La danza infelice






(Recensione di Sabrina De Bastiani)


Autore: Alessandra Pepino

Editore: Atmosphere libri

Collana: Biblioteca del giallo

Pagine: 359

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

SINOSSI

Una gelida mattina di Gennaio quella in cui il cadavere di Leonardo Mancini, allenatore di una piccola squadra di calcio, viene rinvenuto orrendamente mutilato all’interno di una palestra incassata tra i vicoli bui di Napoli. Pochi giorni più tardi, la macabra scoperta: le dita della vittima vengono ritrovate all’interno dell’antico Cimitero della Fontanelle. In quelle stesse ore, si scopre che le mura di una casa abitata da un’anziana ossessionata dalla religione celano un terribile segreto. Per l’ispettore Jacopo Guerra e i suoi colleghi inizierà il conto alla rovescia per tentare di risolvere un rompicapo in cui il mondo dei vivi sembra costantemente confondersi con quello dei morti, e scoprire chi e perché possa essersi spinto fino al punto di violare uno dei principali luoghi di culto della città. Una lotta contro il tempo, al termine della quale nessuno di loro potrà più dirsi lo stesso.

 

RECENSIONE

La danza infelice è senza ombra di dubbio un giallo. Anzi, un gran bel giallo. Di quelli che ti restano appiccicati, che ti stimolano a voler capire. È un giallo veloce, originale, una continua scoperta di indizi senza essere confusionario, fino al finale sorprendente e letteralmente impossibile da indovinare, pur se magnificamente congruo.

Le indagini per l’efferato assassinio di un allenatore di calcio, Leonardo Mancini, irreprensibile, solitario, tutto casa, figlia autistica e campo da calcio, coinvolgono la squadra omicidi di un Commissariato napoletano, guidata da Jacopo Guerra, già protagonista dei precedenti romanzi di Alessandra Pepino.

Sin dalle prime battute, si viene catturati dall’abilità dell’autrice nell’aver strutturato il romanzo in brevi capitoli ciascuno “interpretato” da uno dei protagonisti. Cambia pertanto il punto di vista, cambia la direzione delle indagini, seguiamo un’intuizione di Jacopo Guerra ed immediatamente, nel capitolo successivo, Valeria Aveta mette sul piatto una nuova scoperta che riapre lo scenario, che poi cambia ancora perché il medico legale Guida, nel capitolo seguente, introduce elementi nuovi e cosi via, in un gioco ad incastro, in una sorta di caccia al tesoro, che fa di questo libro una lettura coinvolgente e attiva, viva.

Ed è proprio la VITA, anche se sembra paradossale visto il genere e le tematiche affrontate, l’assoluta protagonista e la cifra di Alessandra Pepino.

Credo infatti che l’unicità di questa Autrice stia nella sua felice intuizione di lasciar parlare ed agire la vita, scevra da ogni tipo di effetto speciale pirotecnico.

Ci affezioniamo subito ai personaggi, nessuno escluso, in quanto ci parlano della loro quotidianità, delle loro debolezze. Siamo noi. Siamo noi, in ufficio a sbrigare pratiche e sbrogliare tensioni ed eventi personali, siamo noi cassieri, parrucchieri, bancari, che svolgiamo il nostro lavoro e che abbiamo anche un privato, dei pensieri, scelte da fare.

Jacopo Guerra, Claudia Vitagliano, Valeria Aveta, Antonio Colangelo, Gennaro Rizzo, Iolanda Scapece, il “Commissario” Immobile, sono poliziotti, ma di fatto siamo noi. Persone.

La danza infelice, dicevo, è si un giallo. Ma il suo valore aggiunto sta nell’essere anche molto di più. Sta nella realtà che pervade ogni riga, nelle reazioni umane, cosi fortemente e veracemente umane. Sta nella vita privata, che è parallela ma che per forza di cose irrompe nel lavoro, condizionando animi e umori e viceversa.

Il suo valore aggiunto sta, non da ultimo, in Napoli, scenario che spacca il cuore, nel bene e nel male e che rende plausibile e possibile l’esistenza di talmente tanta vita in mezzo a tanta morte:

… Napoli è così, sempre piena di gente che si dà il gomito, che si spintona, in preda a una febbre sotterranea che però non scoppia mai. C’è una caligine vischiosa al di là del parabrezza, un cielo diviso tra stracci di nuvole che si rincorrono contendendosi la scena.

Quanto mette in scena Alessandra Pepino è si una Danza nelle sue simmetrie e geometrie perfette, nella coralità e nei contrappunti.

Ma nel risultato è tutt’altro che infelice. Sia nella scrittura, brillante ed incisiva, che nei contenuti; nella bellezza e nel rispetto infuso nei rapporti uomo/ donna, sia in qualità di colleghi, che nelle relazioni private.

Cerco una donna con il tuo stesso senso del dovere, una che sa qual è l’inclinazione giusta di un sorriso e che non si tira indietro di fronte alle difficoltà. Cerco una donna che abbia i tuoi occhi e la tua stessa capacità di parlarmi senza mai farmi sentire inferiore.

Messaggi importanti, che arrivano, restano e vincono sul buio. Perché, e qui prendo in prestito parole di Nicky Persico, un singolo petalo di fiore profumerà sempre più di un’intera montagna di merda.

Chapeau.

Alessandra Pepino su thrillernord

Alessandra Pepino, residente a Napoli dove è nata nel 1985, è laureata in comunicazione e specializzata in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale. Attualmente si divide tra la sua attività commerciale e il suo primo amore, la scrittura, prediligendo cimentarsi col noir e con il giallo, anche se non disdegna misurarsi con altri generi. Cattivi presagi è il suo primo romanzo. Il ladro dei ricordi prosegue la serie con l’ispettore napoletano Guerra.