi piace un autore mi piace anche leggere tutta la sua opera. Sono un’appassionata di Cathrine Dunne, Jodi Picoult ma anche delle italianissime Paola Cereda, Raffaella Silvestri, Federica Bosco, Chiara Moscardelli, Emanuela Abbadessa ecc…

Sara Rattaro

Intervista a cura di Manuela Fontenova

Di Sara Rattaro:

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