L’ ipotesi del male




(Recensione di Simona Sireus)


Autore: Donato Carrisi
Editore TEA
Pagine: 426
Genere: THRILLER
Anno Pubblicazione: 2013 

 

 

Mila Vasquez, agente che lavora nell’ufficio persone scomparse, si trova coinvolta nell’indagine di alcuni atroci delitti commessi proprio da alcune di esse che avevano fatto perdere le proprie tracce addirittura da vent’anni. Nelle indagini Mila si avvale della collaborazione di Simon Berish, poliziotto specializzato in psicologia criminale, evitato e malvisto dai propri colleghi.Quando leggo un libro mi incuriosisce sempre il senso del titolo e ne ricerco il significato tra le pagine. Questo romanzo ruota attorno all’agente che si occupa delle persone scomparse in un ufficio chiamato il limbo le cui pareti sono disseminate di loro fotografie.
La trama richiama un pensiero che forse tutti abbiamo avuto, che per alcuni è ricorrente fino all’ossessione e che altri riescono a concretizzare: quello di sparire, di dare un taglio netto alla propria vita e ricominciarne una nuova. Ed è nella ricerca di questa nuova vita che alcune persone rimangono inghiottite nel buio.

Alcuni degli scomparsi di cui si occupa Mila riappaiono, ma cambiati: il male li ha trasformati e tornando mettono a segno delitti che appaiono come vendette. Molti sono gli interrogativi ai quali Mila deve rispondere per risolvere il caso: dove sono state queste persone per vent’anni? Chi le ha aiutate a sparire? Perché sono tornate? Qual è il male che le ha trasformate in crudeli assassini? Qual è l’ipotesi da seguire e che la porterà a dipanare la matassa di mistero? Chi è Kairus, il signore della buonanotte?
Quello che Mila deve scovare è i più temibile dei colpevoli perché agisce in modo subdolo, entrando nella psiche delle persone fragili per influenzarne i pensieri inducendoli a cambiare vita e a porre in atto tremendi crimini al posto suo.

Ci sono molti personaggi nella storia che vengono presentati fin dalle prime pagine per poi trovare, nel corso della vicenda, la propria collocazione come fossero tessere di un puzzle, anche il personaggio che poteva sembrare marginale.

Tutti sembrano tormentati dal passato e dai suoi fantasmi. Anche Mila e Simon, il collega reietto che l’aiuta nelle indagini, non sono immuni da un oscuro passato che condiziona la loro vita attuale: incapacità di rapportarsi con gli altri, mancanza di empatia e autolesionismo sono le conseguenze del proprio vissuto. La scrittura è scorrevole e carica di suspense, i toni sono cupi, l’intreccio ben studiato e ricco di colpi di scena dove nulla è come appare e la protagonista deve decidere di chi può fidarsi.

Tutta la storia è narrata senza una precisa localizzazione ambientale e temporale.
E’ una scelta dell’autore.
che difficilmente perdono in quanto mi piace sempre che la trama del libro venga arricchita da particolari geografici, culturali e storici; lo considero un valore aggiunto. In questo caso però ho avuto l’impressione che la loro assenza rafforzi ancora di più i toni cupi e le ambientazioni sempre al limite dell’oscurità. Per chi non avesse letto Il suggeritore ne consiglio la lettura prima de L’ipotesi del male avendo per protagonista la stessa Mila ed essendoci continui riferimenti ad esso nella storia.

Il finale, un po’ sospeso a causa di un’ennesima sparizione, potrebbe far pensare ad un seguito. Chissà!.

 

Donato Carrisi  su THRILLERNORD