Intervista a ALICE BASSO






 A tu per tu con l’autore

 

 

A tu per tu con Alice Basso, scrittrice, redattrice, traduttrice… insomma un’autrice completa, una persona solare, diretta e piena di carica! Abbiamo avuto il grande piacere di rivolgerle qualche domanda e di recensire due dei suoi romanzi “Non ditelo allo scrittore” e “Scrivere è un mestiere pericoloso”. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

 

1) Sappiamo che il tuo progetto prevede 5 romanzi, ora che è uscito il terzo, sei sempre della stessa idea o stai pensando di aggiungerne altri?

Mettiamola così: sebbene i singoli libri di questa pentalogia siano leggibili anche singolarmente, senza bisogno di partire per forza dal primo e andare in fila, c’è una macrotrama che li unisce che, nella mia testa, copre appunto cinque romanzi. Poi, be’, non è detto che il mondo di Vani (potrò chiamarlo così? O fa troppo Terra di Mezzo?) si esaurisca per forza lì e solo lì: per esempio già esiste un racconto, apparso nella raccolta “La prima volta che”, Editrice Il Castoro, che ha per protagonista Ivano, il nipotino tredicenne del commissario Berganza… Però questi cinque libri assieme dovrebbero avere una loro coerenza, un capo e una coda, ecco.

 

 

2) Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi romanzi? Dacci qualche anticipazione, siamo curiosi e siamo dei grandi appassionati di Vani!

Ma che carini, Vani ringrazia! (Cioè bofonchierebbe un “grazie”, arrossirebbe e se ne andrebbe un po’ maleducatamente, diciamocelo. La conosciamo.) Be’, il quarto libro avrà una componente investigativa molto più spiccata del terzo, che era forse il più introspettivo di tutti quelli usciti finora: ci sarà da correre, da inseguire, da smascherare, da risolvere enigmi… E qualcuno farà un brutto scherzo a Vani, accendendole addosso dei riflettori molto più di quanto lei vorrebbe…

 

3)  In “Scrivere è un mestiere pericoloso” hai introdotto la canzone “Il gioco dell’inferno e paradiso”, ed anche in “Non ditelo allo scrittore” ce ne è una scritta da Morgana per Vani: si tratta di un testo che hai composto per il libro o è un brano che avevi già scritto in precedenza?

“Il gioco dell’inferno e Paradiso” in effetti esisteva già prima, ma solo come testo e melodia: l’avevo scritta per una mia vecchia band, ma alla fine era rimasta nel canonico cassetto a fare la muffa. Solo che mentre scrivevo “Scrivere è un mestiere pericoloso” ce l’avevo continuamente in testa e mi è subito balzato all’occhio (o all’orecchio?) che come temi e atmosfera sarebbe stata perfetta per coronare una parte della storia di Vani. Invece, “Quasi”, che compare in “Non ditelo allo scrittore”, è stata scritta apposta, e per parlare proprio di Vani in persona!

 

 

4) Cosa vorresti comunicare con i tuoi libri e cosa ti piacerebbe che fosse apprezzato? C’è qualcosa, qualche piccolo dettaglio o sfumatura che vorresti venisse notato?

Guarda, quando ho scritto il primo libro, “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”, avevo due obiettivi precisi: il primo, parlare del dietro le quinte dei libri, del mondo editoriale con tutti i suoi personaggi bizzarri, siparietti, dettagli pazzeschi che pochissimi conoscono e tantomeno s’immaginano; in secondo luogo… far ridere 🙂 Io sono sempre gratissima agli scrittori che fanno dello humour, dell’ironia, che non si prendono troppo sul serio (anche se poi magari proprio in questo modo ti fanno passare i messaggi e le riflessioni più interessanti). Quindi ogni volta che un lettore nota un calembour, una similitudine divertente, un’iperbole, eccetera, e ci fa una risata sopra, mi sento molto gratificata. Come quando fanno caso ai libri o agli autori che cito spesso (tutti i miei libri sono costellati di citazioni, più o meno esplicite) e magari poi mi scrivono per dirmi che quel certo romanzo l’hanno letto e apprezzato anche loro. Si crea un circolo di informazioni e commenti fichissimo, e poi sappiamo che niente costituisce miglior base per le amicizie che l’aver apprezzato gli stessi libri!

 

 

5) Dopo 2 anni dall’uscita del primo libro come è cambiata la tua vita? Che effetto ti fa essere una scrittrice a tutti gli effetti?

Ah, ancora non mi sembra vero. Si dice che alle cose belle si fa in fretta ad abituarsi, ma io non ci credo mica tanto, perché questa è una cosa super bellissima, eppure non mi pare proprio di averci fatto ancora il callo! Inoltre, con tutti i viaggi, gli incontri, gli eventi che sono conseguiti alla pubblicazione, mi sembra di avere fatto in due anni l’esperienza di una vita e mezza. Ogni tanto mi capita di rievocare, magari parlando con qualcuno, persone o situazioni di due anni fa… e mi sembra che sia passato un millennio! L’altro giorno facebook mi ha fatto notare che l’amicizia con una ragazza conosciuta ad una presentazione aveva compiuto due anni, e io ho pensato: ma come, solo due anni? Avrei potuto giurare, mano sul cuore e perfetta buona fede, di averci fatto le elementari insieme!

 

 

6) Da scrittrice come ti rapporti con la lettura invece? Cosa ti piace leggere e quali sono gli elementi essenziali che un libro deve avere per catturare la tua attenzione?

Come dicevo, io sono piena, ma pienissima, proprio traboccante!, di stima verso quegli scrittori che, non prendendosi troppo sul serio, non temono di sembrare frivoli e in quel che scrivono mettono dello humour. Anziché considerarli leggeri – o meglio: considerandoli leggeri, eccome, ma in un’accezione assolutamente positiva! – io li trovo dei benefattori: mi pare che sforzandosi di essere delicati e divertenti nel loro modo di avvicinare il lettore gli mostrino anche una certa forma di rispetto.

 

 

7) Siamo su Thrillernord e non possiamo non chiederti se ti piacciono i thriller nordici e gli autori scandinavi…

Ehm, diciamo che il fatto che Vani somigli a Lisbeth Salander non è propriamente un caso 🙂 (Che personaggio pazzesco! Anche se Vani, ovviamente, è mille volte meno problematica…) Scherzi a parte, certo che mi piacciono, e sono veramente contenta che il mercato italiano li abbia accolti a braccia aperte. Lo pensavo proprio l’altro giorno, guardando “The Bridge” (una serie televisiva coprodotta da Danimarca e Svezia – ma scommetto che la conoscete!): questi nordici ormai sanno fare fiction noir e thriller come nessuno al mondo, vero?

Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, noi di Thrillernord speriamo di rincontrarti presto!

Grazie a voi! 🙂

Alice Basso

(a cura di Ilaria Madau)

Alice Basso su thrillernord

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