Intrigo ad Ischia




Recensione di Silvia Zucchelli

Autore: Piera Carlomagno

Editore: Centauria S.r.l., Milano

Genere: Thriller e gialli

Pagine: 197

Anno di pubblicazione: 2017

 

 
 

 

 

 


Ricorderò questo libro per due motivi: non avrei mai pensato di ridere così tanto nella lettura di un giallo o thriller, e proprio quest’estate sarò in vacanza ad Ischia. Mi auguro di non trovare un cadavere galleggiante nelle varie piscine termali che ha l’hotel in cui alloggerò…Sì, il primo ritrovamento è quello di una donna in piscina. Mina, vedova Scotto De Falco, famiglia importante e facoltosa, proprietaria appunto dell’Hotel Makadi e di molto altro. In questo Hotel si svolge una parte delle vicende del libro. Mina, anni prima, si è risposata con Sasà Filangieri, sciupafemmn, bell’uomo di un pezzo più giovane, biondo scuro con occhi verdi e sorriso che cattura, cacciatore di soldi e donne, autore di piccole truffe ai danni di turiste straniere. Punti a suo favore, da parte mia, perché canta Peppino Di Capri e non Gigi D’Alessio. La sua è un’entrata in scena da film, anzi, da telenovela. Amoreggia nel locale dispensa, invadendo la privacy del prezioso kefir messo a fermentare”…L’altra famiglia protagonista è quella degli Hofer, malviventi. All’inizio della storia troviamo l’arresto di Salvatore Hofer, che, non potendo partecipare al funerale della sorella morta per malattia, dirige il tutto dalla cella.Personaggio principale del romanzo è il Commissario di Polizia Ernesto Baricco, torinese di nascita ma in servizio a Napoli. E’ lui l’incaricato di indagare sulla morte di Mina, il cui corpo galleggia nella piscina dell’hotel di famiglia. Gli indizi ritrovati sulla scena del delitto sono perfettamente vacanzieri: un orecchino, un bikini rosso in un cespuglio, il tappo di una crema solare, il laccetto di una macchina fotografica.

Baricco viene descritto come un bellone, un Rambo, e a lui muore dietro il personaggio che io ho preferito fra tutti: donna Flora, la padrona di casa a Napoli, che gli ha affittato una camera minuscola, che poi gliene ha messo a disposizione una più grande e più bella, che gli cucina i suoi piatti preferiti, che si agghinda solo per lui, che ha atteggiamenti di una adolescente innamorata! Fantastico questo brevissimo dialogo: “Già di ritorno?”, “Eh, signora. Sono uscito solo 19 ore fa…”. Donna Flora addirittura arriva ad aggiungere una polverina magica al cibo teneramente preparato per il suo Commissario, per farlo cadere ai suoi piedi!

La suite deluxe numero 221 verrà ben presto trasformata in un ufficio di corrispondenza, in quanto in essa alloggia Annaluce Savino, giornalista del mattino, in vacanza sull’isola proprio in quei giorni. Al momento la donna passa inosservata, non rivelando la sua identità ed il suo ruolo. Ma ben presto entrerà in azione con carta e penna. Varie volte, durante il racconto, Annaluce pubblica in anticipo le novità sul suo giornale, prima che la polizia venga a conoscenza degli sviluppi relativi all’omicidio.

La situazione interna della famiglia Scotto De Falco è resa benissimo dal fatto che i suoi componenti si riuniscono prima intorno al denaro della defunta, all’apertura del testamento, e solo dopo intorno alla sua salma. Sasà, il vedovo, non è esattamente affranto… Fa amorevoli pensieri addirittura sul notaio!! Esatto, è donna, e per lui basta solo questo. Il testamento non favorisce nessuno in particolare, così non viene individuato un possibile movente. Ma è proprio in quel momento che avviene il secondo omicidio, a Napoli, in un luogo completamente diverso dall’Hotel Makadi.

