Intervista a Tim Weaver




A tu per tu con l’autore

 

 

Tim, come nasce e da dove arriva David Raker?

David Raker nasce dalla mia voglia di raccontare  un personaggio che fosse una persona ordinaria che non beve, non fuma, non è sessodipendente o simili,  pulito di aspetto e di intenzioni. L’evento che più lo identifica è la tragica scomparsa della moglie, da questo lutto in poi la sua reazione sarà finalizzata a ricostruirsi emotivamente e cercare di andare avanti. Il suo lavoro diventerà quello di trovare le persone scomparse proprio per tentare di riparare il vuoto che gli ha lasciato sua moglie. E’ dunque un personaggio  ordinario che vive circostanze straordinarie,  è intelligente e coraggioso, dotato di forte sensibilità pur non essendo il  tipo di uomo che esprime le sue emozioni apertamente e facilmente. Volevo scrivere di un protagonista che fosse abbastanza diverso dalla maggior parte dei personaggi maschili che si trovano  nei libri di  crime fiction, molto virili, che fanno cose pazze e pericolose. Raker non è nulla di tutto ciò. Non è un uomo di azione, ma lo diventa suo malgrado quando le circostanze lo richiedono.

 

 

Costruisci storie che non lasciano scampo al lettore, che viene sorpreso e spiazzato alla fine di ogni capitolo. Quanto è servito il tuo passato di videogamers nell’aiutarti a sviluppare questo grande senso del ritmo e degli snodi della storia? Sembra quasi che David di storia in storia alzi l’asticella delle sue avventure e superi i livelli…

I videogames non hanno avuto un enorme influenza su di me, ho sempre lavorato per magazine di videogames, ma non ne sono stato mai un grande fan, intendo che mi è piaciuto lavorare nel settore ma non sono il tipo di persona che torna a casa e gioca ai videgames tutto il tempo. Io ero editor, mi occupavo più di organizzare il magazine e  avevo dei redattori  che scrivevano circa il  giocare ai videogames. Sono molto più interessato ai films, di cui sono da sempre un grande appassionato ed alle  serie  televisive. Immagino le avventure di Raker potenzialmente come una serie tv o una stagione di essa. Ogni libro ha una storia compiuta  con il suo inizio e la sua fine , ma quello che succede a Raker personalmente evolverà nel libro successivo…Io  volevo assolutamente un personaggio che rimanesse una persona reale, e una persona reale ricorda quello che gli è accaduto e che gli sta accadendo. Tutti i libri pensati come serie hanno bisogno comunque di qualcosa che generi attesa e interesse verso il libro successivo e  quello dopo ancora.

 

 

Tim Weaver e Sabrina De Bastiani

 

Nel tuo ultimo Raker tradotto in Italia , La verità su David Raker,  affronti il tema dell’intercambiabilità di una persona. Quanto può essere mistificante la ricostruzione di un ambiente, la fotocopiatura di un ricordo? Cosa alla fine di tutto, quale elemento, rende ciascuna persona unica, al netto delle impronte digitali, e irreplicabile?

Raker considera sua moglie unica Ne La verità su David Raker, in realtà lui si rende conto molto velocemente che la persona che si spaccia per sua moglie non può essere sua moglie, il problema semmai è dimostrarlo. Lui sa dentro di sè che tipo di connessione emotiva ha con chi ama, cosa si sente amando davvero una persona, e lui amava sua moglie. Lui lo sa intimamente, lo sa meglio di chiunque altro. Quando la persona che amavi ritorna dopo dieci anni e dice “ Sono tornata”, se non provi nessuna emozione significa che non può essere lei seppur fisicamente identica. Molte persone si somigliano, non è impossibile trovare il proprio sosia o qualcuno di molto simile a noi ….In Inghilterra c’è un programma tv che mi ha fortemente ispirato nel pensare alla storia de La verità su David Raker.In  questo programma vengono messe a confronto  sono persone completamente estranee tra loro e che non si conoscono per niente ma fisicamente molto simili.

 

 

Il successo mondiale che ti vede tra i più noti autori contemporanei internazionali ha cambiato in qualche modo la tua scrittura ? E in che modo la tua vita ?

La mia vita di tutti i giorni….beh  non molto , perchè gli scrittori non sono poi  così conosciuti, tranne qualche eccezione non vengono fermati per strada per chiederne l’autografo. Anche le persone che vivono nel mio quartiere, non sanno chi sono (risate).. . La notorietà comunque non mi ha cambiato molto, scrivo sempre quello che sento perchè noi scrittori non possiamo pensare di scrivere quello che un lettore vorrebbe leggere, dobbiamo scrivere quello che sappiamo di voler scrivere e sperare che ai lettori arrivi e che continuino a seguirci lungo la via. Ciò nonostante dobbiamo tenere a  mente in qualche modo  quello che i lettori si aspettano. Non posso scrivere un libro con protagonista Raker che interagisce con dagli alieni mandati dal cielo, perchè i lettori direbbero : Ma cosa sta facendo? Devo riferirmi a cosa ho scritto nel libro precedente , facendo in modo che i lettori non si smarriscano,  ma devo anche portare avanti una sfida con me stesso nel traghettare il nuovo libro/ i in altre direzioni. David Raker cambia ma non di riflesso a quello che i lettori pensano necessariamente, è solo la storia che detta la direzione. La storia cambia, si sviluppa, e Raker si sviluppa e cambia di conseguenza.

