La devota




Recensione di Giuditta Pontini


Autore: Koethi Zan

Traduttore: Alberto Pezzotta

Editore: Longanesi

Pagine: 400

Genere: Romanzo

Data di pubblicazione: 31 Maggio 2018

 

 

 

 

 

 

SINOSSI. Julie e Cora. Due donne agli antipodi. Due vite completamente diverse, due menti diverse, due substrati sociali opposti. Julie è una studentessa modello, ed ha tutto: una famiglia affettuosa che ha sempre investito nella sua educazione e nella sua istruzione, un fidanzato che la adora, un corpo ed un viso da sogno, tanti amici e tanti followers sui social network. È la ragazza che tutte vorrebbero essere. Cora invece, trentacinque anni mal portati, non ha niente e non ha mai avuto niente. Un vita nomade nei sobborghi delle cittadine più sperdute d’America, notti insonni in un caravan fatiscente che passa da un sordido campo nomadi ad un altro, un padre vittimista, alcolizzato e violento. E poi un marito completamente psicolabile, che promette di salvarla quando, invece, la trasporta semplicemente da un inferno ad un altro. Due vite che sembrerebbero destinate a non incontrarsi mai. E invece, quando quel pazzo di James rapisce la giovane Julie per farne la nuova adepta dei suoi deliri schizoidi ed allucinatori, Cora si ritrova questa ragazza in casa. E deve nutrirla. Deve controllarla. E, naturalmente, pur tenendola segregata, deve far si che sopravviva. Altrimenti andrà a finire come molte altre volte…. Cora detesta la propria vita, detesta questa fattoria sperduta in mezzo al nulla, ma, soprattutto, detesta questa ragazza, che rappresenta tutto ciò che lei non è mai stata. E fa di tutto per togliere a Julie tutto ciò che lei sentiva di meritare, ma che non le è mai stato concesso. Eppure, quando dietro lo sguardo bovino di Cora, la sua giovane vittima intravede qualcosa, le cose incominceranno, molto lentamente, a cambiare. Il rapporto fra le due donne diventa un qualcosa di poliedrico, di ibridamente strano, di forte e di pericoloso. Due donne agli antipodi, legate a doppia mandata dal filo del destino e da quello, forse ancora salvabile, della loro sopravvivenza…

 

 

 

 

RECENSIONE

Attesissimo ritorno di Koethi Zan che, nel 2014, con il suo primo romanzo “Dopo”, ha venduto milioni e milioni di copie. E attesissimo ritorno nient’affatto deludente, aggiungerei io. Il primo punto che vorrei sottolineare in merito allo stile di questa autrice è che è straordinariamente brava a dare forma alle sue trame.

I suoi romanzi sono come quadri semplici, che iniziano con uno stile monocolore e con trame che appaiono banali se non scontate, ma poi, lentamente, si vanno ad arricchire di tutti quegli elementi che, a mio parere, rendono un libro degno di essere letto: le vicissitudini fattuali dei personaggi e, soprattutto, le loro caratterizzazioni psicologiche. Se si va in una libreria, e si prende in mano questo libro, di primo acchito si pensa: e bonn, è il solito romanzetto sulla ragazza rapita dai due psicopatici. Ce ne sono a milioni, di libri del genere.

Errore cognitivo enorme. Mai farsi ingannare dalla cornice. Questo libro è un’escalation non solo di elementi fattuali, che rendono la trama entusiasmante e tengono il lettore appeso a un filo, ma anche di elementi psicologici che, unendo presente e passato in una linea continua, vanno a determinare evoluzioni mentali dei personaggi veramente interessanti. Magistrale anche la tecnica utilizzata dall’autrice per “confondere” il lettore, e tenerlo incollato a sé; pagina dopo pagina.

Koethi Zan fa iniziare questa storia con Julie, la ragazza rapita. Parte da lei. Dai suoi pensieri, dalle sue aspettative, dal suo terrore cieco quando si ritrova improvvisamente dentro a un furgone puzzolente e poi prigioniera in una cella, con tanto di sbarre alle pareti. Alla mercé di due psicopatici. Un pazzo con manie di onnipotenza religiosa e la sua “DEVOTA”. Una donna brutta, trascurata, quasi bovina, che sembra una marionetta nella sue mani.

