Intervista a KEVIN WIGNALL






A tu per tu con l’autore

 

Oggi abbiamo il piacere di fare qualche domanda a Kevin Wignall, un autore britannico del quale, per i lettori di Thrillernord abbiamo letto e recensito “L’incidente svedese”.
1) Where would you draw the line between justice and revenge? Do you reckon the search for revenge to be just?

K: I think justice is what society needs, but revenge is what you need for yourself. Revenge isn’t just in the eyes of society, but it can be just in the eyes of the individual.

Quando, secondo lei, la giustizia diventa vendetta? Trova che la ricerca della vendetta sia giusta?

Io credo che la giustizia sia necessaria per la società, ma la vendetta è qualcosa di cui hai bisogno personalmente. La vendetta non è un concetto che rientra nell’ottica della collettività, ma può esserlo per il singolo individuo.

 

2)  How would you define a hero? Throughout the book we encounter two different types of hero: one that struggles to pursue truth and one that stays out of sight rather than in close contact with the lover. Which one best describes you?

K: Ha! There’s a little bit of me in both of them. We can all be heroes some of the time, in the right conditions, but no one is a hero all of the time. I guess it depends on what you’re fighting for.

Qual è la sua personale definizione di eroe? Nel libro se ne incontrano di due tipi, chi lotta per far emergere la verità e chi piuttosto che stare vicino ad una persona amata resta nell’ombra. In quale dei due si identifica maggiormente?

Ha! C’è un po’ di me in entrambi. In alcune situazioni per un certo tempo, potremmo tutti essere eroi, ma nessuno può esserlo per sempre. Io credo che dipenda molto dalla causa per cui combattiamo.

 

3)  Are the characters from the novel made up from scratch or partially reflecting any real life people?

K: Most are made from scratch. But as I said above, there’s a little bit of me in some of them. And a couple more are loosely based on people I’ve met or even friends. And the girl at the beginning is based on a girl I saw on a bus in northern Sweden, but I didn’t meet her – I just used the way she looked.

I personaggi del romanzo sono totalmente inventati o alcuni di loro hanno tratti caratteriali di persone della vita reale?

La maggior parte sono inventati, ma come dicevo prima, c’è un po’ di me in alcuni di loro. Un paio di personaggi sono vagamente ispirati a persone che ho conosciuto o ad amici. Per la ragazza all’inizio della storia  invece, ho tratto spunto da una giovane che ho visto su un autobus nel nord della Svezia, ma non conoscendola ho usato solo il suo aspetto.

 

4) According to you, is justice a universal concept or does it articulate to different circumstances or scenarios?

K: I think justice is something we construct to make life fairer than it really is, to protect the weak from the strong. But society is always changing, and so our idea of justice has to change with it.

Il concetto di giustizia ha una definizione universale oppure deve adattarsi a determinate circostanze o avvenimenti?

Io penso che la giustizia sia qualcosa che abbiamo creato per rendere la vita più giusta di quello che è, per proteggere i deboli dai forti. Ma la società è in continua evoluzione ed anche la nostra idea di giustizia deve adeguarsi a questi cambiamenti.

 

5)  How did you come to understand your vocation as a writer? Had you always dreamt to become one or was it a educated decision?

K: I was about seven when I understood that books are created by people, and from then on, I always thought I would one day be a writer. If you have the dream to be an artist of any kind (writer, painter, musician), I think you have to follow it.

Come ha capito che quello di scrittore sarebbe stato il suo destino? Ha sempre sognato di diventarlo o è una decisione maturata con il tempo?

Avevo circa sette anni quando ho realizzato che erano le persone a scrivere i libri e da quel momento in poi ho sempre saputo che un giorno sarei diventato uno scrittore. Se il tuo sogno è quello di diventare un artista di qualsiasi tipo (scrittore, pittore, musicista), allora devi realizzarlo.

 

6) The book’s plot is thrilling. When starting to write one, do you plan every detail of the story or do you let the episodes flow freely on the go?

K: Thank you. I don’t make lots of notes, but I let it develop in my head until the plot and the characters are as familiar to me as my own life. So when I come to write, it’s very quick.

La trama del suo libro è davvero avvincente, quando inizia a scrivere un nuovo romanzo ha già in mente ogni dettaglio della trama e ogni fatto è pianificato, o qualche episodio viene scritto nell’impulso del momento?

Grazie. In realtà io non scrivo molte bozze, ma lascio che le idee si sviluppino nella mia mente finché la trama e i personaggi non diventano quasi un tutt’uno con la mia vita. Così facendo, quando arriva il momento di scrivere, è tutto molto veloce.

 

7) Which nordic authors do you personally prefer?

K: There are so many! Yrsa Sigurdardottir is from Iceland and a beautiful writer. Antti Tuomainen is from Finland and also very good. Both are also friends of mine. But I like older nordic authors too, like Knut Hamsun and Tarjei Vesaas.

Quali sono i suoi autori nordici preferiti?

Ce ne sono molti!  Yrsa Sigurdardottir è una fantastica scrittrice islandese. Antti Tuomainen è un’altra bravissima scrittrice finlandese ed entrambe sono mie amiche.
Ma mi piacciono anche gli autori  autori nordici più classici come Knut Hamsun e Tarjei Vesaas.

 

A cura di Amanda Airola

(Traduzione di Manuela Fontenova e Anastasia Frollo)

 

Di Kevin Wignall su thrillernord:

Dan Hendricks è un ex agente della CIA, ora al soldo di varie agenzie straniere. Dà la caccia a pericolosi latitanti, li cattura, li consegna e si intasca il compenso. Non fa mai troppe domande e la sua migliore referenza è l’abilità con cui porta a termine ogni incarico. Quello di Dan è un lavoro delicato, dove si rischia la vita e dove può accadere che diverse persone possano volerti morto…