Intervista a SERENA VENDITTO






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Un romanzo particolare, questo “Aria di neve”. Ti va di spiegare meglio ai lettori come hai scelto il titolo?

Il titolo è nato da una suggestione, mi piaceva il suono di quella espressione e l’idea che esprimesse qualcosa di impalpabile che ti avverte di qualcosa di concreto, reale, che sta arrivando. Accade spesso che i nostri sensi ci avvertano di qualcosa, ma la maggior parte delle volte scegliamo inconsciamente di ignorarli, in particolare nei rapporti umani: Qualcosa non va, facciamo finta di niente e poi diciamo “è accaduto tutto all’improvviso!”, “lui è impazzito”, “un fulmine a ciel sereno”. Invece sapevamo tutto. Succede ad Ariel ma anche ad altri personaggi. Mi divertiva, inoltre, che fosse il titolo di una storia ambientata in un torrido luglio.

2) La città in cui è ambientata la storia, ovvero Napoli, fa a volte capolino tra le righe. Che rapporto hai tu con questa città?

La odio e la amo, come si fa con un fidanzato stronzo.

3) Mycroft ha un ruolo importante, nel libro, ed è l’unico che appare in copertina. Come mai hai scelto di includere un gatto tra i personaggi?

Il gatto detective è nato da un esercizio del laboratorio di scrittura Homo Scrivens, che poi è anche la casa editrice con cui lavoro. “Inventate un personaggio e la sua spalla”. Così è nato Mycroft, una mezza idea di protagonista, che si è unito altre mezze idee, l’archeologa detective e la casa internazionale. Il gatto non fa nulla che un gatto normale non farebbe, ma ha una sensibilità che noi umani non avremo mai, o abbiamo dimenticato in secoli di cosiddetta evoluzione.

4) Malù è adorabile. Come ti è venuto in mente di creare un personaggio così perspicace?

L’archeologa detective è un mio pallino da tempo. Sono un’archeologa e sul campo facciamo la stessa cosa della scientifica: ricostruiamo storie da tracce materiali. Una tomba del terzo secolo o un appartamento dove hanno ammazzato uno mezz’ora fa dal punto di vista strettamente metodologico non sono situazioni molto diverse. Malù è un po’ Sherlock: saccente, intelligentissima, grande osservatrice. Ma rispetto a lui ha un’empatia enorme con le persone, ed è molto umana. molto più di quanto vorrebbe.

5) Nel tuo romanzo si parla anche d’amore e di solitudine. Sono temi a te cari?

Più che l’amore, l’amicizia, l’idea del gruppo che ti salva.

6) Qual è, nella cricca della casa arcobaleno, il tuo personaggio preferito?

Mi stai chiedendo di scegliere fra i miei figli e questo non è bello! Amo ognuno per un motivo diverso, ma amo Kobe perché mi fa ridere.

7) A che tipo di lettore consiglieresti “Aria di neve”, e perché?

A quelli che vogliono trascorrere qualche ora di relax, ma senza spegnere il cervello. Dovete scoprire chi è l’assassino!

7) Questa non era la tua prima pubblicazione. Ti va di parlarci di quelle precedenti o successive, e della tua esperienza come autrice emergente?

Il mio primo libro è stato “Le intolleranze elementari” (Homo Scrivens, 2012), una commedia rosa ambientata in un bar accanto a un ospedale cardiochirugico: le storie del cuore inteso come organo si intrecciano alle storie del cuore inteso come sentimenti. L’anno scorso è uscito il seguito di Aria di neve, C’è una casa nel bosco, e sto lavorando al terzo capitolo della serie Al Sassofono blu, in uscita a novembre.

8) Cosa ti spinge a scrivere? Cosa ricavi dalla scrittura?

Non lo so, ed è questa la magia.

9) Quali sono, in genere, le tue letture? Quale autore di gialli o thriller consiglieresti ai lettori?

Sono abbastanza onnivora, ma amo i gialli sopra ogni cosa. Consiglierei “Parti in fretta e non tornare”, di Fred Vargas.

Serena Venditto

Intervista a cura di Sara Gavioli
Di Serena Venditto:

IL LIBRO – Quando Ariel Hamilton, traduttrice italoamericana di improbabili romanzi rosa, viene improvvisamente abbandonata dal fidanzato, ha un’unica soluzione davanti a sé: lasciare la casa tutta bianca, e oramai vuota, dove aveva vissuto il suo sogno d’amore. Con questo stato d’animo trova rifugio in un appartamento a via Atri, nel centro di Napoli, dove convivono il giapponese Kobe, elegante e sgrammaticato pianista, il sardo-nigeriano Samuel, nero e altissimo rappresentante di articoli per gelaterie, da cui il soprannome Magnum, e Malù, archeologa con la passione della letteratura gialla nonché detective ufficiale del condominio….

IL LIBRO – Una cena con delitto è una sfida intrigante, e la compagnia teatrale Trappola per topi ne propone una particolarmente appassionante in un nuovo locale nel centro storico di Napoli, il Sassofono blu. Ma se oltre all’assassinio immaginario del conte de La Roche ci fosse un enigma reale da risolvere…

IL LIBRO – Questa volta Ariel, Malù, Kobe, Samuel e l’immancabile, peloso Mycroft sono invitati alle nozze di Alice e Damiano nella romanticamente tragica, cinematografica e suggestiva Villa Esther, magione della facoltosa e perfetta famiglia Latorre…