A questo punto, la Zan incomincia, lentamente, ad alternare il punto di vista di Cora a quello di Julie. E, attraverso questa alternanza, realizza una linea di congiunzione fra le psicologie di queste due donne. Julie, che inizialmente piange, urla, si dispera, si macera le unghie prendendo a pugni le pareti, sviluppa la consapevolezza che, per sopravvivere, c’è un’unica possibilità: cercare di entrare nella mente malata della propria carceriera, iniziando a pensare come lei.

Capire cosa può aver ridotto un essere umano normale ad annullare la propria identità in nome di concetti deliranti e paranoidi. Sfondare la corazza di abnegazione che Cora ha sviluppato nei confronti del marito, forse per proteggere il proprio io da qualcosa di ancora più tremendo. Così, Julie inizia a studiarne i gesti, i movimenti, i guizzi degli occhi. E si rende conto che, forse, quella donna non è sempre stata una stupida, pingue, delinquente zotica… Contemporaneamente, anche Cora studia la propria vittima. Inizia ad analizzarla.

La detesta. Si chiede il perché e si dà inizialmente la risposta più scontata. Perché Julie è giovane, bella, istruita. Non una derelitta, un cane randagio senza casa e senza padrone. No. Questa ragazza NON è MAI STATA UNA CORA QUALSIASI. Invisibile. Maltrattata. Non amata. Bullizzata dai pochi “amici” che una volta aveva pensato di aver trovato sul proprio infausto cammino. Ma poi era arrivato James. Voce calda, mani forti. E la promessa di salvarla… A questo punto, l’incantesimo del libro è compiuto.

Il lettore non riesce più a staccarsi, perché l’avida penna di Koethi ha inserito, negli anfratti dei brevi e logoranti momenti fra la Devota e la sua prigioniera, un ulteriore piano temporale: quello del passato di Cora. La trama diventa una linea da cardiopalma. Su-giù-a metà strada-velocemente su-bruscamente giù. I piani temporali, presente-presente- passato-passato di queste due donne si intrecciano sempre più velocemente alla situazione madre della prigionia. Le immagini scompaiono e ricompaiono nella mente del lettore in un’alternanza frenetica di spazi e tempi. Passato e presente si fondono, si amalgamano, forgiando l’essenza di questi due personaggi.

Cominci il libro soffermando la tua attenzione emozionale esclusivamente su Julie. Finisci il libro rendendoti conto che hai quasi pianto. Ma non per Julie. Per Cora. Le tratteggiature psichiche di questo personaggio sono così interessanti che creano nel lettore un cambiamento emotivo di rotta, senza che lui se ne renda conto.

Un libro potente che, attraverso minuziose descrizioni di sentimenti, pensieri, reazioni e stati d’animo, si sofferma su temi di psicologia sociale interessantissimi: la destrutturazione e il plasmare l’Io debole, gli effetti a lunga gittata dei traumi infantili, la sindrome di Stoccolma, l’alterazione pressoché totale della realtà nell’Io schizofrenico. Interessantissimo l’implicito richiamo alla “Family” di Charles Manson, evidente nei discorsi deliranti di James sulla Devozione e sul “Regno”.

Un piccolo capolavoro. Incalzante e crudo, ma anche malinconico e a tratti poetico. Una capacità di intreccio magistrale nella sua fluida semplicità. Da leggere!!!!

 

 

 

Koethi Zan


Koethi Zan è nata in un piccolo villaggio dell’alabama e si è poi trasferita a New York per frequentare l’università. Per oltre quindici anni ha svolto la professione di avvocato presso gli uffici legali di case di produzione cinematografiche, televisive, teatrali e, recentemente, pressomMtV. Attualmente vive nello stato dimNew York col marito e le figlie. Dopo, il suo romanzo d’esordio(Longanesi 2014) è stato tradotto in oltre 20 Paesi ed è stato per parecchie settimane nella top ten in Inghilterra e Germania. Negli Stati Uniti ha conquistato critica e lettori.