Intervista a Valerio Marra




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Quando ha scoperto la sua passione per la scrittura?

In realtà, non saprei dire con precisione come è iniziata questa passione. Il primo ricordo risale a quando avevo circa sei anni: mi trovavo nell’ufficio di mamma e, nell’attesa che terminasse di lavorare, trascorrevo il tempo a disegnare fumetti (malissimo) e a creare storie. Passavo molto tempo a “fantasticare, come dicevano i miei genitori.

 

Qual è il suo autore di thriller preferito e perché?

Mi piacciono molti autori, da Carrisi al primo Dan Brown, passando da Ken Follett a Maurizio De Giovanni. Se dovessi fare un nome fuori dal coro, però, direi Guillaume Musso, che leggo da tantissimo tempo e che adesso, finalmente, sta iniziando ad avere il successo che merita. Tra i giovani italiani vorrei menzionare Antonio Lanzetta e Diego Di Dio, che, tra l’altro, è anche un editor fenomenale e un grande amico.

Da cosa parte per sviluppare l’idea di un nuovo romanzo?

In genere parte sempre da una casualità. L’idea de La donna del lago”, per esempio, è nata da una poesia che lessi, in cui veniva descritto il lago Albano come un’enorme lastra di piombo. Quell’immagine mi colpì al punto da far crescere in me la voglia di ambientare il romanzo in quei posti. Poi, il resto avviene nella mia testa, dove centinaia di idee iniziano a scontrarsi come macchine a scontro. Penso a dove voglio arrivare, collego tutti punti, creo i personaggi e li collocò nel mondo che ho ideato. Infine “confuto” tutto, come se si trattasse di una teoria scientifica. Quando mi sembra lineare, inizio a scrivere e tutto prende finalmente vita.  

 

C’è un film poliziesco a cui è particolarmente affezionato?

Guardo pochissima tv, ma uno dei film che ricordo con più piacere è Minority report”.

 

Nel suo sito paragona i libri scritti ai figli: a quale delle sue opere è più legato?

Sì, chiaramente si tratta di una metafora. Da padre so quanto sia totalizzante l’amore che si prova nei confronti dei figli e quanto questo paragone possa sembrare azzardato. Comunque, direi sicuramente “La donna del lago”, perché è il mio libro d’esordio nella “grande editoria” e, secondo me, il mio romanzo più bello.

 

Com’è nata l’idea del commissario Festa?

Festa è sicuramente un personaggio particolare. Freddo, ambizioso e di poche parole. Insomma, è una sorta di antieroe. La mia scommessa era proprio quella di fare appassionare i lettori a un personaggio del genere. Chissà…

 

Cosa riserverà il futuro per il commissario? Ritroveremo ancora Russo al suo fianco nelle indagini?

Certamente. Dopo “la donna del lago”, infatti, esistono altri due romanzi con Festa e Russo protagonisti (“L’eco del peccato” e “Anima bianca”). Oltre a Russo e Festa, ci sarà il magistrato Greco, il “pivello” Conti, l’esperto Moretti e tanti altri personaggi. In più, ho già pronto il nuovo romanzo della “serie Festa”, anche se non so ancora quando verrà pubblicato.

Grazie mille per l’attenzione e la meravigliosa recensione.  

Valerio Marra 



A cura di Cristina Bruno

 

 

 

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