La donna di Oslo




Recensione di Matteo Maggio


Autore: Kjell Ola Dahl

Traduzione: Giovanna Paterniti

Editore: Marsilio

Genere: Thriller/Giallo

Pagine: 400

Anno di pubblicazione: 2021

Sinossi. “Nel 1942, Ester Lemkov e una giovane ebrea che partecipa alla lotta contro loccupazione tedesca distribuendo a Oslo la stampa clandestina. Quando il padre viene arrestato nella sua bottega di orologiaio, Ester capisce che il suo ruolo non e più un segreto per la Gestapo e scappa, trovando rifugio in Svezia. A Stoccolma, diventa il contattodi Gerhard Falkum, eroe della resistenza accusato di aver ucciso la moglie, al cui fascino finisce per cedere. Ma non passa molto tempo, che Falkum è dichiarato morto in un incendio. Qualcuno ha tradito, di nuovo; e, di nuovo, Ester e sfuggita per un soffio a una tragica fine. Venticinque anni dopo, Falkum riappare improvvisamente nella capitale norvegese: sta cercando sua figlia, quella bambina nata durante la guerra che aveva dovuto abbandonare per salvare la pelle. Ma dov’è stato per tutto quel tempo? E qual e la vera ragione per cui ha deciso di tornare? Anche Ester, che dopo la fine della guerra aveva lavorato per lintelligence israeliana, e rientrata in Norvegia. E adesso, il passato la incalza: le informazioni alle quali ha avuto accesso come spia gettano nuova luce sulla figura di Falkum, costringendola a un difficile confronto, che per la terza volta potrebbe mettere a rischio la sua vita.”

Recensione

Dove sono finiti detective Gunnarstranda e Frolich?

Estrano non vederli sulle pagine di un thriller di Kjell Ola Dahl che, per la prima volta, mette da parte i due detective della polizia di Oslo per scrivere un buon romanzo (o thriller? o giallo? o racconto di spionaggio?). Insomma, nelle 400 pagine dello scrittore norvegese c’è un pò di tutto.

I temi di certo non mancano per confluire in unico e sommo interrogativo:

perché Gerhard Falkum torna ad Oslo 25 anni dopo la morte di sua moglie Ase?

Gerhard o Geir o Gary (classica tripla identità da racconto di spionaggio) è dovuto scappare da Oslo per rifugiarsi nella vicina Stoccolma in piena seconda guerra mondiale, non un fatto strano dato che il nazismo iniziava a dilagare anche da quelle parti.

Ad aiutarlo ci sarà Ester cara amica della defunta moglie che lavora per la legazione norvegese, unorganizzazione mirata ad aiutare gli esuli oltre confine.

Una Ester che anche lei è dovuta fuggire dagli orrori del nazismo dopo che la sua famiglia è stata rapita dalla Gestapo.

Non aspettatevi però un romanzo incentrato sul nazismo, il tutto è mirato alla conoscenza dei protagonisti ed alla risoluzione dei vari enigmi.

Dahl decide di argomentare la vicenda con continui flashback: si passa infatti dal periodo della guerra a quello più tranqullo degli anni 60. Si salta da Oslo a Stoccolma con una velocità tale che con landare dei capitoli risulta un pò difficoltoso legare le varie situazioni.

Dahl è comunque bravo ad assottigliare man mano i personaggi passando da una sorta di presentazione iniziale ad un ritmo un pochino più serrato verso metà racconto.

Personalmente avrei caratterizzato meglio alcuni protagonisti, soprattutto Ester che in più di unoccasione ho trovato fredda ed ambigua.

Ttutto sommato siamo comunque di fronte ad un buon romanzo, mirato più agli appassionati di giallo e spionaggio piuttosto che a quelli del nazismo.

 

 

 

Kjell Ola Dahl


Kjell Ola Dahl: nato a Oslo, è sempre stato considerato il più raffinato autore di polizieschi della Norvegia. La sua serie, venduta in 14 paesi, è stata premiata con il Riverton Prize, il Brage Literary Prize, il Glass Key e il Martin Beck Award.

 

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