Intervista a Siri Ranva Hjelm Jacobsen




A tu per tu con l’autore

 

 

A tu per tu oggi incontra Siri Ranva Hjelm Jacobsen, autrice di un delizioso romanzo, Isola, pubblicato in Italia da Iperborea. Una storia autobiografica, un omaggio alle isole Fær Øer (dalle quali proviene la sua famiglia) e una profonda riflessione sulle radici e sull’identità culturale di ogni essere vivente.
 

 

 
 
Il suo romanzo Isola ha ricevuto il plauso del pubblico, ha saputo dar vita a personaggi indimenticabili che si muovono in ambientazioni quasi fatate. Ma sappiamo che la storia nasce da una parte della sua storia personale. Vuole raccontarci perché ha deciso di scriverla, quanto ha attinto dai suoi ricordi o dai ricordi dei suoi familiari e quanto invece ha inventato?

Ø trae sicuramente ispirazione dalla mia esperienza di appartenente a più luoghi contemporaneamente, o forse di appartenente di passaggio ai luoghi, ma è innanzitutto e principalmente un’opera di fantasia. In questo senso, ogni cosa nel libro è inventata. Sebbene i luoghi siano reali. Si può andare a Vàgur e visitare il Museo Ruth Smith sulla baia. Ve lo consiglio caldamente. Sul perché io abbia scritto questa storia, ebbene ero molto interessata alla questione dell’appartenenza. Una parte della risposta è dunque che ho voluto esplorare proprio tale questione.

 
Your novel Ø has been highly valued by the public, you created unforgettable characters, moving in nearly enchanted settings. But we are aware that this story is taking its steps from your personal story. Would you like to tell us why did you decide to write it? How much did you dip into your memory or into the one of your relatives? How much did you invent?

Ø is certainly inspired by my own experience of belonging to more places at once, or maybe belonging in-between places, but it is first and foremost a work of fiction. In that sense, everything in the book is invented. The places are real, though. You can travel to Vágur and visit the Ruth Smith museum on the harbor. I highly recommend that. As for why I wrote the story, I was very interested in the question of how to belong. One part of the answer is that I wanted to examine that question.
 

 

 
Ricollegandomi a questa prima domanda, mi piacerebbe sapere qualcosa sui due protagonisti Fritz e Marita… come nascono? Soprattutto, la voce narrante, quanto le somiglia?

In principio ho scritto qualche racconto di fantasia, con Fritz come personaggio principale. Lui era il mio primo punto di interesse. Quando ho cominciato a lavorare al libro, Marita non mi “prendeva”così tanto ma, durante il processo di scrittura, ciò è cambiato molto. Ho iniziato a realizzare quanto poco conoscevo di mia nonna, quanta parte della sua vita era un mistero per me. Quando lei era viva, non le ho mai fatto alcuna domanda. Lavorare sul personaggio di Marita mi ha dato l’opportunità di immaginare qualche possibile risposta alle domande che avrei voluto farle. In conclusione è diventata il personaggio per me più interessante. La voce narrante mi assomiglia nella misura in cui formalmente abbiamo esperienze in comune, ma lei è una sognatrice, io no. Lei ha paura dei conflitti, io no. L’ho immaginata molto gentile, perché volevo che la storia fosse raccontata con delicatezza. Avevo bisogno di uno sguardo delicato, gentile appunto. Ma se lei fosse una persona reale, probabilmente non avremmo legato. I nostri caratteri sarebbero troppo diversi.
 
Following on from the first question, I would like to know something more about the two main characters, Fritz and Marita…. How were they “born”? Most of all, how much does the voiceover take after you?

I originally wrote some fictional essays, short stories really, with Fritz as the main charater. He was my primary point of interest. When I began working on the novel, Marita didn’t interest me so much at first, but that changed a lot during the writing proces. I began to realize how little I knew about my own grandmother, how much of her life was a mystery to me. While she was alive, I never asked her any questions. Working with the character of Marita gave me the opportunity to imagine some answers to the questions I should have asked. In the end, she became the character that interested me the most. The narrator takes after me in the formal sense that we have some experiences in common, but she is a dreamer, and I’m not. She is afraid of conflict, and I’m not. I made her very gentle, because I wanted to tell the story gently. I needed a gentle pair of eyes. But if she was a real person, we probably wouldn’t socialize. Our temperments would be too different.

 

 

 

Il romanzo risente di una forte nostalgia: nostalgia di casa? Di radici? Che cosa è per lei la nostalgia?

