A tu per tu con l'autore

intervista a FABIO SANTORO





1) Da avvocato a scrittore: come è nata l'idea di dedicarsi alla scrittura?

In verità la mia passione per la scrittura è nata molto prima che diventassi avvocato. Anzi, prima che mi iscrivessi a Giurisprudenza. Ho cominciato a quando avevo 15 anni su dei bloc-notes solo perché avevo desiderio di raccontare una storia. Naturalmente a quell'età non avevo idea che avrei preso questa passione così sul serio e che avrei pubblicato qualcosa. Ma sono contento di averlo fatto. Essere un avvocato, ovviamente, mi ha facilitato la strada per certi versi. Il primo libro che ho pubblicato, infatti, è un legal thriller quindi ho attinto al mio bagaglio di esperienze professionali per la narrazione.



2) Noi conosciamo Fabio Santoro come scrittore, qual è invece il tuo rapporto con la lettura? Quale genere preferisci?

Anche se nella vita ho letto quasi tutti i generi possibili, dal fantasy alle storie d'amore, la mia prima passione come lettore è lo stesso genere di cui scrivo, cioè il thriller e i gialli. Credo sia una conseguenza naturale per un autore. Non credo ci sia un bravo scrittore che non sia anche un vorace lettore, soprattutto del genere di cui si occupa. Credo sia bene farlo non solo perché alcuni libri ti regalano storie mozzafiato, ma anche per tenere d'occhio la concorrenza (sorriso)



3) Giurisprudenza, mondo universitario e indagini: quanto c'è di Fabio Santoro nel protagonista dei suoi romanzi, Paolo Mori?

C'è molto, anzi moltissimo direi. Giurisprudenza e mondo universitario di sicuro. Paolo Mori, per molti aspetti, ricalca il percorso che ho fatto nella mia vita professionale, anche se io, fortunatamente, ho vissuto una vita meno burrascosa. Anche di indagini ce ne sono state, soprattutto nell'ultimo periodo. Ma non voglio che si pensi che sia interamente un personaggio autobiografico. Ci sono delle somiglianze, soprattutto fisiche, ma la sua storia personale ha molto presto preso una direzione diversa dalla mia. E non ho idea di dove lo porterà.



4) Sia la sua vita sia le avventure di Paolo  hanno come  sfondo l'Italia e l'Inghilterra, in particolare la città di Londra: dove nasce la passione per questa città? Soprattutto se si pensa alle differenze tra il nostro Paese e l'Inghilterra.

Londra è una città meravigliosa che ho amato sin da piccolo. Ho avuto la fortuna di visitare l'Inghilterra sin da quando ero giovanissimo e mi è piaciuta tanto che ho deciso di venirci a vivere. L'ambiente circostante è straordinariamente ricco di ogni forma culturale con cui confrontarsi ogni giorno. Naturalmente questo non toglie che mi manca il mio paese e molti tratti culturali dell'Italia. Torno tutte le volte che posso anche se, dato il lavoro, non è mai per più di qualche giorno.



5) Questo è il tuo secondo libro che vede come protagonista il giovane Paolo e le sue formidabili doti, ci saranno altre avventure per lui?

Posso dire di si. Proprio in questo periodo sto completando il terzo romanzo che lo vede come protagonista. Essendo Mori il personaggio che ho creato per primo è anche quello cui sono più affezionato. La mia idea iniziale era quella di scrivere una collana di opere tutte incentrate su di lui anche se, ultimamente, sto pensando di fare spazio anche ad altri personaggi su cui sto lavorando. Ma è troppo presto per parlarne, è ancora tutto da definire. Staremo a vedere cosa ne pensano i lettori.



6) Qual è il tuo rapporto con i gialli nordici? Hai letto qualche libro o c'è un autore in particolare che ti piacerebbe leggere?

Poiché leggo molto ho avuto modo di leggere anche diversi gialli nordici. Stieg Larsson, Lars Kepler, Lars Rambe. Tutti autori che ho potuto apprezzare. Per noi italiani abituati a un clima più gentile e temperato l'idea di un mistero da sbrogliare tra neve e ghiaccio è sempre molto avvincente. Porta quell'atmosfera quasi unica che nel nostro territorio è molto difficile da trovare nella realtà. Ovviamente il grande successo di Larsson e la sua trilogia hanno contribuito enormemente alla diffusione di questa idea collettiva e ne sono molto felice. In fondo più si legge meglio è.

Fabio Santoro
Intervista a cura di Valentina Marcis






Di Fabio Santoro:

IL LIBRO - Un serial killer è tornato a fare vittime tra la popolazione di Londra dopo quasi due anni di digiuno. Un assassino inusuale e metodico che prende le vite di giovani donne lasciandole a giacere in un lago di sangue. Nessuna traccia o indizio ma un unico messaggio: una corona disegnata con il sangue delle sue vittime. Scotland Yard, dopo anni di caccia, non ha nessun punto di partenza...