La vittima viene trovata alla Stanza degli Specchi, uno stabile di Napoli in cui si organizzano partite a tombola “particolari”…. Si tratta di un bordello in cui “ragazze” offrono prestazioni. Ragazze? Eh… in realtà si tratta di trans. Confesso che in qualche frase mi sono un pochino persa tra i generi delle comparse, perché si parla sia al maschile che al femminile. Ma è un problema solo mio. Di recente sono stata una sera in un locale gay, invitata da una cara amica omosex, con presenza di ambedue i generi, ma non capivo assolutamente questo: chi era cosa!!! Il/la femminiello vittima è Patrizia, all’anagrafe Antonio Fusco.

Patrizia era innamorata del suo Principe, l’anello di congiunzione tra i due omicidi, cioè Vanni Scotto De Falco. Nessuno in famiglia è a conoscenza dei suoi orientamenti sessuali, e il secondo argomento dopo la tragedia della morte di Mina è: ‘o figlio ricchione.

Sono i ritrovamenti nella stanza della seconda vittima (la foto dell’ingresso di un punto dei sotterranei/rifugio di Napoli, la fotocopia di una mappa, e, udite udite, il disegno della piscina del primo omicidio) che portano alla soluzione dei casi.

Un gran bel giallino, frizzante, divertente, per niente lugubre! Le atmosfere mi hanno ricordato Agatha Christie! Mi verrà in mente senz’altro, il prossimo luglio, sull’isola di Ischia. Complimenti all’autrice per la caratterizzazione dei personaggi, e per il modo in cui si sdrammatizza il tutto. Perla di tutto ciò, secondo me, è la risposta alla descrizione del tragitto del corteo funebre della sorella di Hofer: “Ma che è? Il corteo della CGIL?”.

 

 

 

Piera Carlomagno


Piera Carlomagno, giornalista professionista, scrive su Il Mattino e cura la Comunicazione per alcuni Enti. Il suo ultimo romanzo giallo, “Intrigo a Ischia”, pubblicato da Centauria Libri nell’aprile 2017, ha vinto il Premio Speciale Giuria Costa D’Amalfi Libri e la Menzione Speciale Giuria Premio Giallo Garda III edizione 2017. “Le notti della macumba” (CentoAutori 2012), è stato finalista al Premio Tedeschi 2011, mentre “L’anello debole” (CentoAutori 2014) ha vinto il Premio Garfagnana in Giallo sezione ebook IV edizione (2014), il Premio Speciale Giuria Proviero Città di Trenta VII edizione (2014), il Premio Assoluto Casa Sanremo Writers V edizione (2015), il Premio Lomellina in Giallo V edizione (2015), la Menzione Speciale Giuria Premio Giallo Garda II edizione (2016). Il romanzo, scritto a otto mani, “Corte Nera”, pubblicato da Runa Editrice nel 2014, ha vinto il Primo Premio “Raccontami la Storia 2015”. Il romanzo breve “L’invito” (marzo 2016), passion-noir in ebook, è stato finalista al Premio Garfagnana in giallo sezione ebook VI edizione (2016). Nel 2013 ha vinto il Terzo Premio Carlo Levi della Fondazione Giorgio Amendola di Torino con il racconto “L’elettore”. Per l’attività di giornalista e autrice di romanzi ha ricevuto ancora i Premi Libri Meridionali (2014), Principessa Sichelgaita (2015) e la medaglia d’oro alla carriera dell’Associazione Giornalisti Salernitani (2017). Ha ideato e curato le antologie noir “I delitti della città vuota” e “I delitti della gelosia” (giugno 2016 e gennaio 2017). Altri racconti sono presenti in antologie. Ha scritto per il teatro il monologo: “Il giorno prima dellasentenza”, messo in scena al teatro del Giullare di Salerno nel febbraio del 2017. E’ presidente dell’associazione “Porto delle nebbie” che organizza “SalerNoir Festival, le notti di Barliario” e collabora con il Salerno Letteratura. Ha pubblicato guide turistiche. E’ laureata in Lingua e letteratura cinese e ha tradotto un’opera teatrale del Premio Nobel Gao Xingjian.