Intervista a Sunny Valerio




A tu per tu con l’autore

 

 

Gemelle, case infestate, streghe, hotel fatiscenti, fantasmi, questi classici, possiamo definirli, luoghi, entità o stereotipi quanto potere hanno di creare nel lettore un senso orrorifico o del brivido? E perché secondo lei?

Credo che la chiave di questo potere magnetico sia dovuto al passato che ogni luogo e situazione trattati nei miei racconti hanno, gli stessi elementi che si leggono da sempre nella letteratura gotica. Il passato di queste tematiche non ha nulla di innovativo, eppure non perde mai il suo fascino. Un altro grande potere lo hanno l’invisibile, l’inspiegabile, la certezza di trattare verità tangibili e che riscontriamo anche nel nostro quotidiano, senza poter dare una spiegazione a tutte le “stranezze” che per comodità poi ignoriamo. Ci sentiamo insicuri senza spiegazioni, io amo scrivere di tutto ciò, e da lettrice ne rimango turbata.

 

 

Perché ha scelto di accompagnare la scrittura de I racconti della buonanotte con le illustrazioni di Gloria Quarto?

I Racconti della Buonanotte nascono da un esperimento. Durante la pandemia, per sfamare il mio bisogno di vivere altre dimensioni e creare un diversivo per le serate dei miei lettori affezionati, ho scritto un racconto al giorno, lasciandomi ogni volta ispirare da immagini suggestive di vecchie case abbandonate, oggetti del passato che trasudano una storia e mille segreti, tutte trovate in rete. Quindi la sera postavo l’immagine ispirante e il racconto che per essere pubblicato sui miei social doveva avere una lunghezza molto breve, una vera sfida. Dopo i primi trenta, ho continuato a scrivere i miei racconti del mistero, lasciandoli inediti, li ho poi riuniti (sono 42+1) e ho pubblicato una raccolta cartacea ed eBook. Per renderla più preziosa, con la maestria di Gloria Quarto abbiamo creato le illustrazioni a carboncino delle foto trovare in rete, perché possano stuzzicare la fantasia del lettore.

 

 

 

 

Il genere paranormale, gotico o horror è un genere che predilige nei suoi libri? Perché preferisce questi generi al genere thriller o al giallo? Qual è il motivo delle sue scelte letterarie che si riversano sui personaggi de I racconti della buonanotte?

Non credevo di aver creato dei racconti horror, ma effettivamente la letteratura gotica, che tanto amo, ne contiene buona parte. Quando parlo del mio genere letterario di scrittura lo definisco sempre thriller con sfumature di paranormale, ma ci sono così tante sotto categorie che a volte è difficile trovare un’unica definizione del genere. Con il mio secondo romanzo “La Quercia” credo di aver dato il via a una sfumatura gotica, proprio per via delle ambientazioni e delle situazioni, che tra l’altro rimarco molto ne “I Racconti della Buonanotte”. Ma lo stesso “Il bacio del lago” narra di una natura cupa e malvagia, custode di orribili segreti dei protagonisti.
Ammetto che questa domanda è fonte di riflessione per me. Della letteratura gialla apprezzo i misteri, i delitti e le dinamiche ingarbugliate che devono sempre trovare spiegazione nel finale, ma la mancanza di emozioni più calde, alla lunga mi riporta al gusto più classico/gotico a cui sono più vicina. Non c’è un motivo preciso per la mia scelta. Sono cresciuta con le fiabe, con molti elementi misteriosi e tetri, e il sottile confine tra realtà e soprannaturale ha sempre avuto su di me un forte ascendente; il tutto, unito alle mie esperienze personali, mi fa scrivere di ciò che più mi affascina e conosco.

 

 

Quanto è importante la lettura per lei per riuscire a scrivere racconti e libri e quanto tempo dedica alla lettura?

È scontato dire ‘moltissimo’, ma la verità è: ma mai abbastanza. Ho letto da quando sono stata capace di farlo, e anche scritto dallo stesso momento. In questa fase della mia vita leggo meno e meno per piacere, devo però organizzare il mio lavoro di scrittrice e quando scrivo mi dedico solo all’opera in corso. Poi ricomincio. Anzi, qualche pagina la leggo sempre prima di chiudere gli occhi, mi aiuta a ritrovare i miei intimi pensieri, ovviamente non è sufficiente per una lettrice affamata di vite e di nuove emozioni come me.

 

 

Per scrivere I racconti della buonanotte, o altri scritti dello stesso genere letterario, sceglie un’ambientazione particolare che ispira poi la stesura oppure la suggestione non è importante? Se c’è, qual è il luogo che mette in moto la sua fantasia?

La mia creatività è del tutto istintiva, parto da una precisa ispirazione, per esempio per La Quercia un’antica dimora colma di misteri e segreti di famiglia, un lago che dietro le sue acque paradisiache è custode di dinamiche diaboliche. Per i racconti ho già accennato alle immagini suggestive che mi hanno ispirata, e anche per il mio nuovo inedito, Figlia Unica, sono partita da un elemento, poi sviluppato in modo quasi a sé stante, sorprendo persino me che scrivo. In ogni caso, credo che “la casa” e la “natura cupa” siano le figure che più suggestionano.

 

 

Domanda di rito per Thrillernord. Legge i thriller nordici? Se li legge, ha un autore preferito?

Non sono le mie letture principali, ma senz’altro ne rappresentano una buona fetta! Camilla Lackberg è una delle autrici che prediligo e a cui mi sento più vicina.
Sunny Valerio


A cura di Marianna Di Felice 

 

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