La campana d’Islanda




Recensione di Leonardo Di Lascia


Autore: Halldór Laxness

Traduzione: Alessandro Storti

Editore: Iperborea

Genere: narrativa

Pagine: 608

Anno di pubblicazione:2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Il periodo più buio della storia d’Islanda, soggiogata dal regno danese e martoriata dalle carestie, quando un giorno d’estate di fine Seicento il boia del re, su ordine di Copenaghen, porta via l’antica campana di Þingvellir, che da sempre veglia sulle assemblee dell’Alþingi e sulla vita della nazione, e poi viene trovato morto. Comincia così la picaresca avventura del contadino Jón Hreggviðsson, povero diavolo e irriducibile canaglia, zotico e poeta abituato ad affrontare ogni avversità declamando versi arguti e rievocando le gesta dei suoi avi vichinghi, che si ritrova accusato di omicidio. Pedina di una partita fra intrighi politici e ideali più grandi di lui, Jón intreccia la sua sorte a quella dell’amore impossibile tra la bellissima Snæfríður «Sole d’Islanda» e l’erudito Arnas Arnæus: lei ambita figlia di un potente eppure inafferrabile ribelle, con l’indole femminista delle eroine delle saghe, pronta a cadere in disgrazia pur di decidere per se stessa; lui votato alla missione di raccogliere tutti i preziosi manoscritti dell’età antica, preservando la poesia con cui il suo popolo riscatterà l’onore perduto. Il genio narrativo di Laxness racconta l’anima di un Paese e la sua lunga lotta per l’indipendenza attraverso questi tre indomiti, memorabili personaggi, accomunati da un’ostinazione cieca, a un tempo epica e grottesca, che li eleva a grandi eroi tragicomici. Combinando humour e pathos romantico in una vivida ricostruzione storica che a tratti si popola di orchesse e rune magiche e si colora di leggenda, La campana d’Islanda è il romanzo-monumento di una nazione, considerato tra i capolavori della letteratura nordica del Novecento.

 

Recensione

La campana d’Islanda è il capolavoro assoluto scritto da Halldór Laxness, premio Nobel nel 1955. Definirlo un libro è riduttivo, questa è un’opera letteraria un viaggio storico-politico in una Islanda mai raccontata e mai vista.

Siamo nel 600 quando da Copenaghen arriva l’ordine di portare via la Campana di Pingvellir.

La storia gira intorno ad un personaggio dal nome particolare: Jón Hreggviðsson, che viene accusato di omicidio.

E quando uno viene accusato di omicidio cosa fa? Scappa!

Iniziano da questo momento una serie di vicende per discolparsi da questa accusa. La sua dipartita si intreccia con l’amore tra la bellissima Snæfríður e Arnas Arnæu, studioso di libri antichi. Il loro amore travagliato porta alla scelta di Arnas di non sposare la bella amante e di aver amore solo per i testi antichi. La giovane Snæfríður, ferita nel cuore e nell’orgoglio decide di sposare un riccone del tempo, Magnus, dedito all’alcool.

Laxness attraverso le vicende di questi tre personaggi ci racconta la situazione socio politica dell’Islanda, e della sottomissione nei confronti della Danimarca. Ci racconta come il popolo Islandese, si lascia calpestare dal gigante più forte e da come la poca solidarietà tra il ceto più povero, fa insinuare la forza degli oppressori.

Il popolo Islandese però, non si arrende e lotta fino allo stremo delle forze, Lexness prova un grande amore per la propria terra e questo testo lo evidenzia in tutta la sua forma: riesce a mettere in risalto pregi e difetti dell’Islanda e degli islandesi, senza mai nascondersi dietro ad un ditto.

Una terra difficile abitata da gente difficile

Un libro che tutti dovrebbero leggere con occhio critico e con lo spirito di voler conoscere qualcosa di nuovo.
 

 

Halldór Laxness


Halldór Laxness: Premio Nobel nel 1955, Halldór Laxness (1902-1998) è considerato il grande maestro della narrativa islandese del Novecento. Viaggiatore infaticabile, trapiantato in America per anni, è venuto in contatto con le principali correnti culturali del nostro tempo. Le sue opere più famose sono Gente indipendente e Il concerto dei pesci, entrambe pubblicate da Iperborea, oltre a L’onore della casa, La base atomica e Sotto il ghiacciaio, Sette maghi. La sua ultima opera pubblicata da Iperborea è La campana d’Islanda.

 

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