La ferocia




Recensione  di Loredana Cilento

Autore: Nicola Lagioia

Editore: Einaudi

Pagine: 411

Anno di pubblicazione : 2014

 

 

Sulla statale Bari-Taranto al centro della carreggiata, cammina una ragazza nuda ed insanguinata, è Clara Salvemini, figlia del noto imprenditore Vittorio Salvemini.

In quel momento sopraggiunge un camion guidato da Orazio Basile, l’impatto è inevitabile!
Orazio si risveglierà in ospedale con una gamba amputata e una domanda: dove si trova la ragazza che ha investito?

Si perché nessuno ha visto la ragazza, sulla strada non c’era nessun corpo!
Solo successivamente verrà ritrovato il corpo accanto ad un silo, è lei Clara, ma il caso viene archiviato come suicidio.

Al centro del libro la storia di una famiglia ricca e potente di Bari, quella dei Salvemini, composta dal capofamiglia Vittorio, ultra settantenne con le mani non sempre pulite, e i suoi quattro figli.

Clara, protagonista di queste meravigliose pagine, è descritta come “magnetica.
Illumina le stanze in cui entra o le oscura, a seconda della tempesta che l’accompagna.”
Michele, con problemi di adattamento, è figlio di una relazione extraconiugale, e per questo messo da parte, isolato. Non riceve lo stesso “trattamento” degli altri figli, non studia nelle migliori scuole, non fa sport, e veste male.

Ruggero è forte, impegnato, che sa ciò vuole.
Gioia, debole e incapace di trovare un suo posto nel mondo.

La madre Annamaria non è un personaggio primario, ma occupa un posto importante dal punto di vista sentimentale, una donna apparentemente fredda ma feroce nelle emozioni.
Sin da piccoli Michele e Clara instaurano un rapporto speciale, quasi morboso, ambiguo per qualcuno, per loro fraterno, forse perché condividono la stessa inadeguatezza.
Quando Michele viene informato della morte della sorella, non crede nella storia del suicidio e vuole scoprire la verità.

La ferocia è effettivamente un libro feroce, nei sentimenti, nella descrizione del mondo dei giovani rampolli che si affacciano alla vita, che vengono messi davanti a prospettive non sempre positive. E’ feroce quando i loschi affari ingannano, feriscono, uccidono.

E’ feroce quando medici, politici, commercialisti come uccelli rapaci, volano intorno alla famiglia per raggiungere scopi e denaro. Satelliti che orbitano per ricevere favori, ammaliano con lusinghe, ma che in realtà non provano nulla. Un momento centrale lo troviamo al funerale di Clara in cui sono presenti le più alte cariche amministrative della città, avvocati, giudici, politici.

“Dalle automobili venivano fuori soprattutto anziani. Curvi, pallidi, taluni con autista al seguito. Avanzavano in completo scuro, tessuti a righe. Erano tutti sopra i sessanta, e quasi sempre maschi senza le signore. Gli sembrò di riconoscere il presidente della Corte d’appello. Il direttore generale dell’università. E quello era il vicesindaco di Bari. ”

E’ un mondo spietato, sporco, vizioso e senza scrupoli.
Ho trovato questo libro significativo e crudele allo stesso tempo. Quello che ho apprezzato in particolare è la tenacia e l’affetto di Michele per la sorella.

Molto affascinante è la connotazione temporale del racconto: le vicende si svolgono tra passato e presente, le pagine si alternano tra la vita passata e attuale dei vari personaggi che ci descrivono le loro esistenze. Veniamo poi messi a conoscenza delle azioni riprovevoli del capostipite della famiglia che, incurante del valore delle vite umane, costruisce edifici non sempre a norma con il favore delle meschine amministrazioni.

É un libro che mi ha colpito molto, soprattutto nella prosa, a dir poco sublime. Il linguaggio è così curato, dettagliato, tanto che alcuni lo chiamerebbero pretenzioso, ma io lo definisco affascinante.
Anima i personaggi, li rende reali, esclusivi, ci trasporta nel passato e nel presente come una macchina del tempo.

Credo si possa definire come un piccolo gioiello letterario!

 

Nicola Lagioia


è nato a Bari nel 1973. Con minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (Supercoralli 2004) e Riportando tutto a casa (Supercoralli 2009, Super ET 2011), Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi.”

 

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