La fioraia del Giambellino






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(recensione di Giorgia Usai)


Autore: Rosa Teruzzi

Editore: Sonzogno

Genere: giallo

Pagine: 174

Anno pubblicazione: 2017

 

Giunta alla fine del secondo volume della serie dedicata alle avventure del particolarissimo trio formato da Libera, Iole e Vittoria, ero incredula. Già finito? Purtroppo sì.
 
La lettura scorre meravigliosamente e ritrovare le mitiche investigatrici de “La sposa scomparsa” infonde serenità e sicurezza in chi legge.
Anche stavolta, le loro indagini iniziano un po’ per caso e, con un modus operandi che è un mix fra la delicatezza di Libera e l’esuberanza di Iole, proseguono tra alti e bassi fino alla scoperta di una scomoda verità che, se rivelata, potrebbe devastare la vita di Manuela, la sposa che ha chiesto aiuto alla fioraia.
 
Oltre ai personaggi presenti nel primo libro, ritroviamo anche alcune delle questioni irrisolte. Il mistero sulla morte del marito di Libera infatti accompagnerà l’intera narrazione come uno spettro che minaccia di abbattersi sul precario equilibrio che la donna ha cercato di creare per se stessa e sua figlia.
 
Per la seconda volta, Rosa Teruzzi riesce a deliziarci con un giallo ben costruito, in cui, messa al bando la violenza, i veri protagonisti sono i personaggi, ognuno con i propri pregi e difetti.
 
Probabilmente, se dovessi scegliere, vi direi che Libera è la mia preferita, perché è pacata, ragionevole (anche troppo) ed empatica, ma la verità è che ci si ritrova facilmente anche nella spontaneità di Iole, o nella serietà di Vittoria.
 
Leggete “La fioraia del Giambellino” e immergetevi nelle atmosfere milanesi seguendo le vicende di Libera, tra libri, fiori e misteri da risolvere. E poi ditemi se anche voi sentirete la necessità di sapere subito cosa accadrà nel futuro delle tre improvvisate investigatrici!

 

 

 

Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario dove colleziona libri gialli.

 

Di Rosa Teruzzi :

La sposa scomparsa

 
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