La casa del manoscritto…




La casa del manoscritto maledetto

Recensione di Loredana Gasparri


Autore: Claudio Aita

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Narrativa storica

Pagine: 352

Data di pubblicazione: 6 giugno 2019

 

 

 

 

Sinossi. Geremia Solaris ha cinquant’anni ma non ha ancora rimesso in sesto la sua vita: si attribuisce la colpa per la morte della moglie, non riesce a pubblicare il suo romanzo e la bottiglia di Chianti è l’unica amica fedele che gli è rimasta. Un giorno incontra un avvocato che intende assumerlo per conto di un uomo misterioso. Incuriosito, Geremia lo segue in una villa nel circondario di Firenze e qui incontra il conte Guidi, prossimo a morire, ma deciso a ritrovare suo figlio, sparito in circostanze misteriose. Il conte sostiene che è stato ammaliato da una giovane donna, che deve averlo indotto a svuotare il conto in banca e fuggire. Ma la presenza di Geremia è cruciale perché nell’appartamento dell’uomo è stato rinvenuto il Libro delle Evocazioni, un antico manoscritto di magia nera. Il conte teme che l’incolumità di suo figlio sia a rischio e vuole ricorrere alle abilità di Geremia per ritrovarlo. Lo ritiene, infatti, l’unico in grado di decifrare l’antico volume. Quello che Geremia non sa è che accettare significherebbe, una volta ancora, mettere la sua vita in grave pericolo.

 

Recensione

Se pensate a Firenze come il faro luminoso di arte, cultura e storia che brillò da solo e ineguagliato nell’Umanesimo e nel Rinascimento, avete ragione.

Se pensate che lo fosse sempre e comunque, e la sua luce artistica fosse anche simbolo di rettitudine e onestà, no. In questo romanzo viene fuori un lato insospettabile di Firenze, talmente contrario al faro di luce di cui sopra, da indurre a pensare che qualcuno si sia messo in testa di attribuire atrocità infernali alla capitale dell’arte solo per calunniarla!

Ammetto che per un momento mi ha sfiorato questo pensiero, ma sono poco obiettiva quando si tratta di questa città che ammiro molto e che conosco poco, in concreto.

La casa del manoscritto maledetto, con questo titolo così drammatico da film horror, è il punto di partenza e il capolinea di un viaggio beffardo di scoperta del profondo inferno nero della città più bella del mondo. Il passeggero e Cicerone al tempo stesso è Geremia Solaris, esperto conoscitore e decifratore quasi infallibile di codici medievali, nonché proprietario di una vita a pezzi, svuotata e quasi annegata nel Chianti.

L’incarico di ritrovare il figliolo perduto e traviato dalla bella tentatrice del nobiluomo prossimo alla dipartita, è anche l’occasione per ritornare in sella, recuperare non solo denaro, ma anche credibilità e autostima. Tuttavia, qualcosa suono storto e malvagio, all’orecchio allenato di Geremia. Ha un certo passato alle spalle. Ha già incrociato persone pericolose, abituate a stare nell’ombra per maneggiare e proteggere segreti secolari e spaventosi. Talmente spaventosi da piombare nel blasfemo, nella malvagità più pura, nella negazione stessa della vita.

Se siete attratti dall’aura di mistero antichissimo e irrintracciabile che permea la massoneria e certe sette/organizzazioni più o meno coeve e non proprio dedite al Bene, e se non vi spaventa andare in cerca di verità terribili, allora questo libro fa per voi. L’autore è un esperto di storia medievale, ha uno stile scorrevole, a tratti ironico (Geremia e il suo tormentatissimo rapporto con il Chianti ne è un esempio), sempre molto professionale e rispettoso. E ha una capacità che non tanti autori di questo genere possiedono: trasferisce la sua competenza e le sue conoscenze al suo personaggio principale.

Nel momento in cui Geremia si ritrova a decifrare simboli complicati o riprodotti volutamente mancanti, a scovare coordinate camuffate brillantemente in testi e immagini, sentiamo che è lui che lo sta facendo.

Il personaggio diventa autorevole, allora, e noi lettori lo ascoltiamo con attenzione, quasi cedendo alla tentazione di chiedergli: dicci di più sull’argomento, per favore!

L’autore sorride compiaciuto e lascia che sia lui a condurre il gioco fino alla fine.

E che fine!

A cura di

Loredana Gasparri

delfurorediaverlibri,blogspot.com

 

Claudio Aita


Figlio di emigranti, ha vissuto tra il Friuli e la Toscana, dove attualmente risiede. È un esperto di Storia della Chiesa e Storia medievale, oltre che musicista, scrittore ed editore nel settore dei Beni culturali. È autore di due testi di successo sui rapporti fra religione e cultura alimentare. La Newton Compton ha già pubblicato Il monastero dei delitti.

 

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