La fiamma nel buio




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Michael Connelly

Traduzione: Alfredo Colitto

Editore: Piemme

Serie: Renée Ballard & Bosch #3

Genere: Thriller

Pagine: 400 p. R

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

Sinossi. È un giorno triste, per Harry Bosch, quello del funerale dell’ex poliziotto John Jack Thompson. Un uomo che ha dedicato quarant’anni di vita al LAPD, ma soprattutto un maestro per molti giovani detective alle prime armi. Uno di questi era stato proprio Bosch, che adesso, appoggiato al suo bastone dopo l’operazione al ginocchio che ha subito, osserva da lontano il gruppetto convenuto al cimitero, pensando alle cose che ha imparato da lui. Ad esempio, a capire quando qualcuno sta mentendo durante un interrogatorio. John Jack sapeva riconoscere un bugiardo. Non se n’era mai fatto scappare uno. Ma quando si avvicina a Margaret, la moglie di Thompson, Bosch non si aspetta di scoprire che, anche dalla tomba, John Jack abbia un altro bugiardo da incastrare. Un caso irrisolto di vent’anni prima, l’omicidio di un ragazzo ritrovato senza vita in un vicolo frequentato da spacciatori. Un caso che John Jack si era portato in pensione con sé, trafugando il fascicolo dagli archivi del LAPD. Bosch decide di occuparsene. E c’è una sola persona, dentro la polizia, che può aiutarlo: Renée Ballard. Così, tra un crimine e l’altro del suo turno di notte – “l’ultimo spettacolo”, come lo chiamano i poliziotti losangelini – Renée farà di nuovo coppia con Bosch per riaprire piste sepolte da anni di bugie. Perché tutti i bugiardi, prima o poi, fanno i conti con la verità.
Un nuovo imperdibile thriller con la coppia di detective più straordinaria che si sia vista sulla pagina scritta da molto, molto tempo a questa parte.

 

“Se prendi ogni cosa sul personale, ti arrabbi. La rabbia è un fuoco che ti dà la forza di andare fino in fondo ogni volta.” … “…tu hai quel fuoco”

 

Recensione

Ormai dire che perfino i sassi sono a conoscenza della mia venerazione per i lavori di Michael Connelly potrebbe sembrare un’affermazione scontata e noiosa ma, purtroppo per voi, io ancora una volta, dopo aver letto l’ennesimo libro sono di nuovo qui con occhi sognanti.

Sì, perché ancora una volta Michael Connelly è riuscito a stupirmi e quando credevo che finalmente ci sarebbe stata una situazione di relativa calma, una stabilizzazione nei ruoli, nuove opportunità e nuove collaborazioni, di punto in bianco, ancora una volta, tutto potrebbe essere destinato a cambiare nuovamente.

I legami di sangue, si sa, rendono le persone legate a doppio nodo con le proprie famiglie d’origine ma, spesso capita che nella nostra vita per diversi motivi succeda di incontrare una figura che riesca a diventare importante, un modello a cui voler assomigliare e da cui poter imparare e assimilare tutto il meglio. In poche parole, una figura che riuscirà ad imprimere un’impronta indelebile nella nostra vita e che resterà per sempre dentro di noi.

Possiamo paragonarlo al legame che si sta creando fra Ballard e Bosch, un reciproco rispetto fra insegnate e allieva, che però va oltre, tocca nervi scoperti estremamente sensibili per cui entrambi, sono ancora nella fase della reciproca conoscenza, per non rischiare di ferire o invadere gli spazi dell’altro. E cosa ancora più importante, questa volta lo scambio è alla pari, perché ambedue hanno molto da insegnare e, ancora molto da apprendere.

“Contano tutti oppure non conta nessuno.”

Questo era il motto del compianto John Jack Thompson, ex poliziotto e mentore di Bosch, che lo stesso Harry ha fatto suo per l’intera durata della sua carriera nel LAPD e che, ancora adesso che si occupa di casi freddi non ha mai abbandonato.

