Intervista a BEPPE QUINTINI




A tu per tu con l’autore

 

A tu per tu ha fatto quattro chiacchiere con Beppe Quintini, giovane scrittore che ha esordito con “Voci soffocate”. Thrillernord ha recensito”E’ come il male”, secondo lavoro di un autore davvero promettente.

 

 

1) Cosa è cambiato in Quintini tra la pubblicazione di “Voci soffocate” e l’uscita del nuovo romanzo? C’è più consapevolezza di sé e delle proprie capacità?

Sicuramente c’è più maturità e, cosa non da poco, un libro alle spalle. Questo perché ho potuto capire cosa si poteva e doveva migliorare nel nuovo lavoro. In particolare lo stile di scrittura, che ritengo più avvincente e adatto al genere thriller. Ho accolto con entusiasmo le critiche costruttive e, su di esse, ho lavorato per “costruire” È come il male.

 

 

2) Mathias e Marina, i due protagonisti di “Voci soffocate”, ritornano in questo romanzo; mi sono sempre chiesta cosa spinge un autore a creare una serie, se questa si può definire tale, il rapporto che si crea con i personaggi o il riscontro positivo del pubblico?

La stessa domanda me la sono sempre posta anch’io. Ma solo ora posso darmi una risposta. Ho sempre ritenuto “la serie” una scelta di seconda fascia, ma mi sono dovuto ricredere subito. Il pubblico che ti legge si affeziona alla storia , soprattutto ai personaggi, e proponendo loro una nuova avventura di Mathias e Marina è un po’ come coccolarli, non farli sentire abbandonati. Hanno condiviso con loro il percorso di una storia, hanno sofferto e gioito con loro. Non me la son sentito di farli sparire. Quindi sono convinto che il motivo principale sia la volontà del pubblico, anche se non posso negare che, pure io, mi sono affezionato ai protagonisti. E poi parto avvantaggiato: li conosco già molto bene.

 

 

3) Mathias, Marina ma anche la gran parte dei personaggi che popolano entrambi i romanzi hanno un passato travagliato che li rende, solo in apparenza, forti e determinati. In realtà, tra le righe, si mostrano in tutta la loro fragilità, decisamente in contrasto con la freddezza e la crudeltà dei delitti, è un effetto voluto? Lo dico perché mi sembra un valore aggiunto al romanzo, mette appunto in risalto, da una parte la personalità dei personaggi e, dall’altra, la cattiveria di un delitto.

È semplicemente il riflesso della vita reale, dove esistono sentimenti e debolezze che ognuno di noi possiede, seppur in modalità e intensità differente. E così, quando avviene lo scontro con una situazione disumana, salgono a galla, inevitabilmente, le fragilità che abbiamo provato a nascondere e controllare. “Vestire” i protagonisti con questi abiti caratteriali, è un altro ingrediente che mi auguro sia stato apprezzato. Lo scopo è quello di rendere più vicino e concreto un racconto, seppur un’opera di fantasia.

 

 

4) Anche in “È come il male “, Mathias combatte con demoni interiori, come si ripercuote questo sul suo lavoro? Può essere considerato un fattore positivo?

Mathias vive da diverso tempo una situazione di disagio. È disorientato, nonostante tenti di tutto per non darlo a vedere. La professione di poliziotto, che ricopre, è solo una maschera al proprio tormento, l’illusione di poter contribuire alla comunità per rilanciare anche sé stesso. Ma, alla fine, ognuno di noi combatte solo le proprie battaglie personali, e solo se quelle coincidono con altri obiettivi, allora si crea una sinergia positiva. Che sia la Polizia a dare una mano a Mathias o il contrario, lo lascio decidere al lettore. In ogni caso, nessuno ha torto, e nessuno ha ragione.

 

 

5) C’è un personaggio di quest’ultimo romanzo che vorrebbe ritrovare in un lavoro futuro?

Assolutamente Camilla Marquez. Magnifica, indisponente e determinata. Un’assoluta protagonista.

 

 

6) Caratteristica comune a entrambi i romanzi è l’utilizzo di una simbologia diversa e particolare per ciascuno come “firma” dell’assassino. Questo ha richiesto degli approfondimenti specifici?

Direi che ruota tutto intorno a un’idea. Sulla base di quella approfondisco e faccio ricerche. Mi documento, in particolar modo su contenuti che, apparentemente, possono essere ancora sconosciuti alla maggior parte dei lettori. Poi li collego alla storia, nello specifico alla firma dell’assassino. È una delle parti più stimolanti della mia avventura da scrittore.

 

 

7) Due romanzi, due ambientazioni completamente opposte ma molto interessanti, Trento e il suo circondario e Malaga. Come è nata la scelta di queste due località?

Semplicemente perché sono due realtà che ho vissuto. Quella italiana per averci trascorso quasi due anni della mia vita, per lavoro. La seconda perché me ne sono innamorato nel lontano 2011, durante una vacanza-studio.

 

 

8) “ È come il male” è ambientato in Spagna, Paese che è in testa alle cronache, in questi giorni, a causa dei contrasti con la Catalogna; che idea si è fatto di questa situazione?

Questa è la domanda più difficile. Posso dirvi che ho parlato con amici spagnoli (non catalani), e sono tremendamente scossi. Uno dei Paesi europei più democratici, sta affrontando una crisi d’identità. Da fuori mi sembra che Rajoy e Puigdemont diano più importanza a esternare la propria autorità, anziché cercare un compromesso diplomatico, ma è solo un mio parere.
La logica conseguenza è stata l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, ma se da una parte si mette in pratica la legge, dall’altra scendono in piazza centinaia di migliaia di persone. Non essendo oggettivamente in grado di schierarmi, mi auguro solo che si arrivi ad un accordo e che non venga, in alcun modo, usata più violenza.

 

 

9) Nella stesura dei suoi romanzi, si è ispirato a qualche autore/ lettura in particolare ? Conosce il thriller nordico?

Se devo essere sincero, non mi sono ispirato a nessun autore in particolare. E per quanto riguarda il thriller nordico, di cui si parla un gran bene, non ho ancora avuto il piacere di leggere alcun libro. Ma sono sicuro che, seguendovi, mi farete venire voglia di rimediare. Prima possibile. (notti insonni permettendo…)

Beppe Quintini

A cura di Katia Fortunato

Di Beppe Quintini su Thrillernord:

IL LIBRO – La notte è capace di risvegliare i fantasmi del passato. Ne sa qualcosa il poliziotto Mathias Novari, costretto a combattere contro gli incubi che lo perseguitano dal giorno in cui si è visto morire tra le braccia un bambino, durante un’operazione non autorizzata. Vorrebbe cancellare lo straziante ricordo dalla mente, ma nemmeno la presenza della collega Marina Bruni nella sua vita, sembra essergli di sollievo…

 

 



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