Letture divergenti. La fattoria degli animali




Buongiorno Amici di ThrillerNord, ultimo appuntamento per questo 2019, ma mi auguro che per il 2020 mi venga rinnovato il contratto 😀

Dunque, oggi ho deciso di parlarvi di un grande classico della Distopia, una delle colonne portanti.

Si tratta de “La fattoria degli animali” di George Orwell.

 

 

 

 

TRAMA:

Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l’astuzia, la cupidigia e l’egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più docili e semplici d’animo. L’acuta satira orwelliana verso il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un’energia stilistica che pongono La fattoria degli animali tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.

 

Orwell compose La fattoria degli animali tra il novembre 1943 e il febbraio 1944, quando la Gran Bretagna era un’alleata dell’Unione sovietica e il popolo e l’intelligencija britannici tenevano Stalin in grande considerazione, cosa che Orwell odiava. Secondo Orwell, il libro riflette sugli eventi che portarono alla Rivoluzione russa e successivamente all’era staliniana dell’Unione sovietica. Motivo per cui il manoscritto fu inizialmente respinto da un certo numero di editori britannici e americani.

Quando apparve, nel 17 agosto del 1945, l’opera divenne un grande successo commerciale, in parte a causa delle mutate relazioni internazionali che, dall’alleanza militare, avevano ceduto il passo alla Guerra fredda.

 

Forse qualcuno mi condannerà per ciò che sto per dire ma… francamente ho preferito quest’opera a 1984 (altro capolavoro indiscusso).

Ho trovato questo romanzo molto più incisivo e la reputo una storia senza tempo. La realtà e le dinamiche che coinvolgono La Fattoria degli animali si possono rapportare tranquillamente anche al nostro presente senza difficoltà. (E poi continuano a dirmi che la Distopia è SOLO fantascienza).

La semplicità della trama e la sua linearità consentono una presa sul lettore davvero efficace e diretta.

Ognuno dei personaggi presentati può essere rapportato a un essere umano “tipo” (passatemi il termine), così come i maiali possono essere tranquillamente paragonati alla classe politica che si vuole analizzare… (meglio non entrare nel merito, atteniamoci al libro).

 

 

Comunque, per concludere questo 2019 in bellezza, vi suggerisco di leggere questo libro, se ancora non lo avete fatto. Chissà che le vicissitudini di questi animali possano essere da monito per un 2020 migliore.

Come sempre vi rimando al sito Leggere Distopico per approfondire 😉

 

Un caro saluto e un augurio di Natale dalla vostra Distopica Liliana Marchesi!

Ci vediamo l’anno prossimo!

 

 

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