La bellezza rubata




(Recensione di Mariasilvia iovine)


Autrice: Laurie Lico Albanese

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Traduzione: Maria Baiocchi

Pagine: 360

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

RECENSIONE: Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit (A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà) recita il motto della Secessione viennese: alla fine del XIX secolo, la capitale dell’Impero asburgico risplende delle opere di Gustav Klimt, Egon Schiele, Otto Wagner e gli altri. In questi anni, fondamentali per lo sviluppo culturale dell’Europa, ma oscurati dal serpeggiare dell’antisemitismo, Adele Bloch-Bauer è la giovane erede di una ricca famiglia di imprenditori ebrei. Per la società del tempo è quasi impossibile che una donna sia indipendente, ma Adele è nata per essere libera: “Non farti ingabbiare” la prega il fratello Karl dal letto di morte, quando è ancora una bambina, e da adulta ripenserà spesso alle sue parole, leggendo libri di medicina, studiando la filosofia, la letteratura e, soprattutto, l’arte.

Il suo rapporto con Gustav Klimt, del quale sarà amante e musa ispiratrice, porterà alla creazione di Giuditta I e Adele Bloch-Bauer I, due dei quadri più importanti di sempre: in particolare, il ritratto che rappresenta la sua simbolica incoronazione a regina di Vienna sarà al centro della vita della nipote prediletta, Maria Viktoria Altmann.

Fuggita dalla città natale a causa delle persecuzioni naziste, Maria sarà spogliata di tutti i suoi beni come gli altri membri della famiglia Bloch-Bauer, emigrati nel Regno Unito e poi in America.

Ottenere la restituzione del quadro di Klimt diventerà quindi un simbolo di giustizia, benché parziale e tardiva, nei confronti delle vittime del nazismo e soprattutto una lotta personale di Maria per la libertà di Adele e per tutto ciò che lei ha rappresentato.

Il romanzo si basa su fatti reali, già raccontati al grande pubblico in più occasioni: al di là delle cronache e dei documentari durante i vari gradi di giudizio affrontati dalla famiglia, già nel 2012, un anno dopo la morte di Maria Altmann, Anne-Marie O’Connor ha pubblicato The Lady in Gold, dal quale è stato tratto il film Woman in Gold (2015), con Helen Mirren, Ryan Reynolds e Daniel Brühl. Nonostante la storia sia nota e la ricostruzione di Laurie Lico Albanese abbia aggiunto, per sua stessa ammissione, alcuni dettagli di fantasia, La bellezza rubata resta un meraviglioso affresco della vita nella Vienna imperiale: l’arte, l’erotismo, gli ideali di una donna straordinaria come Adele Bloch-Bauer fioriscono dalle pagine del romanzo ed è impossibile non innamorarsi della sua forza e del suo grande cuore.

I capitoli dedicati alla zia si alternano con quelli dedicati alla nipote, la cui vita, segnata da odio e violenza, è anche una storia di speranza e amore per la libertà.

 

 

Laurie Lico Albanese


Laurie Lico Albanese collabora con il New York Times e il Chicago Tribune, dove scrive di viaggi. Cresciuta a Long Island, si è laureata alla New York University e vive con il marito a Montclair (New Jersey). Oltre a La bellezza rubata (Stolen Beauty), il suo primo libro tradotto in Italia, ha pubblicato Lynlle by the Sea (2000) e Blue Suburbia (2004); con Laura Morowitz è autrice del romanzo The Miracles of Prato (2010).

 

 

A cura di Mariasilvia Iovine

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