La donna della cabina…




Recensione di  di Amanda Airola

Autore: Ruth Ware

Editore: Corbaccio

Pagine: 368

Genere: Thriller

Anno pubblicazione: 2016

 

 

 
 

 

 

“Non è successo niente, qui sei al sicuro, smetti di cercare.”

Lo Blacklock è una giornalista di viaggi in attesa di un avanzamento di carriera e quando le viene offerta l’opportunità di sostituire il suo capo in una crociera inaugurale non osa rifiutare.
Anche se proprio in quei giorni la sua vita è stata scombussolata da avvenimenti infelici.

Lo è convinta che questa crociera non solo la aiuterà a far finalmente carriera ma anche a schiarirsi le idee sulla sua vita.
Dopo tutto le si prospetta un viaggio favoloso, a bordo dell’Aurora Borealis, una nave di lusso con solo pochi ospiti di alto livello.

Ma fin da subito si renderà conto di essere precipitata in un incubo orrendo.
La prima sera a bordo viene svegliata da uno strano rumore, affacciandosi al parapetto le pare di scorgere un corpo di donna che affonda nelle gelide acque del Mare del Nord. Presa dal panico inizia ad indagare su quanto accaduto alla ragazza della cabina a fianco che solo poche ore prima aveva incontrato per caso. Ma pare che nessuno voglia crederle. Quella ragazza sembra non essere mai salita a bordo, nessuno manca all’appello e il capo della sicurezza insinua anche in lei il seme del dubbio, sta forse diventando pazza?

In un susseguirsi di colpi di scena conosceremo un’eroina diversa dal solito.
Una donna che non solo deve cercare una verità pericolosa dove altri sembrano scorgere solo fantasie, ma che soprattutto deve combattere contro i suoi demoni.
Una rosa di personaggi le cui personalità sono appena accennate aiuta a mantenere intatto l’alone di mistero, ognuno è sia un potenziale alleato che un possibile nemico.

La solidarietà femminile viene messa in gioco in un caleidoscopio di emozioni contrastanti dimostrando quanto a volte una donna sotto un abile velo di trucco possa nascondere più di un volto.
Un punto di forza di questo romanzo, che a mio parere rischia di passare inosservato, è l’anticipazione di alcuni fatti che avverranno sulla terra ferma, facendoci capire quanto una semplice imbarcazione possa diventare un mondo a sé stante.

Fin dalle prime pagine ci si ritrova con un senso di inquietudine addosso, esattamente come quando si ha la sensazione di essere osservati da qualcuno, catapultandoci nei panni di Lo che si ritrova a dover affrontare un assassino nascosto che la incalza senza mai rivelarsi.

I fatti si svolgono in un ambiente circoscritto creando un effetto claustrofobico e coinvolgente, perché non sempre l’isolamento dal resto del mondo rappresenta la sicurezza.

Ogni volta che i nostri sospetti sembrano aver trovato la giusta strada compare un nuovo pezzo del puzzle che ci sconvolge totalmente, costringendoci a rimettere tutte le carte in tavola. Pagina dopo pagina il romanzo mantiene un ritmo incalzante che tiene il lettore incollato al libro.

Il finale all’inizio può apparire banale e addirittura frettoloso ma quando ormai siamo convinti di essere arrivati al punto, un ultimo travolgente colpo di scena spazza via ogni preconcetto rivelandoci un finale a sorpresa che colma le piccole lacune che credevamo ormai prive di importanza.

 
 

 

Ruth Ware


Ruth Ware è cresciuta a Lewes, East Sussex. Dopo una giovinezza trascorsa a leggere Agatha Christie, Dorothy L. Sayers, Josephine Tey, non è sorprendente che abbia deciso di fare la scrittrice di gialli.