Se avessi la risposta a questa domanda, non ci avrei scritto sopra un libro. Scrivere, per me, è il primo e principale modo di osservare il mondo. Investigare gli aspetti della vita attaverso gli occhi di personaggi inventati mi rende possibile scoprire cose che senza il loro aiuto non sarei mai riuscita a vedere. Ad esempio ho scoperto che spesso la nostalgia è una buona cosa. Una forza, nella vita. Penso che la capacità di immaginare un posto migliore, provarne nostalgia e avere la forza di cercarlo, sia una cosa molto umana e buona. Ma la nostalgia può anche essere pericolosa quando si rivolge al passato. In Ø, i diversi tipi di nostalgia, sono posti l’uno contro l’altro. Gli aspetti positivi e quelli negativi.  
 
Your novel resents of a strong longing: homesick? Roots? What is it for you longing?

I think if I had the answer to that question, I wouldn’t have written a book about it. Writing, to me, is first and foremost a way of looking at the world. Investigating aspects of life through the eyes of fictional characters makes it possible to discover things I would never have seen without their help. I guess I discovered that longing is very often a good thing. A life force. I think the ability to imagine a better place and long for it, and the strength to look for it, is very human and good. But longing can also be dangerous when it turns into a longing for the past. In Ø, different kinds of longing are played out against each other. The good kinds and the bad.

 

 
 
Le isole Fær Øer hanno un ruolo fondamentale per la storia, la natura, i paesaggi sono protagonisti tanto quanto i personaggi. Ecco, per chi non ha letto ancora il libro, o per chi volesse saperne di più, le piacerebbe parlarci dell’arcipelago? Un tratto caratteristico della terra e dei suoi abitanti?

Avendo storicamente ottenuto il regime di autonomia abbastanza recentemente, le Isole Faroe sono in un certo qual modo una nazione giovane , anche se allo stesso tempo molto antica. E’ facile per un turista immaginare che sia un luogo dove il tempo scorre lento, perché le isole sono bellissime e selvagge e perché la natura ha una grande rilevanza nella vita quotidiana. In realtà è una terra passata attraverso molti cambiamenti sociali, che oggi rivestono un ruolo davvero interessante nella storia delle Fær Øer. Nessuno, ad esempio, sa ciò che questa nazione sarà tra 50 anni. Sarà completamente indipendente dalla Danimarca? Troverà un modo per proteggersi dai cambiamenti climatici? Svilupperà nuove industrie?
 
Fær Øer’s islands play a key role in the story: nature and landscapes are protagonists such as the characters. Would you like to tell us about the archipelago, particularly for who did not yet read the book or want to know something more about the islands? What is a characteristic feature of the land and its inhabitants?

Having gained it’s current state of autonomy pretty recently in history, the Faroe Islands is in some ways a young nation but at the same time it is a very old country. Because the islands are so beautiful and wild, and because nature is such a big part of life there, it’s easy for a visitor to think that it’s a place where time stands still. But in truth, it is a society going through a lot of changes. Right now is a deeply interesting place in Faroese history. Nobody knows what the country will be like in 50 years. Will it be fully independant from Denmark? Will it find a way to protect itself against climate changes? Will it develop new industries?

 

 

 

In molti hanno trovato un parallelismo con l’Odissea: lei lo ha letto (non studiato, ma letto per piacere), ritiene che sia ancora un libro fondamentale? Anche per lei il viaggio è una metafora della vita?

Ho scritto Ø, se così si può dire, “interfacciandomi” con l’Odissea, che è sempre stato uno dei miei libri preferiti. E’ il “nonno” di tutta la letteratura di viaggio, non se ne può prescindere! In ogni caso, la versione del personaggio di Ulisse che mi ha ispirato maggiormente durante la stesura di Ø,è quella dell’Inferno di Dante. Dante offre al viaggio di Ulisse un finale alternativo, nel quale lui non vive per sempre felice e contento ad Itaca, bensì continua a viaggiare per il mondo. L’idea che Ulisse debba navigare, che il viaggio diventi una parte così importante di lui da non poter più permettergli di tornare a casa, è stata di forte ispirazione per me.  
 
A lot of people found a parallelism between Ø and the Odyssey: did you read it (not for studying but for pleasure)? Did you think it is still an indispensable book? For you too, is the journey a metaphor for life?

 I wrote Ø in conversation, so to speak, with the Odyssey, which has always been one of my favourite books. It is the grandfather of all travel literature, it will never be dispensable! However, the Odysseus-character that most inspired me for the work with Ø is found in The Inferno by Dante. Dante gives Odysseus’ journey an alternative ending where he doesn’t live happily ever after at Ithaca but instead continues to travel, journeying beyond the human world. The idea that Odysseus has to keep sailing, that the journey becomes so big a part of him that he can never come home again, was a strong inspiration for me.

 

 
 
Quanto sono state importanti per lei le donne della sua vita, quelle “luminose”?

