Intervista a TOSCA BRIZIO




A tu per tu con l’autore

A tu per tu oggi incontra una coppia di scrittori che ci sta incuriosendo molto. Tosca Brizio. Parliamo di Patrizia Valpiani e Gianfranco Brini, coppia nella vita e nella scrittura, sono due artisti molto impegnati: entrambi medici, spaziano dalla poesia alla saggistica. Ci hanno regalato un po’ del proprio tempo, e ne abbiamo approfittato per conoscerli meglio. Per Thrillernord abbiamo recensito Blood Session per Pietro Jackson.

1) Quanto è difficile riuscire ad entrare nella trama e coinvolgere il lettore in poche pagine?

Patrizia (Tosca): La costruzione di un romanzo è complessa e affascinante. Entrare in una trama è di sicuro sempre una sfida alle proprie capacità per chi scrive. Il coinvolgimento del lettore viene di conseguenza, siamo attenti a dosare descrizioni, personaggi e colpi di scena.

Franco (Brizio): E’ vero, entrare nella trama richiede tempo e pazienza, leggiamo e rileggiamo di continuo quanto abbiamo scritto. Siamo meticolosi, bisogna avere occhio preciso perché è facile entrare in contraddizioni e refusi.

 

2) Come mai avete scelto lo stile bohémien nell’ ambito artistico? E’ più incline ad essere infido e ambiguo?

Patrizia (Tosca): Il modo di vivere del protagonista non è convenzionale, è da sognatore, non borghese, ma non infido e ambiguo. Non è una questione di stile, ma è un modo d’essere del protagonista.

 

3) Pietro Jackson è un investigatore particolare, come avete ideato il suo personaggio?

Patrizia (Tosca): Il personaggio nella sua consistenza artistica ci è ben noto. E’ un pittore che usa una tecnica sua particolare, il dripping figurativo. Su questo impianto primordiale abbiamo innestato una situazione fantasy. Oltre che pittore talentuoso, Pietro viene dotato di una condizione particolare: una dote che nel tempo stesso è una maledizione. Il personaggio non è né un veggente né un profeta, tantomeno un sensitivo.

Franco (Brizio): Pietro è avvicinabile alla figura dello sciamano presente in tante culture primitive. E’ così, perché è così. E’ un personaggio nato a poco a poco unendo quanto di magico e irrazionale c’è nell’arte al mistero di certe spontanee manifestazioni dell’anima. Le premonizioni di Pietro provocano sempre anche una sofferenza fisica.

 

4)  A chi vi ispirate per scrivere i vostri libri?

Tosca Brizio: Per quanto riguarda il personaggio Pietro abbiamo già risposto al punto precedente. L’ispirazione è nello stesso tempo nostra e autonoma in qualche altro caso sgorga dall’esperienza di vita.
Pietro e tutti gli altri personaggi sono presenti in altri quattro romanzi. Già pronti per la stampa. Nel particolare, Pietro e gli altri diventano personaggi seriali. Cambiano le storie e le ambientazioni. Pietro Jackson continua ad essere un po’ zingaro e un po’ fuori dagli schemi, del resto è un artista.

5)  Ci piacerebbe conoscere qualcosa in più sul vostro sodalizio letterario: Coppia nella vita e nella scrittura, come si conciliano le due realtà? Quando arriva l’idea per un personaggio, per una storia, come viene sviluppata?

Patrizia (Tosca): Il nostro sodalizio letterario è nato sei anni fa, così come il nostro sodalizio privato, ma ci conosciamo da moltissimi anni. Ha preso il via da una domanda di Franco: “ Cos’hai nel cassetto?”
Alla mia raccolta affermativa che qualcosa avevo, ha concretizzato: “lavoriamoci su insieme.”

Franco (Brizio): Grazie alle specifiche competenze di ognuno di noi, sono nati i personaggi. Direi che le due cose, privato e professionale, si arricchiscono a vicenda. La stima e il rispetto reciproco ci guidano.

 

6)  Quanto è importante leggere per scrivere bene? Quali sono le vostre letture preferite?

Patrizia (Tosca): Leggere è essenziale per uno scrittore. Si confronta la propria esperienza con quella altrui.
Io amo in primis la poesia, quella calda e anticonvenzionale ad esempio di Camillo Sbarbaro e Alda Merini. Nella narrativa il giallo noir viene al primo posto. Tra gli italiani mi piace lo stile pulito e dotto di Carofiglio. Guardando gli autori stranieri Simenon e Fred Vargas che in realtà è una donna
Oltreoceano, la mia predilezione va a Lansdale, violento ma molto fantasioso.

Franco ( Brizio): Io sono un lettore accanito, vorace e disordinato. Non leggo mai un romanzo da solo. Ma in contemporanea almeno altri tre. Sono nel campo della lettura un ossessivo- compulsivo. Non so quanto sia corretta questa impostazione mentale. Leggo di preferenza di sera. Leggere mi è necessario. In ambito del noir, mi faccio volentieri a Poe e Bierce, fra gli italiani, reputo molto stimolante la lettura di Scerbanenco per la maestria della descrizione degli ambienti urbani e Sciascia per la proprietà e l’essenzialità del linguaggio.

7)  Leggete il trhiller nordico Avete degli autori preferiti?

Patrizia ( Tosca): Non ho letto molti thriller nordici, ma la mia scelta cade sulla trilogia Millennium, di Stieg Larsson.

Franco (Brizio): Il thriller nordico non mi è congeniale. C’è nella scrittura una ricerca spasmodica del tetro che qualche volta mi sembra gratuito. Mi appare come un revival del romanzo gotico inglese con una certa ridondanza espressiva.

A cura di Marianna Di felice

 

Di Tosca Brizio su THRILLERNORD:

IL LIBRO – Pietro Jackson non è né un profeta, né un veggente, è un artista, è un pittore. Quando si trova suo malgrado nel mezzo di vicende tragiche ha delle premonizioni e sta male. In questo breve racconto, mentre si reca a Parigi, ha una di queste premonizioni. Tra una visita a un museo e una Jam Session, Pietro “sentirà” un efferato assassino…