La follia Mazzarino




La follia Mazzarino / (Sang famille)

Recensione di  Marina Morassut


Autore: Michel Bussi

Traduzione: Alberto Bracci Testasecca

Editore: E/O

Genere: Narrativa gialla

Pagine: 478

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. A sei anni il piccolo Colin Remy vive la tragedia della perdita di entrambi i genitori: la madre in un incidente stradale, il padre suicida in seguito allo scandalo che ha travolto il cantiere di scavi archeologici da lui diretto dopo un incidente che ha causato la morte di tre operai sull’isola anglo-normanna di Mornesey. Colin cresce con gli zii. Nel tempo, però, insieme a lui cresce il sospetto, e poi la convinzione, che il padre non sia davvero morto: Colin lo capisce da alcuni indizi, vecchie fotografie, parole scambiate a mezza bocca dagli zii… Finalmente, alla vigilia dei suoi sedici anni, con la scusa di frequentare un corso di vela decide di tornare sull’isola di Mornesey alla ricerca della sua infanzia e possibilmente del genitore scomparso. Un mondo nuovo gli si apre davanti. Scopre che il padre archeologo non si dedicava soltanto agli scavi e al restauro della vecchia abbazia di Saint-Antoine, ma era anche sulle tracce di un tesoro leggendario chiamato la Follia Mazzarino. Scopre che l’isola delle vacanze è in realtà un’isola di criminali. Scopre che i parenti possono essere serpenti. Scopre infine di essere, suo malgrado, depositario di un segreto che quegli stessi criminali stanno affannosamente cercando. Aiutato da Madi, graziosa sedicenne borderline, e Armand, l’amico gracile con quoziente d’intelligenza 140, Colin spazia dalla superficie dell’oceano ai labirintici sotterranei dell’isola alla ricerca in realtà di un doppio tesoro, cioè suo padre e la Follia Mazzarino, inseguito da malfattori senza scrupoli decisi a carpirgli il suo misterioso segreto a costo di fargli la pelle.

 

Recensione

«Mi piace l’idea che questo romanzo possa essere ancora più inclassificabile degli altri miei libri e che diventi di fatto un libro intergenerazionale, avventuroso e intrigante per un pubblico giovane, sensuale e crudele per un pubblico adulto»Michel Bussi

Partirei proprio da questa frase dell’oramai osannato Michel Bussi, più che dalla trama vera e propria dell’ennesimo superlativo romanzo di questo autore franco-normanno. Del resto la sinossi che si può leggere grazie alle Edizioni E/O è già molto esaustiva.

L’intreccio, la Storia, le vicende ed i personaggi sono sempre un punto di forza di questo autore. Oramai il lettore, quando incontra sulla sua strada uno dei romanzi di Michel Bussi, sa che ha di fronte a sé uno standard alto da cui aspettarsi molto: non solo dal punto di vista del genere, ma anche come ambientazioni, come personaggi, come Storia che va ad intrecciare le vicende dei protagonisti creati, come significati e parti di società e viluppi storici che l’autore desidera portare all’attenzione del lettore.

Come si suole dire, scegliere i suoi libri significa affrontare un viaggio a 360°, dove alla fin fine il giallo, anche se molto intrigante e molto ben calibrato, non sarà l’unica piacevolezza del romanzo che ci catturerà.                                                                                                                                             Il suo oramai è un marchio di fabbrica e la cosa stuzzicante è che i personaggi sono sempre diversi, così come le storie di base. La noia è assolutamente bandita da tutti i suoi scritti.

Un altro fattore spiazzante è la delucidazione che l’autore si perita di precisare proprio nella prefazione al romanzo. Questo è il suo ultimo libro in ordine di pubblicazione, ma è in realtà il primo che ha scritto questo professore universitario di geografia.

E l’idea di base gli è venuta da una semplice constatazione, di cui moltissimi di noi hanno sicuramente fatto esperienza: si incrocia una persona che per un attimo ci pare di riconoscere, salvo poi capire che è impossibile, perché quella persona è morta. Ma un qualcosa, la risata, la figura o altro ancora, per un attimo ce l’ha portata alla memoria così vividamente, che “la nostra immaginazione è stata più rapida della ragione”. Ed ecco che nasce l’idea per un romanzo.

A distanza di dieci anni, Michel Bussi riprende in mano il romanzo e lo rilavora, prima di farlo ri-pubblicare(nel 2009 lo aveva pubblicato in qualche migliaio di esemplari, oramai introvabili).                                           E’ lui stesso che in questo modo si accorge che già in nuce contiene tutti i temi a lui più congeniali e che quasi sempre cerca di inserire nei suoi scritti: la ricerca dell’identità (argomento di sempre attuale importanza nella storia del’umanità), il rapporto genitori-figli (anche questo tristemente alla ribalta in questo periodo, se non altro in Italia con lo scandalo delle adozioni), l’adolescenza da un lato e l’età adulta dall’altro, il gusto per gli ambienti circoscritti e il gusto per l’irrazionale che poi, a ben guardare – e con l’aiuto dello stesso autore – si scopre sempre avere una propria logica.

I protagonisti di questo romanzo sono molteplici: ci sono i personaggi che chiamerei i protagonisti diretti e sono gli adolescenti Colin con gli amici Armand (fisicamente mezza-sega ma con un alto quoziente intellettivo e ridicolmente assatanato di sesso) e l’atletica e misteriosa Madiha (che in origine doveva essere un altro ragazzino sedicenne, ma che poi l’autore ha trasformato in ragazza).

E dall’altra parte i protagonisti indiretti: l’agente Simon Casanova e la sua bicicletta (che con la propria tenacia probabilmente salva la vita a Colin); la bellona e sensuale Clara, impiegata del Comune, il giornalista Delpech, Gabriel Borderie e le costruzioni bio-equo-solidali e naturalmente i cattivi, di cui non sveleremo l’identità o le caratteristiche! E per finire l’isola fantasiosa di Mornesey, che forse potrebbe essere l’Isola di Jersey, nel Canale della Manica (più volte citata nel romanzo) – e chissà perché viene immediatamente in mente la più famosa Guernsey, per ovvie ragioni storiche, letterarie e cinematografiche – e che si trova poco più in alto ed a ovest di Jersey.

E allora che aspettate a tuffarVi in questa nuova ma al tempo stesso storica avventura: morti resuscitati, fantastiche caccie ad un tesoro reale ma sconosciuto, futuristici violentatori di memoria, vecchi amici e nemici, relazioni sensuali e cattivi da incubo… il tutto condito come sempre da una scrittura affascinante, con la soluzione sempre a portata di mano ma mai indovinata, fintantochè il maestro della vicenda non decide di farci vedere le briciole che come Pollicino ha disseminato lungo tutto il romanzo.  

Un romanzo che si stenta a credere sia il primo – e non uno degli ultimi – della carriera di questo autore: una trama che  si sviluppa in soli cinque giorni – dal 16 al 20 Agosto del 2000 – e che parte da un’apparente serie di scelte innocenti per poi farsi vicenda sempre più impetuosa e inquietante, in un’isola che appare innocuasolo agli occhi degli ingenui turisti.

Siamo in Agosto anche noi lettori: venite a visitare l’Isola di Mornesey e a tuffarvi nelle gelide acque della Manica Michel Bussi Vi aiuterà a governare la vela!

 

A cura di Marina Morassut

libroperamico.blogspot.it

 

 
 

Michel Bussi


è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Nel 2017 E/O ha pubblicato Tempo assassino. Sempre nel 2017 esce anche Mai dimenticare, mentre nel 2018 La doppia madre.

 

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