Le donne della mia vita sono state e sono estremamente importanti per me. Come depositarie del sapere, sicuramente, ma anche come modelli. Mia madre per esempio è molto intelligente, ma ciò che ammiro più in lei è la gentilezza. Suona banale, ma non lo è. Affrontare la vita con gentilezza, richiede molto coraggio. Richiede forza. Lei ama l’“avventura”. Anche ora che ha più di 70 anni, continua a viaggiare, a scoprire cose nuove. Se riuscirò ad affrontare la vita con metà del suo coraggio, avrò fatto un buon lavoro.
 
How much have been important for you the women of your life, the “bright” ones?
The women in my life have been and are extremely important to me. As givers of knowledge, certainly, and as role models. My mother, for example, is very smart but what I admire most about her is that she is kind. This sounds trivial, but it’s not. Going through life with kindness takes a lot of courage. It takes strength. And also, she is an adventurer. She is in her mid-seventies now and still traveling, still discovering new things. If I get through life with half of her courage, I’ll have done a good job.

 

 

 

Se le isole sono persone, lei è soddisfatta dell’arcipelago che ha collezionato?
Questa è una domanda divertente! Si e no. Sono molto grata e felice delle isole che ho collezionato. Ma c’è sempre qualche altra isola appena oltre l’orizzonte.
 
If islands are persons, are you satisfied with the ones you collected?

That’s a fun question! Yes and no. I’m very grateful and happy about the islands I have collected so far. But there is always that other island just beyond the horizon.

 
 

 
Che effetto le fa, considerando che è al suo esordio letterario, l’accostamento ai grandi scrittori del Nord, come ad esempio Jón Kalman Stefánsson?

Folle! Quando ho visto il mio libro nel catalogo Iperborea è stato un momento meraviglioso. Loro pubblicano alcuni tra gli Autori che sono i miei più grandi idoli. Ma Ø è il mio primo libro e io sono agli esordi come Autrice. E questo mi piace molto. Essere agli inizi, avere molto da imparare, è bello.
 
You are at your literary debut. How does that sound to be flanked to big nordic writers such as for example Jón Kalman Stefánsson?

Insane! Seeing my own novel in Iperborea’s catalogue was a pretty big moment for me. They publish some of my biggest literary idols. But Ø is my debut novel, yes, and I am new at writing books still. And I like that. Being new is good, having lots to learn is good.

 

 

 

Ci parli di lei come lettrice: quali sono i generi che predilige? E parlando di thriller, lei è cresciuta in Danimarca, quindi le chiedo, conosce qualche autore italiano?

Non ho un genere preferito, leggo abbastanza di tutto. Il nuovo thriller nordico non mi dice più di tanto, forse perché i luoghi in cui è ambientato sono così vicini a casa mia. Ma sono follemente innamorata di Edgar Allan Poe e sono una grande fan di H.P. Lovecraft. E poi, Cuore di tenebra di Joseph Conrad può essere considerato un thriller psicologico, vero? Per quanto riguarda gli Autori italiani, non li conosco tanto quanto dovrei e vorrei. Attendo consigli! Ma recentemente ho trovato una vecchia copia di Palomar di Italo Calvino in un negozio di libri usati, e questo prova che gli autori italiani sono molto conosciuti, anche così lontano. Vorrei che pure i libri fossero isole. Non potrei collezionarli tutti, ma vi garantisco che ci proverei!  
 
Let’s talk about you as a reader: what are your favorite literary genres? You grew up in Denmark, about thriller genre , do you know some italian writer?

I don’t have a favourite genre and I’ll read pretty much anything. New Nordic thrillers don’t speak to me so much, perhaps because the settings are so close to home. But I’m pretty crazy about Edgar Allan Poe and I’m a big fan of H.P. Lovecraft. And we could call Heart of Darkness by Joseph Conrad a psychological thriller, right? As for Italian authors, I don’t know as much as I should and want to. I’ll happily take recommendations! But I recently found an old copy of “Palomar” by Italo Calvino at a used book store and that book is proving a great acquaintance so far. I guess books are islands too. We can’t collect them all, but we can sure try!

Siri Ranva Hjelm Jacobsen

 

A cura di Sabrina De Bastiani

 

 

Di Siri Ranva Hjelm Jacobsen :

IL LIBRO – Una giovane ragazza danese ha nostalgia di un’isola verde e impervia battuta dai venti del Nord, un’isola delle Faroe dove non ha mai vissuto ma che ha sempre sentito chiamare «casa», perché da lì emigrò la sua famiglia negli anni Trenta. Comincia così, dall’urgenza di riappropriarsi delle sue origini e di una cultura che ha ereditato ma non le appartiene, il suo viaggio di ritorno a Suduroy, da cui nonno Fritz, pescatore dell’Artico, partì alla ricerca di un destino migliore, e nonna Marita, sognatrice irrequieta, fuggì verso il mondo e la modernità…