La forma del buio






immagine non disponibile

(recensione di Kate Ducci)


Autore: Mirko Zilahy

Editore: Longanesi

Genere: thriller

Pagine: 345

Anno pubblicazione: 2017

 

Torna il commissario Enrico Mancini, il più esperto profiler di Roma che, con l’aiuto dei collaboratori di sempre, si lancia in una lotta contro il tempo per fermare uno spietato serial killer denominato “lo Scultore”.

Enrico Mancini non sa niente di lui, solo che uccide le sue vittime e ne utilizza i corpi, trasfigurandoli e trasformandoli in figure mitologiche, metà uomini e metà animali. Sono solo piccoli indizi, e ciò che il commissario dovrà scoprire per arrivare all’identità dell’assassino è da dove egli tragga queste macabre ispirazioni, se facciano parte di un programma che prevede un numero già stabilito di vittime e se il killer si stia muovendo in modo organizzato o casuale.

Mentre lo Scultore si sposta con abilità nelle notti romane, nascondendosi nei labirinti dell’antica rete fognaria e seguendo una mappa dei luoghi in cui colpire, Enrico Mancini dovrà fare i conti anche con i propri demoni, con la perdita prematura della moglie che non ha ancora dimenticato e con il tentativo fallito di ricostruirsi una vita, di tornare a provare dei sentimenti che lo sveglino dal torpore a cui si è condannato.

Romanzo ben scritto, dialoghi serrati e una tensione che non abbandona mai la scena, con un finale inaspettato, che l’autore è stato bravissimo a celare depistando il lettore, al punto da ricordare alcuni buoni thriller solitamente ambientati oltreoceano.

Ne consiglio la lettura agli amanti dell’azione che cresce fino all’ultima pagina, accelerando fino al colpo di scena finale che non delude.

 

Recensione a cura di Kate Ducci (Radix)

Kate Radix è autrice dei thriller “Le conseguenze” “Le apparenze” e “Le identità” e dell’antologia “La verità è una bugia”, una raccolta di quattro racconti di generi che spaziano dal thriller al fantastico.

 

Mirko Zilahy su THRILLERNORD

 

 

Acquista su Amazon.it