Perché quando prendi un caso sul personale e lo tratti come riguardasse un membro della tua famiglia, allora sai che andrai fino in fondo e farai qualsiasi cosa pur di giungere alla verità poiché nessuno può permettersi di fare del male ai tuoi cari. Per lo stesso principio, TUTTE le vittime, indipendentemente dal ruolo che hanno avuto nella società e da ciò che possano aver fatto quando erano in vita, nel momento in cui incontrano la morte per mano di qualcun altro hanno diritto ad avere giustizia.

Ritrovarsi con in mano un quaderno dell’omicidio, che mai avrebbe dovuto trovarsi in casa del suo vecchio mentore e, decidere di far luce su quel caso come ultimo gesto di rispetto a questa persona così importante nella sua vita, innescherà una serie di dinamiche che porteranno lo stesso Bosch e per riflesso la stessa Ballard in più occasioni ad un passo dalla morte.

Sarà da qui che prenderà vita questo nuovissimo romanzo dando da subito al lettore uno sprint e una sensazione di ansia crescente perché da ogni azione volta alla risoluzione dell’indagine, si otterrà una risposta di pari forza se non superiore e insomma, vi ritroverete a fremere per questi due personaggi così diversi ma allo stesso tempo così uguali.

“… tutti i bugiardi, prima o poi, fanno i conti con la verità.”

Una storia alla quale Connelly ha dato sicuramente un’impronta diversa che finirà per spiazzare, mettendo in prima linea Ballard, che si ritroverà a portare avanti le indagini di cui dovrà occuparsi all’ultimo spettacolo oltre a seguire con il suo “mentore” il caso di John Jack e che, vedrà Bosch in un ruolo meno attivo fra le scartoffie, anche se metterlo nelle retrovie completamente sarà impossibile.

Quando i dubbi ti travolgono, quando il senso di delusione si impossessa di te, quando la percezione di un tradimento ti pervade, quando tutto ciò in cui credevi e soprattutto, quando tutta la fiducia da te riposta in qualcuno rischia di venire spazzata via dai fatti, dalla realtà schiacciante e scioccante che ti circonda allora veramente potresti uscirne lacerato, dilaniato e svuotato. Gli indizi confondono, le prove ti parlano, i fatti raccontano. E il seme del dubbio rimane. Per sempre.

“L’acqua salata cura ogni cosa.”

In questa storia, che di indagini ne racconterà comunque più di una, Connelly ancora una volta ha messo in piedi uno spettacolo che mi auguro non sia l’ultimo, creando una trama ad incastro, dove ogni pezzo troverà una sua collocazione fino ad arrivare a mostrarci, come già avvenuto in altri suoi romanzi, che ciò che pensavamo non sarà poi la realtà dei fatti che ci eravamo immaginati.

Perché mai niente è come sembra.

Ho trovato sicuramente un Bosch e in generale un libro dai toni più malinconici che a me ha messo tristezza, non perché lo abbia trovato meno bello ma perché nella realtà, ho dovuto venire a patti con il fatto che anche il “mio” Harry sta invecchiando e che nulla rimane per sempre. Non nascondo che per la prima volta con questo autore, durante la lettura mi sono commossa e mi è parso di avvertire una sensazione di prurito agli occhi che spero rimanga tale, ovvero solo una mia impressione e una fase di passaggio in un momento un po’ particolare perché i libri belli fanno anche questo, ti smuovono dentro e poi a riprendere il controllo ci si mette un sacco.

“Sei come un cane con l‘osso, Bosch.” Appunto, quindi non mollare e non arrenderti. Io ti aspetto.

A presto B&B!!! 

 

 

Michael Connelly


Michael Connelly: Nato a Philadelphia, il 21 luglio 1956 è uno dei più famosi scrittori di Thriller statunitense. Autore di molteplici successi, da uno di essi “Debito di Sangue” è stato anche tratto un film diretto ed interpretato da Clint Eastwood. Ha scritto molti libri aventi come protagonista Harry Bosch oltre ad alcuni con l’avvocato Mickey Haller. Per entrambi i personaggi sono state realizzate delle serie tv. Con il nuovo libro uscito a settembre 2018, Connelly dà vita ad un nuovo personaggio carismatico, Renée Ballard.

 

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