Io sono già morto




(Recensione di Giusj Sergi)


Autore: David Unger

Traduttore: A. Colitto

Editore: Frassinelli

Pagine: 292

Genere: thriller

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

Guatemala, anni Settanta.

Guillermo Rosensweig è un giovane benestante, esponente della borghesia di Città del Guatemala. Destinato a ereditare il negozio del padre, Guillermo sente di volere qualcosa di più della vita di un commerciante, e dopo un’adolescenza passata tra viaggi, sesso e dissipatezze, si laurea in legge e diventa un brillante e ricco avvocato. Ispirato alla storia vera di Rodrigo Rosenberg, l’avvocato che nel 2009 fece in modo che dopo la sua morte venisse pubblicato un video su YouTube in cui denunciava i suoi assassini.

 

Fin dalle prime pagine incontriamo un uomo distrutto dal dolore e senza alcuna voglia di vivere e sappiamo dall’inizio che cosa lo porterà alla totale disperazione; partiamo preparati, eppure il romanzo riesce comunque a stupire e incuriosire.

Dopo un’introduzione in cui conosciamo il protagonista nel suo stato di prostrazione, risaliamo alla sua giovinezza, agli anni che determinano ciò che Guillermo diventerà nella vita. Fin da adolescente disprezza il lavoro del padre, un umile venditore di lampadari che desidera lasciare in eredità al figlio la sua attività. Guillermo si sente in trappola, perso e non capito, ma non sa cosa vuole fare della sua vita.

L’unica certezza è il disprezzo della povertà e della mediocrità e l’obiettivo che si pone, determinante per il percorso di studi che deciderà di affrontare, è il voler diventare ricco, apparire importante.

Uno scopo che riesce a raggiungere. Ancora molto giovane incontra la donna che diventerà sua moglie, Rosa, con cui metterà al mondo due figli e che sposa non per amore, ma per semplice attrazione, con la più totale superficialità.

Non c’è alcuna motivazione di fondo, gli sembra la cosa giusta da fare e decide così di sposarla, senza stare a pensare al futuro o alle conseguenze di un matrimonio senza amore. Comunica l’imminente decisione al suo migliore amico, che stupito gli domanda se realmente ama la ragazza, ma la sua risposta denota la mancanza di interesse per qualsiasi persona nella sua vita e il suo egocentrismo: “Amo guardarla e vedere come disprezza la feccia”.

Dopo il matrimonio e il trasferimento a New York per la prosecuzione degli studi, assistiamo al deterioramento di un rapporto che non è mai esistito, alla mancanza di morale di un uomo che, insoddisfatto della moglie, senza alcuno scrupolo, si porta a letto anche due amanti contemporaneamente, non curandosi nemmeno di usare contraccettivi o di ferire i sentimenti di alcuno.

Da qui ha inizio la sua totale dipendenza, la sua vita viene scandita esclusivamente dalla sua droga preferita: il sesso, che diventa il perno di ogni sua attività, la priorità su tutto.

Questo è il ritratto dell’uomo che vediamo crescere e subire un rovinoso declino.

Perché anche per un uomo a cui non importa nemmeno del benessere dei suoi stessi figli, arriva il momento in cui gli viene chiesto di saldare il conto.

Così Guillermo conosce l’unico e vero amore alla soglia dei 50 anni. E sarà questo sentimento illecito e totale a portarlo ad una ritrovata parvenza di umanità, alla riscoperta di emozioni mai provate e, allo stesso tempo, alle scelte che lo condurranno al declino e crollo di tutta la sua vita.

David Unger con la sua scrittura asciutta e priva di fronzoli, arriva dritto al punto senza giri di parole; ci fa conoscere ogni dettaglio, ma senza soffermarsi su nulla esplicitamente, senza sentimentalismi ma riportando i fatti. Non elogia il protagonista e nemmeno lo condanna, vuole raccontare la sua storia e lasciare a noi il giudizio.

Lo stile risulta efficace, in grado di trasportarti per mano insieme al protagonista fino ad un finale che ti lascia con un vuoto nello stomaco e tante domande senza risposta che ti frullano nella testa senza darti pace.

 

David Unger è nato in Guatemala nel 1950; oggi vive a Brooklyn e insegna al City College di New York. Scrittore e traduttore, ha vinto numerosi premi letterari.



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