Io sono libero




Recensione di Leonardo di Lascia


Autore: Francesco Barbi

Editore: La Corte Editore

Collana: Black & white

Genere: narrativa

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Geronimo studia filosofia alla Normale di Pisa ma sogna di fare il disc-jockey. Libero studia matematica e cerca di sfogare la sua rabbia nel pugilato. Gigio frequenta ingegneria, ha una madre soffocante e problemi di identità sessuale. Tiziano, detto il Ghigna, è stato cacciato da casa quando ha smesso di frequentare la scuola superiore. Anima nera del gruppo, tira avanti spacciando coca, fumo e pasticche. Durante un sabato sera incappano in un posto di blocco della Polizia e fanno l’unica cosa che possono per far sparire le 15 pasticche che hanno con loro: le ingoiano tutte. L’euforia per lo scampato pericolo cede presto il passo alla preoccupazione per aver ingerito una dose eccessiva di ecstasy. Lo sballo arriva con violenza e i ragazzi non perdono solamente i freni inibitori ma anche la concreta percezione della realtà. Crimine e sangue irrompono nella vita dei protagonisti, che si trovano costretti ad affrontare un problema più grande di loro e a ripensare in modo profondo la loro condotta esistenziale. Tra equivoci, improbabili soluzioni e paranoie, i quattro ragazzi vivranno la notte più folle della loro vita, cercando di escogitare un modo per tirarsi fuori dai guai. Ma il loro piano avrà una sola controindicazione: se fallisce, rischiano di lasciarci la pelle.

 

Recensione

Dopo anni di silenzio Francesco Barbi torna con un libro che segna uno stacco con il passato, abbandona il genere fantasy e si cimenta in un genere non identificato, un libro che ha diverse influenze, dal pulp, al noir, alla narrativa.

Un viaggio interiore ed esteriore dei protagonisti, quattro giovani ragazzi alla ricerca di una loro identità. Geronimo, Libero, Gigio e Tiziano il Ghigna, colui che ha maggiore influenza nel gruppo. Era un sabato sera votato alla sballo, fino a quel posto di blocco, dove lo sballo si è dovuto anticipare, infatti i quattro, per evitare di avere problemi con la giustizia, ingollano tutte le pasticche. Da questo momento in poi inizia un viaggio parallelo per i quattro protagonisti.

Tutto quello che era stato in quel momento viene messo da parte e inizia una nuova dimensione interiore dettata dagli eccessi e dalla violenza.

Un libro che fa riflettere e che tratta in modo estremo i problemi di tutti i giorni. La visione sarcastica e sopra le righe della narrazione dà uno slancio non indifferente al libro e crea una forte empatia tra la storia e il lettore.

Lo stile di Barbi è sempre riconoscibile, con la sua immediatezza nel dire le cose e quel suo modo di scrivere molto tagliente e penetrante. La parte più interessante del libro è il cambiamento che subiscono i ragazzi prima e dopo il fatto e la concentrazione di tutta la vicenda nell’arco di ventiquattro ore.

Un autore da scoprire, per chi non lo conoscesse, e un libro che sicuramente resterà negli anni.

 

 

 

Francesco Barbi


Nato nel 1975 a Pisa, dove vive tuttora, è laureato in Scienze Fisiche e insegna matematica e fisica nella scuola superiore. Con Baldini Castoldi e Dalai Editore ha pubblicato L’acchiapparatti e Il burattinaio, entrambi tradotti in olandese.