La casa del diavolo




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Nicola Rocca

Editore: Enneerre

Genere: Thriller

Pagine: 227

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 


Sinossi.  Entrò in casa e si chiuse la porta alle spalle.

Fu aggredito da un ricordo. Il viso cinereo di Sofia, l’ultima volta che l’aveva vista.

Prima di murarne il cadavere.

L’uomo sentì la rabbia montargli dentro, come un vortice impazzito.

“Eccomi, lurido bastardo!” gridò. “Sono tornato!”

L’eco delle parole rimbombò nel soggiorno.

“Tutti i nodi vengono al pettine. È solo questione di tempo.”

L’uomo si guardò attorno, studiando la prossima mossa.

“E ora quel tempo è arrivato.”

Ancora un passo, in quella casa sconosciuta. Sotto la pelle l’onnipotenza di chi non ha più niente da perdere.

“Sono tornato” ripeté. “E sono qui per ucciderti!”

C’è qualcosa di strano nella casa del vecchio Ardemagni.

Quella villetta è la tana del demonio?

Ardemagni se la dà a gambe, facendosi ricoverare in una clinica psichiatrica.

Meglio pazzo che posseduto!

L’abitazione viene acquistata da una coppia di coniugi.

Tutto tranquillo, per qualche tempo.

Quando la donna viene ritrovata morta, però, le parole del vecchio tornano a galla, risuonando nella testa dell’unico indagato: il marito della vittima.

“I veri pazzi sono fuori”

Alda Merini

 

 

Recensione

La casa del diavolo è un grande thriller, perché fa rimanere il lettore sulle spine fino all’ultimo, proprio come deve fare un thriller, che stimola il lettore e gli dà un senso di inquietudine che rimane finché la nebbia si dirada e la soluzione diventa palese davanti ai suoi occhi. Per far questo, l’autore divide il romanzo in brevi capitoli che hanno il compito di non abbassare l’attenzione del lettore, pur riportando tutti i particolari utili al ragionamento.

La casa del diavolo è un thriller psicologico, perché segue da vicino le sensazioni dei due personaggi principali, che sono ignare pedine di un gioco subdolo. Segue le loro paure, i loro ragionamenti che cercano di essere razionali mantenendo una certa lucidità, per timore di sconfinare nel sovrannaturale, perché chi parla di quell’argomento viene considerato un pazzo. Solo perché la società è diventata così fredda da non credere più in quello che non può vedere o perché molta gente ha talmente paura di ciò che non conosce da sistemare l’ignoto nel silenzio, per evitare che esso possa influire nella vita di ognuno! Chi ci crede e ne parla, come il signor Ardemagni, viene considerato un fuori di senno e viene rinchiuso.

Nella vecchia casa Ardemagni succedono cose strane, verificate solo da chi vi abita, non ci sono altri testimoni; quindi, da una visione esterna, si potrebbe intuire che Luciano Ardemagni, che ha una certa età, possa avere problemi senili. Effettivamente l’autore è talmente bravo che fa confondere il lettore facendolo cadere in una trappola di dubbi. E per essere più sicuro di non far trovare al lettore una semplice soluzione, complica la situazione mettendo in una condizione impossibile un altro personaggio, Paolo Nobili.

A questo punto il lettore fa uno stop e torna indietro riflettendo sulle informazioni che ha. Nell’ombra si nasconde il risultato di qualcosa di orrendo, che racchiude un misto di odio interiore ̶ che porta a concludere tragicamente la ricerca di amore ̶ condito da una esaltante schizofrenia che distrugge la vita e la mente dei malcapitati. Il thriller si tinge anche di giallo, perché i delitti e i personaggi attorno a essi sono raccontati in modo esauriente.

L’autore, inoltre, lascia in sospeso dei pensieri che vengono ripresi nel capitolo successivo o dopo qualche capitolo, e questo accresce la suspense perché è come se il lettore cercasse di afferrare qualcosa, ma senza riuscire ad avere la chiarezza di cosa sia fino al dissolversi della nebbia. La fine del libro, che arriva troppo presto, perché il libro si divora, è diversa da molti altri finali e per questo si apprezza anche di più visto che, di solito, si leggono finali triti e rivisitati.

Complimenti all’autore e buona lettura!

 

 

 

Nicola Rocca (Scheda Autore)


Nicola Rocca nasce a Bergamo il 23 settembre 1982 e vive a Carvico. Nel dicembre del 2013 esordisce nel mondo della narrativa con “FRAMMENTI DI FOLLIA” (Editrice GDS), un’antologia di racconti thriller/noir (finalista al Premio Giuseppe Matarazzo 2013). Nell’estate del 2014 pubblica “CHI ERA MIO PADRE?” (Silele Edizioni), il suo primo romanzo thriller, che nel gennaio del 2015 scala le classifiche di Amazon, rimanendo in vetta per più di tre settimane. A quel punto decide di provare la strada del self-publishing, pubblicando alcuni brevi racconti esclusivamente in formato digitale (Cold Case; L’unica soluzione possibile; Un ragazzo sveglio, Un impellente bisogno). Soddisfatto, sceglie di continuare sulla strada del self anche per LA MORTE HA L’ORO IN BOCCA, il suo secondo romanzo. DUE GOCCE D’ACQUA è il suo terzo romanzo.

A cura di Marianna Di Felice

marisullealidellafantasia.blogspot.it