La cattiva strada




Recensione di Annalisa Tomadini


Autore: Sébastien Japrisot

Traduzione: Simona Mambrini

Editore: Adelphi

Genere: Romanzo

Pagine: 220

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 
 
 

Sinossi. Questa è la storia di un amore. Un amore indomabile, travolgente. E innanzitutto proibito. Quello che lega un ragazzo appena quattordicenne a una suora che di anni ne ha ventisei. La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti e senza moralismi, da uno scrittore che all’epoca ha solo diciannove anni. In questo romanzo dotato di una grazia quasi prodigiosa (e che inevitabilmente ci fa pensare a un altro romanzo, pressoché perfetto, opera di un adolescente: Il diavolo in corpo di Radiguet) percepiamo, tra Denis e suor Clotilde, una tensione erotica palpabile, bruciante: e ogni qualvolta ci sono loro due, soltanto loro due, la pagina è come illuminata. Gli altri – genitori, autorità scolastiche, gerarchie ecclesiastiche – faranno tutto quanto è in loro potere per opporsi a quell’amore. Ma non vi è migliore risposta dell’epigrafe apposta al libro dall’autore stesso: «Credi nel tuo Dio se puoi, ma credi soprattutto nella vita. Se la tua vita dimentica il tuo Dio, tieniti stretta la vita…». Non è un caso che Emmanuel Carrère abbia definito Japrisot «un grande scrittore», «uno dei più originali del suo tempo».

 

 

Recensione

Questo romanzo, a leggerne la trama in fretta – un adolescente e una giovane monaca si innamorano al primo sguardo, nella Parigi degli anni Quaranta – dovrebbe essere molte cose.

Dovrebbe essere un romanzo su un amore difficile. Dovrebbe essere un romanzo su un amore scabroso. Dovrebbe essere un romanzo su un amore effimero, superficiale, destinato a spegnersi presto.

Ma l’autore, nonostante o forse a causa della sua giovane età – è lui stesso quasi ancora un adolescente quando lo scrive – spazza via tutti questi “dovrebbe”.

Perché l’amore tra Denis e suor Clotilde, entrambi assolutamente inesperti della vita, è semplicissimo: si incontrano, si guardano come nessuno mai prima li aveva guardati, si innamorano, vogliono viversi, fanno di tutto perché accada. Il loro amore non è scabroso, o lo è solo per gli altri, quando viene scoperto.

Per loro è “solo” amore, non c’è la trasgressione, alla base, ma solo la spinta dell’uno verso l’altra, impossibile da vincere.

C’è la passione, sì, completamente nuova per entrambi, eppure così facile, anche questa, così totalmente naturale, così come dovrebbe essere sempre, insomma, in un mondo perfetto.

Malgrado le difficoltà siano enormi e loro solo un ragazzo attaccabrighe con dei genitori un po’ assenti e una giovane suora che non ha mai praticamente vissuto nel mondo fuori dal convento, riusciranno a vivere questo amore appieno, complice lo scoppio della guerra che scompagina tutto e una forza inaspettata che li spinge a osare l’inosabile, con sotterfugi un po’ ingenui, forse, ma che danno frutto.

Dall’esterno non ci metteranno molto, in realtà, a stanare questo amore che basta a se stesso.

Ad ogni lettore la decisione se credere che il pesante intervento degli “altri”, sarà bastato a porvi fine o, invece, a renderlo eterno.

Un romanzo splendido, delicato e appassionato insieme.

 

 

Sébastien Japrisot


Sébastien Japrisot: pseudonimo anagrammatico di Jean-Baptiste Rossi (Marsiglia, 4 luglio 1931 Vichy, 4 marzo 2003), è stato uno scrittore, sceneggiatore e traduttore francese. Nato in una famiglia di origine italiana, si diplomò al Lycée Thiers di Marsiglia. Trasferitosi a Parigi, per studiare alla Sorbona (che non ha mai terminato), pubblicò nel 1950, a 19 anni, il suo primo romanzo, Les Mal Partis. Per quanto da alcuni apprezzato, il libro però non vendette granché, ma venne subito tradotto negli Stati Uniti, dove fu un successo. Si mise a tradurre (anche con lo pseudonimo Robert Huart) in francese dall’inglese Clarence Mulford, Jack Trevor Story (il romanzo adattato da Alfred Hitchcock in La congiura degli innocenti), Louis L’Amour, Tom J. Hopkins, James Beardsley Hendryx, ma soprattutto Il giovane Holden e Nove racconti di J.D. SalingerGrazie all’incontro con il produttore Pierre Braunberger (promotore con la società “Les Films de la Pléiade” della nouvelle vague francese) cominciò anche a lavorare nel cinema. Girò diversi cortometraggi. Scrisse poi il giallo Compartiment tueurs (1962), subito adattato al cinema da Costa-Gavras. Anche i successivi Piège pour Cendrillon (1963) e L’Été meurtrier (1977), sono stati sceneggiati da lui per il grande schermo. Con La Dame dans l’auto avec des lunettes et un fusil, leÉditions Denoël inaugurarono una collana. Nel 1975 girò il lungometraggio Les Mal Partis (tratto dal proprio romanzo). Dopo lunghe pause, tornò alla letteratura con L’Été meurtrier (1977) e poi con Un long dimanche de fiançailles (1991).