Recensione di Laura Piva

 

Autore: Pierre Lemaitre

Editore: Mondadori

Pagine: 357

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2015

 

 

 
 

 

 

Una volta sul luogo di un delitto, i più giovani, inconsciamente, cercavano con gli occhi il punto in cui è avvenuta la morte.
I più esperti cercavano la vita. Ma lì era impossibile.
La morte aveva invaso ogni spazio, persino lo sguardo dei vivi, impregnandolo di incredulità.

Camille Verhoeven, capitano della squadra omicidi della polizia criminale di Parigi, giunge sulla scena di un crimine a Courbevoie.
Si tratta di un duplice ed efferatissimo delitto e con dettagli difficili da decifrare, ma l’assassino ha lasciato una firma ed un messaggio inequivocabile scritto su un muro col sangue di una vittima: SONO TORNATO. I riflettori dei media sono puntati sull’operato della polizia e il protagonista viene messo sotto pressione dato che sta per diventare padre e che l’amatissima moglie Irène reclama le sue attenzioni.

Grazie ad una brillante intuizione, Verhoeven capisce che ad animare questo serial killer è la volontà di riprodurre omicidi narrati in grandi classici della letteratura noir.
Ma dietro al delirio del killer c’è anche qualcos’altro… e Verhoeven stesso rischia di diventare una marionetta nella sue mani.
Irène è l’opera prima di Pierre Lemaitre ed è il primo capitolo di una trilogia di romanzi thriller che hanno per protagonista il comandante Camille Verhoeven, che nonostante l’handicap, (è alto solo un metro e quarantacinque centimetri , a causa di un’ipossia fetale dovuta al tabagismo sfrenato della madre), arriva ad occupare, grazie al suo acume, posizioni di prestigio nella Polizia Criminale della capitale francese.

Lo stile della prosa è molto elegante e raffinato, anche se a tratti un po’ complesso.
I personaggi, principali e comprimari, sono tutti ben delineati e caratterizzati da manie e peculiarità curiose che inducono il lettore a provare simpatia. La storia, anche se non del tutto originale, si dipana in maniera piuttosto imprevedibile e stupisce continuamente, in un crescendo di tensione che culmina nelle ultime pagine del romanzo. Il lessico è molto crudo e le scene raccontate sono per palati decisamente forti.

Non nego che alcune pagine particolarmente cruente mi hanno messa a dura prova e mi hanno turbato molto.
A mio avviso questo romanzo è un thriller di grande classe ed intensità emotiva che non può mancare nella libreria di un appassionato di questo genere letterario.

 
 
 

Pierre Lemaitre 


Nato a Parigi il 19 aprile del 1951. Ha insegnato per molti anni letteratura, ed è approdato tardi alla carriera di scrittore e sceneggiatore.