La congiura dei monaci…






(Recensione di Emanuele Bavetti)


Autore: Carmelo Nicolosi De Luca

Editore: Newton Compton Editori

Pagine: 384

Genere: Thriller

Anno pubblicazione: 2017

 

 

Palermo.

Un antiquario, proprietario di una libreria di testi antichi, viene brutalmente assassinato. Il colpo mortale è inferto da un pugnale che pare risalire al 1500. Dopo qualche giorno, nella tranquilla Firenze, viene ucciso un collezionista di libri d’epoca. Lo strano dettaglio è che l’arma del delitto è un pugnale identico a quello dell’omicidio siciliano. Stessa sorte tocca a un operaio che si occupa dei lavori di restauro nella basilica di San Domenico a Palermo: il suo corpo viene rinvenuto privo di vita. Le indagini portano ben presto a una scoperta sconcertante: l’esistenza di una setta, nata in Italia alla fine del 1400, ma sopravvissuta fino ai giorni nostri, quella dei Frateschi. I suoi adepti sono fedeli all’insegnamento di Girolamo Savonarola, il frate predicatore, e cercano da secoli il testamento che egli affidò ad alcuni discepoli prima di essere arrestato. E se tutti i delitti fossero legati a quel manoscritto? La scia di sangue, intanto, sembra destinata a non arrestarsi. Chi muove i fili dell’intricato complotto che affonda le sue radici in tempi lontanissimi?

 

L’autore ci presenta un caso strano, quasi fuori dal nostro tempo.

Un uomo, un libraio specializzato in testi antichi, viene trovato ucciso con un pugnale conficcato nel petto, un pugnale con l’impugnatura a forma di croce e colorata di rosso. Inizia così un’indagine che ci porta a spasso per l’Italia, tra Palermo, Firenze e Roma.

Il mistero si infittisce sempre più con il secondo omicidio: a Firenze un collezionista di libri antichi viene trovato ucciso con la stessa modalità.

Sergio Nato, giornalista di 26 anni con il piglio da investigatore, cerca di trovare delle risposte, ma quando scendono in campo i pezzi da novanta c’è poco spazio per lui che tenta comunque di infilarsi nell’inchiesta con l’aiuto della poliziotta Laura Novelli.

Carmelo Nicolosi De Luca descrive in modo preciso le indagini, seguendo passo passo i pensieri dei poliziotti incaricati del caso: Giovanni Barraco ed Ettore Midiri assieme ai propri uomini.

Giovanni Barraco, vicequestore di Palermo e capo della squadra mobile, è un osso duro e insieme a Ettore Midiri, questore di Roma, porta avanti l’inchiesta con perizia e qualche volta con piccoli escamotages per trovare le prove necessarie per chiudere il caso.

Una vicenda che ha origini che si perdono nella notte dei tempi e coinvolgono anche il Vaticano e Monsignor Cattaneo che si rivela un ottimo consigliere e si presta a indagare.

L’indagine porta a una rivelazione: una setta creduta estinta, quella dei Frateschi, cerca di vendicare il martirio di Giacomo Savonarola, ucciso a Firenze nel 1498; una setta che non si fa problemi a uccidere persone innocenti e a ideare un piano che riporterebbe agli onori della cronaca quel delitto di quasi 400 anni prima con un evento spettacolare quanto terribile.

Dietro ai coltelli con le croci rosse e a uno strano monaco fluttuante ci sono uomini insospettabili che tramano una vendetta che ripagherà le sofferenze del Domenicano.

Le indagini sono difficili e l’autore ha il merito di tenere il lettore attaccato alle pagine per scoprire chi si nasconde dietro questi efferati delitti.

Un caso che rimane aperto fino all’ultimo, quando finalmente ci viene rivelato il vero volto del capo di questa setta di fanatici che aveva ramificazioni in tutta Italia.

Un bel romanzo, con i fili che si intrecciano, si annodano e si snodano senza mai perdersi nelle pagine scritte da Carmelo Nicolosi De Luca.

Ci si arrabbia assieme a Barraco e Midiri quando le cose sembrano non andare da nessuna parte, ci si affeziona a Sergio e Laura e ci si da un colpo in fronte quando si capisce chi c’è dietro a tutti questi delitti e finalmente ci si può rilassare.

Un thriller attuale, avvincente e che ha radici storiche ben descritte.

Bevanda consigliata: un buon vino rosso, corposo.

 

 

Carmelo Nicolosi De Luca, nato a Catania, ma vive a Palermo, dove scrive per il «Giornale di Sicilia». Ha lavorato 23 anni per il «Corriere della Sera». Ha curato inchieste e servizi da Europa, Asia, Africa, Medio Oriente, Sudafrica, Americhe, intervistando molti personaggi che hanno fatto la storia mondiale, tra cui Nelson Mandela. Si è dedicato solo al giornalismo fino a pochi anni fa, quando è ritornato alla vecchia passione di scrittore, pubblicando L’Italia degli inganni. Il genere che preferisce, però, è il thriller. L’autore è stato insignito, nella sua carriera, di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

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