La donna della palude




Le indagini dell’ispettore Tian

Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Martin Long

Editore: TRE60

Traduzione: Francesca Gimelli

Genere: Thriller

Pagine: 360

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

Sinossi. Tian Haifeng, l’ispettore capo dell’ufficio di pubblica sicurezza di Nanjing, ha ormai visto così tanti omicidi da non riuscire più a tenerne il conto. Eppure i resti mummificati di una donna estratti da una torbiera nella regione dello Xinjang catturano la sua attenzione. Il corpo è irriconoscibile, ma i tratti somatici appartengono indiscutibilmente a una donna di origini caucasiche. Purtroppo, il corpo viene distrutto da un incendio e con esso scompare ogni prova della sua esistenza. Insospettito da ordini superiori che gli imporrebbero di chiudere in fretta l’indagine, Haifeng decide di occuparsi comunque del caso. Presto comprende di aver portato alla luce molto più di una semplice mummia: i tratti caucasici della donna attesterebbero la presenza di colonizzatori ben prima dell’arrivo dei cinesi, un vero smacco per la propaganda governativa. Ma quando nuovi scavi portano alla luce mummie dai tratti somatici cinesi, Tian Haifeng capisce di essere coinvolto in un torbido intrigo politico dove la posta in gioco è altissima – forse troppo per un semplice ispettore. Ma la verità non può rimanere sepolta ancora a lungo…

 

Recensione

Cosa farebbe un governo dittatoriale se vedesse sfumare la possibilità di imporre il proprio potere per gli anni a venire?

E se cadesse tutta la sua politica per una scoperta storico-scientifica senza precedenti?

Coprirebbe in tutti i modi la verità!

Soprattutto in Cina dove il governo muove i fili e le marionette eseguono.

Nel bel mezzo di un’indagine per corruzione di un uomo “d’affari” che sapeva come convincere le persone restie ad accettare i suoi dictat, viene ritrovata da un contadino una mummia. Purtroppo per quest’ultima non era cinese, ma europea e questo al governo non piace.

L’ispettore capo dell’ufficio di pubblica sicurezza di Nanchino, Tian Haifeng che ha risposto alla chiamata non di sua competenza solo perché si trovava vicino al posto della scoperta, viene ammaliato dalla mummia e credeva che gli affidassero l’indagine, ma nessuna indagine viene aperta anzi, il caso che non era nemmeno un caso doveva essere chiuso velocemente. La corruzione è come una piovra dai lunghi tentacoli che si insinua ovunque, in qualsiasi ministero, in ogni luogo di lavoro, in ogni persona corruttibile e obbliga queste ultime a eseguire ordini categorici dietro laute ricompense.

Chi fa muovere le persone come se fossero burattini sa come renderle duttili alla propria volontà, per questo Tian si ritrova davanti un muro difficile da scalare, fatto di omertà e immoralità. Ma l’ispettore capo ha un problema, è determinato  a far emergere la verità e a nulla valgono gli avvertimenti e i rimproveri del suo capo Hu Tang che teme i poteri forti e che per questo motivo cerca di salvare Haifeng dai loro artigli che sarebbero diventati taglienti nel momento in cui l’ispettore azzardasse l’ennesimo contrasto.

A volte però il destino è beffardo e nella lontana terra dello Xinjiang l’ispettore capo trova quello che non si aspettava. Dopo aver perso l’indagine per corruzione affidata all’agente Jin Yun, che lo aiutava all’insaputa del capo, decide di seguire gli ordini e di allontanarsi per un po’ addestrandosi con l’antiterrorismo, ma la sorte risveglia in lui la voglia di seguire il caso della mummia. L’uomo che ha comprato un oggetto trafugato nello scavo dov’era stata trovata la mummia si trova proprio nello Xinjiang. Provato da dolori passati, abbattuto da un sistema al quale non importa il bene dei cittadini, ma pensa ad imporre sempre più la dittatura, stupito dalla crescente occidentalizzazione della gente e dalla disparità tra ricchi e poveri, sceglie di onorare una mummia incontrata in una piovosa giornata in un pezzo di terra melmoso.

In una terra nuova lontana da Nanchino dove il braccio di Pechino cerca di coprire la scoperta ricattando, uccidendo e malmenando chi capitava tra le sue spire, l’ispettore incontra due persone che diventano suoi amici e che lo accompagneranno nella sua pericolosa avventura.

L’autore dà un quadro preciso della Cina e del suo governo dittatoriale attraverso la sua scrittura complessa, ma intensa. Tra storia e colpi di scena, tra descrizione e differenziazione della popolazione han, cinese, e uigura, islamica stanziata nel nord-ovest della Cina, considerata terrorista solo perché non si sottomette al governo di Pechino la storia fa provare diversi stati d’animo al lettore, soprattutto rabbia e tensione.

Il lettore prova gli stessi stati d’animo del protagonista e alla fine crede di poter trovare una perfetta rivincita, ma dovrà attendere. Si devono attendere i tempi giusti per svelare la verità!

Buona lettura.

 

 

 

A cura di Marianna Di Felice 

marisullealidellafantasia.blogspot.it

 

Martin Long


Martin Long, per anni a capo del dipartimento di studi superiori di Lingue a Parigi, è ora uno scrittore a tempo pieno. Grande amante della cultura cinese, parla Mandarino fluentemente e da quindici anni viaggia per la Cina, tra grandi città, piccoli villaggi e comunità rurali, in cerca di materiale per i suoi romanzi. La donna della palude è il primo libro della fortunata serie dedicata alle indagini dell’ispettore Tian.

 

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