Intervista a SIMUKKA SALLA






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Why did you choose “Snow White”? What does it fascinated you about this fairy tail to become a sign for your novels?

Actually it was the title. Or all the three titles. I first began thinking about writing a crime novel for young adults and then it hit me: As Red as Blood would be a perfect title for such a novel. After that I instantly knew that I would also have to have a book called As White as Snow and a third one called As Black as Ebony. So the titles came first and then I wanted to use fairytale elements also. It was clear for me from the very beginning that I wouldn’t be rewriting the story of Snow White or adding anything supernatural into the novel. But what I did want to do was to play a little game with the reader: Use bits and pieces the reader would recognize from the fairytale. Play with the common knowledge. Take advantage of the associations. And let’s face it: most fairytales are quite dark. Snow White is no exception. It is a story about fear and growing up and attempted murder and death. I think it is more of a crime story than a love story. I also believe that fairytales were the YA literature of their time. They deal with the same issues YA literature deals with today: becoming an adult, choosing your path, standing up against cruelness of the world, falling in love, finding your place, death and sorrow. I was of course also intrigued about the possibility to use strong colours: red, white and black. They appear in many forms in the trilogy.

Come mai “Biancaneve”? Cosa ti affascina di questa fiaba da farne un perno e un simbolo per i tuoi romanzi?

In realtà quello era il titolo. O tutti e tre I titoli. In principio ho pensato di scrivere una crime novel per “young adults” e poi mi è venuto in mente: “As red as blood” sarebbe stato perfetto per un libro del genere. Dopo di questo, ho pensato subito di scriverne un altro con il titolo “As white as snow” e un terzo chiamato “As black as ebony”. Perciò prima sono nati I titoli e solo in seguito ho deciso di inserire anche elementi della fiaba. Fin dall’inizio comunque ho sempre saputo di non voler riscrivere la storia di Biancaneve o aggiungere qualche elemento del mondo sovrannaturale nel libro. Ciò che avevo intenzione di fare era giocare con il lettore: usare parti e pezzettini che avrebbe riconosciuto come appartenenti alla fiaba di Biancaneve. Giocare con il sapere comune. Sfruttare le associazioni. E ammettiamolo: molte fiabe sono un po’ dark. Biancaneve non fa eccezione. E’ una storia sulla paura, sulla crescita, su un tentato omicidio e sulla morte. Penso sia più una crime story che una storia d’amore. Penso anche che le fiabe siano state la letteratura YA dell’epoca. Avevano a che fare con le stesse tematiche affrontate oggi dalla letteratura YA: diventare adulti, scegliere la propria strada, affrontare la crudeltà del mondo, innamorarsi, trovare il proprio posto, morte e sofferenza. Sono stata anche attratta dalla possibilità di utilizzare colori forti: rosso, bianco e nero. Appaiono in molte e diverse forme nella trilogia.

2) How did you invent the character of Lumikki, his power, his personality? Can you reflect on him?

Lumikki Andersson came to me quite at the beginning of the process. I wanted to have a Snow White in the story, so that is how she got her name: Lumikki means Snow White in Finnish. Lumikki came to me as a whole person: I somehow knew everything about her even though she is not based on a real person. It was as if I had met her on the street and she would have said to me: Hi, I’m Lumikki Andersson, would you like to write three books with me?Lumikki is in many ways not your average girl. She can run very fast, she can hide, she can stay really quiet. She is strong, she likes her solitude, she is a lone wolf. And she also kicks ass. All of these are qualities that make her a great main character for a thriller. But as a writer I’m never interested in characters that are just strong. I want to know, what has made them strong and what are their weaknesses. Lumikki has suffered severe bullying in school and there is also a dark secret in her family. That is why she is so independent but that also means that she doesn’t usually trust people that much. Lumikki is in many ways very different from the girl I was when I was seventeen. I was very social, had a lot of close friends, my family relationships were warm. I was much safer and happier than Lumikki but also more afraid to speak up for myself. But of course there are things that me and Lumikki have in common. We both enjoy our solitude from time to time and I can relate to all the feelings she is going through, even if I don’t (luckily) have the same experiences. And I always think that it is best if the reader doesn’t know too much about the similarities between the authors and the characters…

Come hai “costruito” il personaggio di Lumikki? La sua forza, la sua personalità? Ti ci rivedi?
Lumikki Andersson mi è nata più o meno all’inizio del processo. Volevo avere una Biancaneve nella storia, perciò è così che ho scelto il nome: Lumikki significa Biancaneve in finlandese. Lumikki è apparsa come una vera e propria persona: sapevo in qualche modo tutto ciò che la riguardava anche se non è ispirata a nessuna persona in particolare. È stato come se l’avessi conosciuta per strada e mi avesse detto: ciao, sono Lumikki Andersson, vorresti scrivere tre libri su di me? Per molti versi Lumikki non è la tua ragazza “media”. Sa correre velocissima, sa nascondersi, sa stare molto tranquilla. È forte, le piace la sua solitudine, è un lupo solitario. Ma sa anche essere travolgente. Tutte queste sono qualità che la rendono una perfetta protagonista per un thriller. Ma come scrittrice non sono mai interessata ai personaggi che sono solo forti. Voglio sapere cosa li ha resi così forti e quali sono le loro debolezze. Lumikki ha sofferto per bullismo a scuola e nella sua famiglia si cela un oscuro segreto. Ecco perchè è così indipendente ma anche diffidente. Lumikki è molto diversa dalla ragazza che ero io a diciassette anni. Ero molto socievole, avevo un sacco di amici, avevo un ottimo rapporto con la mia famiglia. Ero molto più al sicuro e felice di quanto lo sia Lumikki, ma allo stesso tempo meno capace di schierarmi a favore di me stessa. Ma ovviamente ci sono delle cose che abbiamo in comune. Entrambe amiamo di tanto in tanto la solitudine e mi so immedesimare in lei, in ciò che prova, anche se fortunatamente non ho avuto le stesse sue esperienze. Tra l’altro sono convinta del fatto che sia meglio che il lettore non sia a conoscenza delle similitudini tra autori e personaggi..

