Io so chi sei




Recensione di Manuela Baldi


Autore: Paola Barbato

Editore: Piemme

Genere: thriller

Pagine: 516

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

SINOSSI: Sono passati solo due anni, e di tutto ciò che è stata non è rimasto nulla. Lena era brillante, determinata, brava a detta di tutti, curata, buona. Poi nella sua vita era entrato Saverio, e tutto era stato stravolto. Quel ragazzo più giovane, che viveva per essere contro qualsiasi regola, pregiudizio, conformità, l’aveva trasformata. E non erano solo i vestiti, i capelli, le parole. Era lei, le sue sicurezze, il suo amor proprio. Tutto calpestato in nome di un amore che agli occhi di tutti gli altri era solo nella sua testa. Il giorno in cui lui era finito in Arno, dato per disperso prima e per morto poi, qualcosa in Lena si era spento definitivamente. Sono passati due anni, e di Saverio le resta il cane Argo, che ancora la vive come un’usurpatrice, e un senso di vuoto dolente e indistruttibile. La sera in cui trova nella cassetta della posta un cellulare, Lena pensa che si tratti di uno scherzo, oppure di uno sbaglio. Ma bastano pochi minuti per rendersi conto che quell’oggetto può cambiare la sua vita. Perché i messaggi che arrivano, e a cui lei non può rispondere, parlano di cose che solo Saverio può sapere. E quindi è vivo. È tornato. Così, senza che Lena se ne accorga, quell’oggetto diventa l’unica linfa vitale a cui abbeverarsi, e non importa che i messaggi siano sempre più impositivi e le ordinino di commettere atti di cui mai si sarebbe pensata capace. Perché se lei farà la brava, lui rientrerà nella sua vita. O questo è ciò che pensa. Almeno fino a quando le persone che le stanno intorno cominciano a morire. E il gioco si fa sempre più crudele. E la prossima vittima prescelta potrebbe essere lei.

 

 

RECENSIONE

Ho avuto la possibilità di incontrare Paola Barbato grazie a Edizioni Piemme, che ha organizzato un pomeriggio di presentazione di Io so chi sei ai blogger. Paola ha prima mandato un saluto ai suoi lettori attraverso la diretta Facebook, poi si è prestata alle domande dei blogger presenti. Era la prima volta che la incontravo e sono stata colpita dalla sua disponibilità e dalle sue descrizioni.

L’autrice è stata molto diretta e precisa sulla protagonista del libro, Lena; più volte l’ha definita un’inetta e ci ha confidato che se il personaggio verrà detestato dai lettori, lei avrà fatto bene il suo lavoro.

Da circa metà libro in poi conosceremo Caparzo, il coprotagonista, un poliziotto che in certe situazioni non riesce a tenere a bada la Bestia che è in lui, ma a modo suo un poliziotto capace.

Paola Barbato, in un crescendo di suspense, descrive una storia complessa con una scrittura asciutta, senza sbavature. Raccontando un fatto banale che potrebbe accadere a chiunque, apre scenari che ci permettono di incontrare vari mondi: quello del lavoro, della famiglia, delle amicizie, degli animalisti, tutti declinati in varie gradazioni: da quelli “normali” a quelli estremisti. Perfino i rapporti con i vicini fanno parte di questa storia.

Paola, a tratti, sembra disegnare la vicenda, tanto al lettore è permesso “vedere” quanto succede, e in questo si intravede la sua professione di disegnatrice e sceneggiatrice.

Si viene portati a propendere per un colpevole piuttosto che per un altro e i colpi di scena sono ben architettati e descritti.

Il finale, non scontato, lascerà la voglia di conoscere il seguito, non dimenticandosi che il libro fa parte di una trilogia e che, come ci ha svelato l’autrice, sarà possibile leggere singolarmente i libri, poiché sono storie a sé stanti, ma alcuni dei personaggi di questo primo capitolo si troveranno anche negli altri, permettendo ai lettori più attenti di capire le relazioni fra un libro e gli altri.

 

 

Paola Barbato  (Scheda Autore)


Paola Barbato: classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d’adozione, prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani. Scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso, Non ti faccio niente e Io so chi sei (il primo titolo di una trilogia). Ha scritto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio.