La donna dei fiori di carta




(Recensione di Simona Sireus)


Autore: Donato Carrisi
Editore: Tea
Pagine: 169
Genere: Noir
Anno Pubblicazione: 2012

 

 

La storia raccontata in questo libro ha il suo esordio da tre domande:
Chi è Guzman?
Chi sono io?
Chi era l’uomo che fumava sul Titanic?

 

Le risposte si rincorrono tra le pagine: nel racconto di un prigioniero italiano e nell’ascolto di un medico da campo austriaco. Il contenuto del racconto sono le avventure di un affabulatore di storie, da quando, bambino, inizia a lavorare in una lavanderia a quando si innamora passando per i suoi viaggi, le sue esperienze e infine la sua misteriosa scomparsa.

Lo scenario è quello della prima guerra mondiale, alle pendici del Monte Fumo, sulle Dolomiti, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1916 nel mezzo di uno scontro fra l’esercito italiano e quello austriaco. Nella stessa notte di quattro anni prima il transatlantico Titanic affondava durante il viaggio inaugurale e un uomo, Otto Feüerstein, fu visto per l’ultima volta fumare un sigaro sul ponte della prima classe. Nella stessa data, il medico Jacob Roumann compie gli anni.

Che attinenza esiste tra i tre fatti?

Di sicuro nulla succede per caso: il prigioniero italiano, di cui non si conosce l’identità, prende spunto dal compleanno del medico per raccontare la storia di Guzman che, si scoprirà, è legata anche alla tragedia del Titanic. Il medico è inviato dal suo superiore a trascorrere la notte col prigioniero per carpirgli informazioni riguardo la propria identità nella speranza di poter effettuare uno scambio con un ufficiale appena fatto prigioniero.

La vera motivazione del medico però consiste nel desiderio di riuscire a salvare almeno una vita umana, lui che quasi sempre perde la partita con la morte e quando la vince e riesce a salvare qualche soldato, quello spesso trova la morte nello scontro successivo. Il medico ne è talmente angosciato che ha preso l’abitudine di annotare su un libretto nero, da cui non si separa mai, le ultime parole dei soldati che muoiono nonostante le sue cure.

Questo è, senza dubbio, diverso dagli altri libri di Carrisi: si discosta dal suo stile narrativo sia per la trama che per la struttura e io lo definirei con un unico sostantivo: perfetto. Delicato come una poesia, preciso come una fotografia, intrigante come una magia; a metà tra il noir e il romanzo storico dove il mistero affascina ancora di più proprio perché reale.

In tutto questo il valore aggiunto è, in un clima di guerra e tragedie umane, la ricerca dell’amore come filo conduttore.
Carrisi dà nuovamente prova di una scrittura eccellente: la prosa è fluida, seducente, delicata ma ricercata e il risultato è che questo piccolo libro in realtà è un piccolo tesoro …

 

Donato Carrisi  su THRILLERNORD