3) What about the authors that “form” you during your reader’s career?

I read of course a lot and different books are important to me at different times of life. Two of my absolute favourite authors year after year are Astrid Lindgren and Tove Jansson. I can return to their books and find something new every time. I also love/admire authors like Philip Pullman, J. R. R. Tolkien, Douglas Adams, Jo Nesbø, Gillian Flynn, Peter Hœg, Kurt Vonnegut, Jane Austen, Suzanne Collins, Torgny Lindgren, P. G. Wodehouse, Margaret Atwood, Alice Munro, John Green, Isaac Asimov, Roald Dahl… There are also many, many great authors in Finland who write for children and young adults. My favourites are Sari Peltoniemi, Seita Vuorela, Siri Kolu, Timo Parvela, Tuula Kallioniemi, Vilja-Tuulia Huotarinen, Hannu Hirvonen and many, many more…

Quali sono gli autori che ti hanno “formata”?

Ovviamente leggo un sacco di libri e diversi sono stati per me importanti in periodi diversi della mia vita. Due dei miei autori preferiti in assoluto sono Astrid Lindgren e Tove Jansson. Posso riprendere in mano I loro libri e trovare sempre qualcosa di diverso. Ammiro / adoro anche autori come Philip Pullman, J. R. R. Tolkien, Douglas Adams, Jo Nesbø, Gillian Flynn, Peter Hœg, Kurt Vonnegut, Jane Austen, Suzanne Collins, Torgny Lindgren, P. G. Wodehouse, Margaret Atwood, Alice Munro, John Green, Isaac Asimov, Roald Dahl… Ci sono anche tanti, tantissimi grandi autori in Finlandia che scrivono per bambini e ragazzini. I miei preferiti sono Sari Peltoniemi, Seita Vuorela, Siri Kolu, Timo Parvela, Tuula Kallioniemi, Vilja-Tuulia Huotarinen, Hannu Hirvonen e molti molti altri..

4) Why did you choose to write teen-literature?

With my first published novel I participated in a contest for YA novels so it was clear that of course I must write about young people. And also, I was 18 years old at that time, so it was natural to be writing about something I knew. But I sincerely don’t know, how the writing of a YA novel is any different from writing an adult novel. The main characters are younger but that’s about it. I have never decided that I would only write to young readers – or only to adult readers. I actually think that even now I write to both of them. And in the future I might write something with a bit older characters. Actually, when I was writing the trilogy, I didn’t think if my readers would be teens or adults. It has probably affected the books. My ideal readers are the ones who feel like the books are for them – it doesn’t matter how old they are. I always try to treat teens as human beings with thoughts and emotions. They are not that different from me and I am not that different from them.

Come mai hai scelto di scrivere letteratura per adolescenti?

Ho partecipato ad un concorso per libri YA con il primo libro che ho pubblicato, perciò è stato chiaro fin da subito che dovevo scrivere a proposito di ragazzini. Inoltre, all’epoca avevo 18 anni, quindi era naturale che scrivessi su qualcosa che conoscevo. Ma sinceramente non so, come lo scrivere un libro YA sia diverso dallo scrivere un libro per adulti. I personaggi principali sono più giovani ma questo è tutto. Non ho mai deciso di voler scrivere solo per lettori giovani – o solo per lettori adulti. In realtà credo di scrivere già per entrambi. E in futuro potrei scrivere qualcosa con personaggi un po’ più grandi. Quando stavo scrivendo la trilogia, non pensavo se I miei lettori sarebbero stati ragazzi o adulti. Questo ha probabilmente influenzato I libri. I miei lettori ideali sono quelli che percepiscono I libri come se fossero stati scritti per loro – non importa quanti anni abbiano. Cerco sempre di trattare I ragazzi come esseri umani con pensieri ed emozioni. Non sono poi così tanto diversi da me e io non sono così diversa da loro.

5) What about your future projects?

I don’t usually like to talk too much about future projects beforehand. Let’s just say that something is coming and it’s something different than the Snow White books.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

I don’t usually like to talk too much about future projects beforehand. Let’s just say that something is coming and it’s something different than the Snow White books.

6) Have you ever read nordic thrillers? If yes, which one? The best nordic author for you?

I have read quite a few of those. Swedish authors, Finnish authors… But my own favourite is the Norwegian Jo Nesbo. When it comes to the thriller elements of my books, I confess happily that I had his Harry Hole -books in my mind. I enjoy his way of writing very thrilling scenes.

Hai mai letto thriller nordici? Se si, quali? Qual è il tuo autore nordico preferito?

Ne ho letti parecchi. Autori svedesi, finlandesi.. ma il mio preferito è il norvegese Jo Nesbo. Quando arrivavo agli elementi thriller nella stesura del libro, confesso molto volentieri di aver avuto in mente I suoi libri con Harry Hole. Mi piace molto come descrive delle scene davvero elettrizzanti.

Simukka Salla

Intervista a cura di Patrizia Pisanello