 

 

All’inizio della nostra chiacchierata ti ho ho chiesto da dove arriva D.R. ora nel salutarti ti chiedo, hai già idea di dove arriverà ?

Non so ancora dove voglio arrivare,  spero che i lettori continuino a comprare i miei libri a lungo perché  sono felice di continuare  a scrivere. Non ho nel lungo termine dei piani o un’idea precisa  dove andrò. Mi sto solo approcciando ad ogni libro come libro in sè, anche se parte di una serie. Continuerò a trattare casi di persone scomparse, contengono tanto mistero, anche più dei cadaveri. So di non sentirmi  al capolinea, ho ancora molto  da scrivere su Raker, mi diverte farlo. Non intendo che ogni libro sia divertente da scrivere, perchè non lo è, alcuni  sono stati davvero duri e impegnativi. Quest’ anno mi sono dedicato scrivere un nuovo romanzo stand alone che si è rivelato davvero difficile, penso perchè quando scrivo un libro su Raker, ormai lo conosco ed è definito chiaramente nella mia testa, ma con questo nuovo libro sono partito da zero. E’ la prima volta che ho a che fare con questo nuovo personaggio. Allora quando comincio a scrivere un libro su Raker, sento molto familiare la sensazione di chi sia lui, con questo nuovo personaggio ho da pensare a nuovi casi e nuove reazioni. Inoltre questo nuovo è un personaggio femminile, e non è stato semplice realizzare un personaggio femminile principale che abbia un percorso credibile. Non voglio essere uno di quegli scrittori uomini che scrivono di un personaggio femminile che si senta come un personaggio maschile. Voglio descrivere una donna a tutti gli effetti.  E’ stata una sfida che è andata bene ma mi manca decisamente Raker  e sto per mettermi  a scrivere un nuovo romanzo con lui protagonista.
 

Tim Weaver

 
Interviene l’editore Sergio Fanucci:

Tim il tuo libro stand alone resterà un libro singolo o diventerà una serie?

Dipende dal successo che avrà ( risate), se vende molte copie ne scriverò senza dubbio  un altro,  ma per ora è solo uno.

 

 

 

In una bella sinergia la conversazione si è allargata così  all’editore Sergio Fanucci che  ha anticipato la notizia di una serie tv tratta dalla serie di libri su David Raker e alla preziosissima Rosdiana Ciaravolo che è brillantemente intervenuta, ecco cosa si sono detti…

 

R.C. Sono curiosa di sapere come ti senti ad aver concesso i diritti della tua opera. Molti autori di bestseller hanno sentimenti contrastanti, tu come ti senti in proposito?

T.W. Quando cedi i tuoi diritti, in un certo senso devi accettare che non hai più il controllo della tua opera e che probabilmente qualcuno farà qualcosa di diverso da quello che hai scritto tu nel tuo libro, ma una della delle motivazioni che mi ha convinto a cedere i diritti è stata che la casa di produzione mi è parsa veramente capire il mio libro,  cosa  che altri produttori non hanno fatto. Raker non è un uomo d’azione, lui non è  Silvester Stallone,  capisci?! E’ un uomo abbastanza ordinario, molto sensibile. Il produttore ha perfettamente compreso e lui intende realizzare una serie tv che racconti di un uomo in lutto e della sua esperienza, e questa per me è la direzione giusta . Ha promesso inoltre di includermi nelle sviluppo di scene e idee, di mostrarmi il copione e di essere molto in condivisione con me, mi è sembrato un atteggiamento molto corretto… vedremo…

 

R.C. Beh tu hai scritto il libro!, in ogni caso sei salvo!

 

(risate)

 

R.C. La serie sarà individuata come “Da un’idea di…”? o “Tratto dal libro di …?

 

T.W. Tratto dal libro di.  E’ davvero molto vicino come adattamento, lui ha solo cambiato qualcosa, avuto qualche nuova idea e aggiunto un paio di personaggi e questo è tutto. Tutto quello che ho visto è probabilmente al 60, 70 %  fedele al libro, quindi è molto vicino, questo è ottimo.
 
 


 

 A cura di Sabrina De Bastiani

Foto e traduzione Rosdiana Ciaravolo,  a cui vanno grandissimi ringraziamenti