La donna senza memoria




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Anthony Mosawi

Traduzione: Federica Garlaschelli

Editore: Longanesi

Genere: fiction

Pagine: 295

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

Sinossi. La bambina ha soltanto dieci anni. Quando la trovano, è immersa in una vasca di deprivazione sensoriale: non sente niente, non vede niente ma indossa delle cuffie collegate a un registratore che le trasmette sempre lo stesso messaggio: «Il mio nome è Sara Eden». I suoi ricordi non esistono più, il passato è un enigma. Le resta soltanto il suo nome e qualche indizio frammentario: una vecchia collana e una polaroid che ritrae uno sconosciuto, con un appunto scritto a mano: «Non ti devi fidare di quest’uomo».La bambina ora è una donna e ha qualche certezza in più. Sa che qualcuno le sta dando la caccia, ma non sa chi. Sa soltanto che non si fermeranno mai. Sa che l’unica possibilità che le resta è trovare l’uomo della polaroid, lo sconosciuto di cui non dovrebbe fidarsi, per tentare di ricomporre i frammenti del suo passato. E sa che c’è qualcosa di oscuro, in quel passato, che la rende pericolosa. Perché Sara Eden potrebbe essere una vittima, ma potrebbe essere anche un’assassina. L’unica cosa che sa per certo è che non può credere a nessuno.

 

Recensione

“La donna senza memoria” è un romanzo rocambolesco e malinconico. Pieno di azione e di adrenalina, ma colmo di malessere, di solitudine e di vuoto.

“La donna senza memoria” è tutto ciò che io non mi aspettavo da questa lettura. Mi immaginavo un romanzo psicologico sulla ricerca di una identità perduta. Ho trovato invece un romanzo di azione, in cui si respira un’eterna lotta contro il tempo e contro il destino. Tempo e destino, che notoriamente l’uomo non può manipolare, ma che invece manovra Sara, la protagonista, una sorta di Lara Croft invincibile, che cela, dietro la sua forte corazza, la più tremenda delle incertezze e la più folle delle paure: quella di non sapere che sia.

Il paragone con Lara Croft non è casuale: il romanzo è paragonabile ad un enorme videogioco, rumoroso, agghiacciante e adrenalinico, in cui il lettore vorrebbe immergersi per guidare le gesta di Sara, che incontriamo bambina e lasciamo ormai adulta.

Ma chi è Sara? Su questo interrogativo è incentrata tutta la trama, che si fa beffe del lettore passando tra due piani temporali distinti: il passato, dove si muove Sara bambina e il presente che vede una Sara ormai adulta e più che mai determinata a scoprire chi è.

Da piccola qualcuno si è preoccupato di indurre l’oblio nella mente di Sara, attraverso una pratica alquanto barbara di annientamento dei ricordi. Sara cresce da sola, in compagnia di un ciondolo e di una foto che sono tutto ciò che le resta del suo passato. Sa di essere in pericolo, sa che qualcuno le dà la caccia. Sara ha dalla sua un’incredibile forza e una intelligenza fuori del comune che la spingono a compiere azioni assai ardite e ad affrontare pericoli che spiazzerebbero chiunque,ma non lei.

La sua vita si aggrappa alle droghe, che soffocano il suo disagio e la sua solitudine, trasformandola in una sorta di macchina umana il cui unico scopo è arrivare alla verità.

Intorno a lei si muovono i servizi segreti inglesi, che mostrano la loro debolezza di fronte a nuovi pericoli che si stanno infiltrando nel sistema.

I personaggi che incontriamo hanno solo un nome, come Sara del resto. Di loro non sappiamo niente di più, sono solo pedine che l’autore manovra, talvolta in modo incomprensibile, per dar vita alla storia. Non c’è il buono e non c’è il cattivo. E’ difficile orientarsi in tal senso. Ma non è nemmeno necessario, perché l’attenzione del lettore è completamente assorbita dalla storia di Sara. Chi legge avverte costantemente il desiderio urgente di sapere qualcosa di più sul passato di Sara e sul suo presente.  Il resto passa in secondo piano.

Il ritmo incalzante, l’ambientazione quasi apocalittica, il linguaggio essenziale, fanno di questo romanzo una perla della fiction. Non stupisce che l’autore provenga dall’ambiente cinematografico: di fatto il romanzo è un insieme di fotogrammi di grande effetto, creati per confondere il lettore.

Il risultato è sensazionale e trascina il lettore in un vortice di suspense, tra spionaggio, piani segreti e esperimenti scientifici. Il segreto di Sara ha radici in un passato in cui la genialità era malvista e spesso imputata a qualcosa che trascende la ragione e sconfina con la magia.

Ma la mente umana non si può sopire, né l’intelligenza può tacere a lungo, per fortuna. Questa è la morale. Il resto è finzione. Ma con la finzione si può volare ed un buon libro serve anche a questo.

Buona lettura!

 

Anthony Mosawi


Anthony Mosawi si è trasferito da Londra alla California per lavorare alla Paramount Pictures, dove è rimasto per otto anni per poi aprire una sua azienda di produzione cinematografica. E’ sposato e ha un figlio e divide il suo tempo tra Los Angeles e Londra. “La donna senza memoria” è il suo primo romanzo.

 

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